Il “Miles Gloriosus” di Plauto ed “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello nel weekend del Teatro Abeliano di Bari

Oggi, venerdì 3 dicembre, ore 21, al Teatro Abeliano di Bari sarà in scena il Miles Gloriosus di Plauto, tradotto e diretto da Marinella Anaclerio con l’affiatato cast composto da: Flavio AlbaneseStella AddarioValentina BonafoniAntonella CaroneGiuseppe CicirielloLoris LeociTony MarzollaLuigi Moretti e Dino Parrotta, la scena di Pino Pipoli, i costumi di Stefania Cempini e il disegno luci di Mauro Marasà.

Lo spettacolo, si avvale di una nuova traduzione della celebre opera plautina ad opera della stessa regista Marinella Anaclerio, il cui valore è stato riconosciuto ed apprezzato anche in ambito universitarioLo spettacolo ha debuttato nell’estate del 2018 in occasione dell’XXI edizione del Festival di Velia  e ha partecipato con grande successo di pubblico e critica alla 58° edizione dello storico Plautus Festival di Sarsina.

Marinella Anaclerio e Antonella Carone, grazie al lavoro sul Miles, hanno partecipato, in qualità di relatrici, per due edizioni al Convegno Internazionale – Ludi Plautini Sarsinates – organizzato dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Gli adulatori sono simili agli amici come i lupi ai cani.
Pirgopolinice è un fantastico sbruffone, un gioioso pavone, esagerato spudorato vitale. La distanza tra ciò che è e ciò che crede di essere è tale da irritare profondamente chiunque abbia un po’ di buon senso. Ci sono tempi in cui un personaggio come il suo, perfino sulla scena è troppo, risulta distante da qualsiasi possibilità di riflesso nella realtà, senza dunque il mordente necessario per far scattare nello spettatore quel meccanismo di godimento nel veder messo in ridicolo un vizio che subisce . Ci sono tempi invece ahimè in cui la realtà supera di gran lunga la favola e il povero Pirgopolinice è un ritratto a tinte forti di ben più consapevoli e colpevoli vantoni… In una Efeso simile all’originale quanto l’ambientazione di certi western spaghetti al far west, si consuma la tragicomica truffa di un gruppo di sfaccendati di vario genere ai danni di un soldato che ha due debolezze: le donne, meglio se sposate, ed essere adulato. Ha una divisa, dunque un potere, e molti soldi, che dispensa generosamente per soddisfare questi peccatucci. Do ut des. Normale. Perché tutti dunque lo odiano? Ha rapito e tiene segregata una giovane meretrice, e non fa altro che millantare meriti ed imprese. Tutti fingono simpatia e perfino amore per lui per aver qualcosa in più di ciò che gli spetta , tutti pronti a godere nell’improvvisare vere e proprie recite in favore del credulo pavone, ma pavoneggiandosi a loro volta della loro abilità nel sostenere il ruolo stabilito: l’amico fidato, il servo fedele, il vicino premuroso, la fidanzata amorevole e così via. Così la strada diventa scena e il teatro da mezzo diventa fine e le parole di Giulietta si mescolano a quelle di Ofelia in un pot pourri da serata d’onore. Ne risulta una gara tra attori consumati dove l’unico spettatore pagante in conclusione, viene imbrogliato, derubato e malmenato. L’eccesso è sempre un vizio…a prescindere dal contesto. Non si può certo definire Plauto un moralista di quelli che per punire il vizio chiama in causa la virtù, semmai un cinico commediante, che da commediante racconta di gente che non vedendo in giro molti ideali per cui valga la pena essere coerenti, cerca di sopravvivere e divertirsi, e forse anche di vendicarsi un po’ di essere costretta a recitare per vivere…Ed è questo piacere dell’attore, questo gusto per la citazione teatrale, sempre in agguato nel testo, che ha comportato per me il principale obiettivo nel costruire il gioco scenico. Insomma una commedia adatta ai tempi di grandi commedianti in cui viviamo. La struttura linguistica delle commedie plautine è incredibilmente varia: parti in prosa, recitativi ed “arie” i cantica appunto, dei quali le partiture sono andate perdute. Ho cercato di rendere tale ricchezza lavorando ad una traduzione drammaturgica, cioè una traduzione che fosse già una proposta di regia, forzando in alcuni casi l’assetto di un personaggio in funzione della resa generale del testo.
Marinella Anaclerio

Venerdì 3 dicembre, ore 21
Teatro Abeliano di Bari
IL MILES GLORIOSUS DI PLAUTO

Traduzione e regia: Marinella Anaclerio
Con Flavio Albanese, Stella Addario, Antonella Carone, Giuseppe Ciciriello, Valentina Bonafoni, Loris Leoci, Tony Marzolla, Luigi Moretti, Dino Parrotta.
BOTTEGHINO:
Tel: 080 542 7678
Biglietti acquistabili dal botteghino del Teatro Abeliano
(Via Padre Massimiliano Kolbe, 3, Bari)
Dal martedì alla domenica (ore 17.30 – 19.30)
Online biglietti disponibili su Vivaticket

Per la rassegna “To the Theatre“, domani, sabato 4 dicembre alle ore 21:00 al Teatro Abeliano uno spettacolo ‘metateatrale’:
I giganti della montagna – Atto III” di Luigi Pirandello, con Leone Marco Bartolo, Dario Cadei, Otto Marco Mercante, Silvia Lodi, Cristina Mileti, Giuseppe Semeraro. Drammaturgia Valentina Diana. Regia Giuseppe Semeraro. Bande sonore e musiche Leone Marco Bartolo. Produzione Compagnia Principio Attivo.
I giganti della montagna è un dramma rimasto incompiuto a causa della morte del famoso drammaturgo nel 1936. Il terzo atto, l’ultimo, non fu mai scritto. Principio attivo si è preso la libertà di riscriverne la parte incompiuta, partendo dalle parole di Pirandello agonizzante mentre descrive a suo figlio la parte finale del dramma e alle quali parole si sono attenuti in maniera fedele, sviluppandolo attraverso una compagnia di anziani o variamente disadattati, fuori dal tempo, fuori tempo. Una compagnia che non è al passo con i tempi, che non si è né integrata né collocata. La compagnia si presenta con il nome Opera Nazionale Combattenti, un nome che rimanda a una legione dismessa di una qualche guerra patria ormai finita e dimenticata, un gruppo di ex combattenti fuori contesto, inutili e disonorati, a cui nessun rispetto è più riservato, che si aggira con un corpo morente in spalla, quello della Contessa Ilse, e là dove trova un teatro, lo occupa e prende in ostaggio il pubblico, costringendolo a sottostare alle regole stabilite da loro, che consistono nel privare temporaneamente (per il tempo dello spettacolo) il pubblico di alcune libertà (Non potrete togliervi le scarpe. Non potrete esprimervi in alcun modo. Non potrete parlare. Non potrete cantare. Non potrete fare acquisti. Non potrete disinvestire titoli. Non potrete licenziare né assumere. Non potrete concepire figli…) Chi va oggi a teatro? Cosa interessa al pubblico? Chi è il pubblico? In questo spettacolo ci sono due pubblici, uno immaginario, evocato dietro un grande fondale bianco e uno reale presente in sala, tra questi due fuochi la nostra compagnia, Opera Nazionale Combattenti si divide mettendo in scena un testo tagliente dove i piani tra realtà e finzione si moltiplicano all’infinito. Un lavoro sulla forza del legame tra il pubblico e il teatro.
Per saperne di più il programma degli spettacoli sul nostro sito internet e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram 
Biglietto 15 euro (ridotto 12 euro) acquistabile al nostro botteghino e sul circuito Vivaticket
Per informazioni: 080 542 76 78 – botteghino@teatroabeliano.com
Biglietteria del Teatro Abeliano (via padre Massimiliano Kolbe 3, Bari) attiva dal martedì al sabato ore 17.30-19.30 e due ore prima di ogni spettacolo. Chiuso il lunedì. 
Gli ambienti sono predisposti in sicurezza secondo le norme vigenti, gli spettatori dovranno essere muniti di mascherina personale e della necessaria certificazione verde. 

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