Carmen Consoli e le sue tante anime: il ritorno della cantantessa al Teatro Petruzzelli con “Volevo fare la rockstar”

Dopo più di quattro anni, Carmen Consoli torna in un Teatro Petruzzelli gremito e festante per l’appuntamento barese del Tour “Volevo fare la rockstar“.

Il concerto è diviso in tre atti: il primo, intitolato “il sogno” è interamente dedicato all’album più recente, pubblicato a fine settembre, ed i brani sono presentati nella stessa successione del disco.
La cantantessa, accompagnata alle chitarre elettriche dal bravissimo Massimo Roccaforte – l’amico musicista con lei fin dagli esordi (Massimo, la Roccaforte imprescindibile della mia vita – lo definisce nelle note di ringraziamento del disco) – ci sorprende ancora una volta proponendo i nuovi brani in una versione essenziale, molto diversa da quella registrata in studio con arrangiamenti molto ricercati e l’ausilio di una piccola sezione d’archi, delle tastiere e della presenza di qualche fiato.
Una scelta molto coraggiosa ed in controtendenza rispetto alle leggi del mercato discografico e dello show –business.
La voce raffinata e potente di Carmen (talvolta leggermente sovrastata dagli strumenti) arriva dritta al cuore, le note struggenti e malinconiche non chiudono mai le porte alla speranza (“se non temi il freddo sarà intenso quel raggio di sole inatteso”) e le due chitarre, forti di un’intesa venticinquennale, dialogano in maniera pressoché perfetta.
Si parte con “Sta succedendo” per concludere con “Volevo fare la rockstar”.

Irrompe tonante il rock nel secondo atto, intitolato “Gli anni mediamente isterici”: entra in scena Marina Rei (riannodando un filo interrotto nel marzo 2007, quando era stata ospite in un concerto di Carmen sempre a Bari, ma al Teatroteam) che prende il posto di Massimo Roccaforte. La sua batteria è possente e precisa e gli interventi vocali arricchiscono i brani che sono tratti dal repertorio meno melodico della musicista catanese, i più amati, forse, dalle e dai fan della prima ora.
Ma Carmen è – sì – fedele, ma mai uguale a se stessa: i pezzi sono decisamente rock ma lei continua ad imbracciare le sue chitarre acustiche.
Per niente stanca” avvia e ”Venere” conclude questo secondo atto.
C’è spazio anche per “Donna che parla in fretta” di Marina Rei, interpretato dall’autrice.

Ed eccoci al terzo ed ultimo atto.
Per “L’amicizia” torna sul palco Massimo Roccaforte, che alterna il mandolino alle chitarre elettriche.
Si comincia con la bellissima “Stranizza d’amuri” intenso omaggio a Franco Battiato e già nel repertorio della cantantessa.
Si apprezzano, quindi, le varie anime di Carmen: la canzone d’autore, il folk, le sonorità brasiliane, il pop. Le voci, le chitarre e la batteria si intrecciano armoniosamente, ritmo e melodia sono miscelati con sapienza, senza che uno predomini sull’altra.
Si chiude con tutto il pubblico in piedi ad accompagnare la trascinante “A finestra”, scritta in dialetto siciliano.

Carmen riappare da sola sul palco per l’unico bis e saluta, voce e chitarra, con “Amore di plastica”, immancabile ma mai scontato rito che consolida e rafforza un rapporto di reciproco grande affetto.
Un concerto bellissimo, intenso, senza cali di tensione, arricchito dalla scenografia e dalla regia della concittadina Donatella Finocchiaro.
Una serata che resterà impressa nella memoria dei presenti.

Gegè Martiradonna
Foto di copertina di Alina Malanima de Gennaro
Altre foto dalla pagina Facebook di Carmen Consoli

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