L’emozione di una grande festa tra amici, alla XII edizione del Premio Mimmo Bucci

Nelle parole di Francesca Lozito Bucci, questa edizione, la XII, del premio dedicato a suo figlio, frontman della band “La Combriccola di Vasco”, scomparso tragicamente a soli 31 anni, il 15 maggio 2007 in una delle notti più brutte della storia di Bari, è stata la più lunga di tutte. Programmata per il marzo del 2020, rinviata per ciò che ha rubato quasi due anni a tutta l’umanità, finalmente, domenica 3 ottobre, il Teatro Petruzzelli ha visto una partecipazione, ridotta per le restrizioni in corso, ma calorosa, sentita, vibrante di bellezza. La direzione artistica di Antonello Vannucci fa da collante fortissimo tra tutte le parti della serata dedicata a Mimmo, presentata da Mauro Pulpito e Stefania Losito, con gli intermezzi della resident band, composta da Nicola Pedone, Beppe Arnese, Carlo Pastore e Maurilio Mimmi. Ospiti della serata sono stati il cantante Davide Pepe, la ballerina Martina Genchi e il comico Daniele Condotta, e anche Vannucci ha fatto ridere tutto il pubblico con le sue canzoni, parodie in metrica perfetta di tanti grandi successi. La manifestazione è patrocinata dalla Regione Puglia e PugliaSounds. Il patrocinio del Comune di Bari è rappresentato dall’Assessora alle Culture Ines Pierucci.




Come da tradizione, lo spazio principale è dedicato al concorso tra musicisti esordienti, con in palio tre premi, il primo, in particolare, una borsa di studio di 500 euro messa a disposizione dalla famiglia Bucci e il pass per il Premio Pigro, dedicato a Ivan Graziani, per tramite di Gianni Santorsola. La giuria, presieduta da Pasquale Trentatre, era formata dal nostro Direttore, Pasquale Attolico, da me e da Francesco Fornarelli, in qualità di redattori del Cirano Post, da Emanuele Saponieri e da Antonella Morga.
Sei i finalisti, arrivati qui dopo una preselezione tenutasi prima del lockdown, che gareggiano con un pezzo proprio e con la cover di un brano già celebre. Iniziano la competizione i Picasso Cerveza, che portano in gara la loro “Gabriella”, un funk upbeat ben ritmato, cifra del loro stile, continuato nella cover di “Amarsi un po’” di Lucio Battisti, con un testo in mash-up con “Love Anthemdei Venerus.
A seguire, l’unico artista a provenire da fuori Puglia, Francesco Lettieri, che propone la sua “Ho un sacco di voglie”, che nel dialogo intimista e nel fine tocco pianistico tradisce legami equilibrati col cantautorato italiano, lanciandosi in una cover de “La Cura” di Franco Battiato, un pezzo che sa essere infido anche per i grandi, ma che Lettieri arrangia al piano senza rimpianti per i lirismi dell’originale.
Terzo a salire sul palco, Fabio Cacace, che porta la sua “Un giorno di giorni qualunque, il cui gusto di musica leggera ben si adatta a un palco sanremese. La scelta di sana musica leggera continua nella cover chitarra e voce di “The Power of Love” dei Frankie Goes to Hollywood.
Dopo di lui, Mizio Vilardi, che gareggia con “Una forma d’amore che mi devo, cattura gusti del pop contemporaneo, da Bungaro a Calcutta, con una chitarra ben suonata, e che coinvolge anche il pubblico nella cover di “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo.
Quinta, l’unica donna in competizione, Cloud, con la sua “Sopra i tetti di Roma”, una voce jazz pulitissima al servizio di una canzone spensierata che ricorda la giovinezza di alcune delle nostre cantanti più famose, una delle quali, Tosca, viene omaggiata con una versione di “Ho amato tutto” che non ha sbavature di alcun tipo, impreziosita dalla chitarra di Pino Mazzarano.
Ultimo a esibirsi, Stefano Tataranni, dapprima con “In un pugno di stelle”, un connubio tra testi attuali e tecnica tradizionale, un po’ senza tempo, come senza tempo è la cover di “Margherita” di Riccardo Cocciante.
La giuria ha deciso di premiare Lettieri al primo posto, Cloud al secondo e Vilardi al terzo.
La serata si è conclusa con un canto corale di “Albachiara”, che ha trasformato il Politeama in un concerto rock, con la partecipazione di tutti, e soprattutto dei coniugi Bucci, i primi a rendere possibile la magia di questa serata e di questa occasione, nel nome della musica del futuro “Come Mimmo avrebbe voluto
Beatrice Zippo
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