Bumps “Ars Insidiae” in concerto: un gusto radicato negli Anni Sessanta che si ramifica nella cinematica

Dopo aver ospitato nomi di primaria importanza nel panorama jazzistico italiano e internazionale, si è chiusa la seconda parte del Jazz Revenge Fest, organizzato dall’associazione “Nel Gioco del Jazz” all’Anfiteatro della Pace del Centro Commerciale “Mongolfiera” di Bari Japigia.

Le presenze non al completo a causa degli appassionati ancora in vacanza e la concorrenza con altri eventi cittadini, frutto di una fratricida disorganizzazione non certo dell’Associazione barese bensì di più alte vette, hanno inficiato la numerosità del pubblico presente, un peccato se si pensa che, grazie a “Nel gioco del jazz”, Bari ha potuto godere di eventi che altrove raccolgono presenze nell’ordine delle migliaia di spettatori.

Il gruppo che si è esibito nella serata conclusiva giocava in casa.
I Bumps, collettivo attivo da circa vent’anni, sono formati da Vince Abbracciante alle tastiere (in particolare organo hammond), Davide Penta al basso e Antonio Di Lorenzo alla batteria. Il loro nuovo progetto “Ars Insidiae” si propone di tendere una trappola all’ascoltatore, un’insidia per l’appunto, mediante una musica che fa a meno dei cantanti, in particolare delle cantanti, di cui una viene fatta svenire (per sempre?). A ribadire il concetto, non manca una digressione sull’inutilità delle cantanti fatta sul palco a nome della band, digressione che, invero, suona abbastanza datata, se collocata nel terzo millennio.

Ed è vintage, ma molto meno logoro, anche il sound della band, un gusto radicato negli Anni Sessanta, che si ramifica nella cinematica, nei tappeti sonori cari a Brian Eno e nell’acid funk, fino a spingersi ai confini del prog rock, con gli strumenti spinti da un hammond lanciato a tutta birra.
Non mancano gli omaggi geografici, in un viaggio che da Taranto porta a New York, così come i tributi ai maestri delle colonne sonore, dai richiami Angelo Badalamenti durante “Astral Sunrise”, a Gato Barbieri (col tema di “Last Tango in Paris”) a Giorgio Gaslini, fino a “La Piovra” di Ennio Morricone.

Beatrice Zippo

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