Rea, Lo Verso, Bovoli, Pizzi: quattro assi per Caruso ed Ovidio

Nuovo doppio appuntamento con il magico pianoforte di Danilo Rea per la Ergo Sum Produzioni di Alessandra Pizzi.

Oggi, domenica 29 agosto, alle ore 20.00, nella splendida cornice di Palazzo Roma a Ostuni, il maestro Rea e Barbara Bovoli daranno vita all’”Omaggio ad Enrico Caruso nell’anno del 100mo anniversario dalla scomparsa del tenore italiano più famoso nel mondo.
Tra le stelle più brillanti del panorama musicale internazionale, Rea, la cui vera anima jazz si fonde inesauribilmente da sempre con la ricerca e la passione per la libera improvvisazione, in questo spettacolo offre spunto per un viaggio tra le arie celebri delle grandi opere liriche, arrangiate da par suo.
La pièce porta la firma di Alessandra Pizzi, che ne cura la drammaturgia. «L’idea mi è venuta in mente leggendo uno dei tanti episodi sulla vita di Caruso che nel 1903, contravvenendo al rigore dell’epoca e al giudizio della critica, fu tra i primi artisti, in assoluto il primo interprete lirico, a ‘consegnare’ la sua voce alla modernità, incidendo il primo disco in vinile. Mi sembrava un pretesto imperdibile per raccontare l’importanza dell’avvento della tecnologia applicata alla musica e l’importanza che ha avuto nella sua divulgazione. Cosa sarebbe stato della musica se non ci fossero stati i dischi? E quali e quanti artisti oggi ricorderemo? Da qui l’idea di chiedere a Danilo Rea di raccontarci, attraverso la sua arte, quello che conosciamo e riconosciamo di un’opera e la sua capacità di evocare emozioni ben oltre l’esecuzione da maniera». Episodi e aneddoti di Doroty Park, la moglie americana che sposò il tenore, sono affidati in scena all’intensa interpretazione di Barbara Bovoli, e scandiscono un excursus cronologico dell’uomo e dell’artista che più di ogni altro ha rappresentato la musica italiana nel mondo. Dal suo arrivo a New York, in quel tempio della musica che era il Metropolitan, sino al rientro a Sorrento, prima della sua morte.

Virtuosismi e racconti, tracciano così i contorni di uno spettacolo che vuole essere un tripudio alla grande musica d’autore, alla grande tradizione musicale italiana ed internazionale, alla magnificenza dell’Arte, omaggiando uno dei rappresentanti più illustri, quel tenore napoletano che divenne più famoso di Roosevelt, a cui Dalla dedicò una canzone che porta il suo nome che, a distanza di oltre 30 anni dalla pubblicazione, resta tra le canzoni italiane più famose nel mondo.

Appuntamento altrettanto esclusivo e suggestivo quello di domani, 30 agosto, alle ore 21:00, presso l’Anfiteatro Augusteo di Lucera, dove lo stesso Rea ed Enrico Lo Verso, tra i più acclamati interpreti della scena cinematografica e teatrale italiana, offriranno una lettura insolita, fatta di parole e musica, dei principali miti e leggende, quelli appartenenti all’immaginario collettivo e celebrati da Ovidio nelle Metamorfosi, qui tradotti dal bitontino Nicola Pice, costellato di ninfe eroine ed eroi, interpretando “a lor modo”, del tutto originale, il racconto della nascita della Primavera, la delicata storia di Callisto, la bellezza di Narciso, e molte altre storie.

Anche questo progetto porta la firma di Alessandra Pizzi, che aveva già messo in scena con Lo Verso lo spettacolo Metamorfosi – Altre Storie Oltre il Mito, che a proposito precisa “L’idea è stata quella di restituire al mito la sua dimensione pop e quindi poterlo raccontare attraverso varie espressioni artistiche i grado di dialogare. Mi piaceva l’idea di chiedere al due artisti di raccontare, ognuno con il proprio linguaggio, quel che resta del significato del mito”.
I due artisti condivideranno il palcoscenico dando vita ad una sorta di jam session, tra musica e parole, intorno al tema del mito, coinvolgendo gli spettatori nell’inedito programma.
Lo spettacolo assume una particolare valenza simbolica in un momento delicato per l’intero settore della cultura e ribadisce il valore simbolico della metamorfosi che è sempre un (ri)nascere ancora; il teatro, col suo farsi invito a vivere un nuovo normale e un quotidiano diverso, torna a far scoprire l’umano che è nel fondo della nostra anima. Lo fa con i versi di Ovidio, un contemporaneo del futuro, ripercorsi dal flautato incanto del pianismo lirico e creativo di Danilo Rea e della appassionata duttilità vocale di Enrico Lo Verso.

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