Il magico pianoforte di Danilo Rea risuona nella cornice del Trullo Sovrano di Alberobello nella Prima nazionale dell'”Omaggio a Enrico Caruso” di Alessandra Pizzi

Prima nazionale ad Alberobello per l’”Omaggio ad Enrico Caruso nell’anno del 100mo anniversario dalla scomparsa.
Danilo Rea sarà al pianoforte per uno spettacolo evento che si terrà domenica 1° agosto in Piazza Sacramento nella splendida cornice del Trullo Sovrano alle ore 21.00.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
La serata rientra nel cartellone «Trulli Viventi- Estate 2021», il calendario di manifestazioni curato dall’Amministrazione comunale

Dalla collaborazione tra Comune e società di produzioni Ergo Sum, nasce l’idea di un evento eccezionale che vede protagonista uno tra i principali interpreti della scena artistica: Danilo Rea, il pianista di fama internazionale tra le stelle più brillanti del panorama musicale, la cui vera anima jazz si fonde da sempre con la ricerca e la passione, inesauribili.

Danilo Rea appassionato di libera improvvisazione, in questo concerto offre spunto per un viaggio tra le arie celebri delle grandi opere liriche, improvvisate (appunto) e ri-arrangiate.

«Questo appuntamento apre un ciclo di tre eventi dedicati al teatro – spiega l’assessore alla Cultura e all’Unesco Alessandra Turi –. Saremmo dovuti già partire due settimane fa con Enzo Decaro, ma abbiamo dovuto posticipare lo spettacolo causa maltempo (l’appuntamento è rimandato al 1° settembre). Gli eventi si incastoneranno nella cornice meravigliosa del Trullo Sovrano, uno dei cinque siti di Alberobello che da 25 anni sono patrimonio dell’umanità. Questi tre spettacoli danno il via ad una serie di appuntamenti che vedranno coinvolti adulti e giovanissimi anche nei mesi invernali con l’’intento di portare il teatro tra la gente in un innovativo esperimento che parlerà anche e soprattutto ai più giovani nel loro linguaggio».

Lo spettacolo di Danilo Rea porta la firma di Alessandra Pizzi, che ne cura la drammaturgia. «L’idea mi è venuta in mente leggendo uno dei tanti episodi sulla vita di Caruso che nel 1903, contravvenendo al rigore dell’epoca e al giudizio della critica, fu tra i primi artisti, in assoluto il primo interprete lirico, a ‘consegnare’ la sua voce alla modernità, incidendo il primo disco in vinile. Mi sembrava un pretesto imperdibile per raccontare l’importanza dell’avvento della tecnologia applicata alla musica e l’importanza che ha avuto nella sua divulgazione. Cosa sarebbe stato della musica se non ci fossero stati i dischi? E quali e quanti artisti oggi ricorderemo? Da qui l’idea di chiedere a Danilo Rea di raccontarci, attraverso la sua arte, quello che conosciamo e riconosciamo di un’opera e la sua capacità di evocare emozioni ben oltre l’esecuzione da maniera».

Episodi e aneddoti di Doroty Park, la moglie americana che sposò il tenore, sono affidati in scena all’interpretazione dell’attrice Barbara Bovoli: scandiscono un excursus cronologico dell’uomo e dell’artista che più di ogni altro ha rappresentato la musica italiana nel mondo. Dal suo arrivo a New York, in quel tempio della musica che era il Metropolitan, sino al rientro a Sorrento, prima della sua morte.

Virtuosismi e racconti, tracciano così i contorni di uno spettacolo che vuole essere un tripudio alla grande musica d’autore, alla grande tradizione musicale italiana ed internazionale, alla magnificenza dell’Arte, omaggiando uno dei rappresentanti più illustri, quel tenore napoletano che divenne più famoso di Roosevelt, a cui Dalla dedicò una canzone che porta il suo nome che, a distanza di oltre 30 anni dalla pubblicazione, resta tra le canzoni italiane più famose nel mondo.

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