Una mostra da “leggere”: Steve McCurry al Teatro Margherita di Bari

Omo Valley, Etiopia, 2013

Presso il Teatro Margherita di Bari è attualmente in corso – e vi resterà fino a tutto il 25 agosto 2021 – la mostra tematicaLeggeredi Steve McCurry dedicata alla lettura, con cui il celebre fotografo ha scelto di raccontare il rapporto intimo e misterioso tra l’uomo e la parola scritta.

La rassegna, curata da Biba Giacchetti, presenta 70 fotografie che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere.
Francis Scott Fitzgerald diceva che ”la parte più bella di tutta la letteratura è scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo. Tu appartieni.”  In queste parole si coglie un aspetto importante dell’esperienza della lettura che è senz’altro centrale nel messaggio che la mostra intende comunicare: leggere è un’esperienza universale, che può essere fatta in ogni angolo di questa terra, che cancella la solitudine e ci rende parte di qualcosa di più grande, ci connette con i pensieri e le emozioni di un’intera umanità, oltrepassa lo spazio e il tempo, permane nella memoria, regala una profonda ed inesauribile longevità.

Sana’a, Yemen, 1997
Pradesh, India, 1984
Roma,Italia,1984
Rio de Janeiro, Brasile 2019

Attraverso 70 scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera, nei paesi più disparati del mondo, McCurry invita gli spettatori ad osservare quanto accade negli istanti immortalati dal suo obiettivo, in cui le persone abbandonano il loro presente, anche drammatico, per essere totalmente assorbite da altro.

La macchina fotografica ruba l’essenza di attimi privati, regalandoci atmosfere intime che raccontano come la lettura abbia il potere di condurre ogni individuo in un mondo lontano, in una dimensione altra dalla realtà che sta vivendo.

Leggere è un atto privato, un momento di grande intimità personale, non semplice da cogliere nella sua spontaneità. Egli in grado di catturare l’essenza della vita che osserva, senza invadenza, attraverso una presenza leggera che entra in punta di piedi nella dimensione del soggetto, catturandone l’autenticità.  I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti; ci sono persone che leggono, che si perdono nel loro altrove, anche nei contesti più impensabili, per le strade di angoli remoti del pianeta, tra macerie di guerra o nel mezzo di disastri ambientali. E sembra di essere lì, davanti a loro, osservatori di passaggio per le strade del Mondo.

Allestimento, Teatro Margherita, Bari

A valorizzare ulteriormente la galleria fotografica concorre senz’altro un allestimento ben strutturato, progettato appositamente da Peter Bottazzi. È stato composto per accompagnare il visitatore nella lettura di McCurry e stabilire un dialogo con gli ambienti monumentali del teatro Margherita, primo edificio realizzato a Bari in cemento armato e unico in Europa per la particolare costruzione su palafitte.

Le grandi vetrate sembrano come esplodere per poi ricompattarsi in forme diverse. I cubi di alluminio ora grezzo, ora verniciato, formano un reticolato in cui le fotografie di Steve McCurry emergono come vere e proprie apparizioni accompagnate da un ulteriore elemento di racconto e fascino, quello musicale.

Composizioni evocative, poliedriche, nate nell’ambito della ricerca musicale elettronica, e di recente tecnologia composte sempre da Peter Bottazzi, in cui emergono echi di parlato, di lettura, di bisbigli, una dimensione umana, calda e coinvolgente, così da evidenziare la compresenza e la dualità di un mondo esterno ed invasivo con una dimensione più intima e personale quale è lo spazio che si crea e in cui ci si rifugia nell‘atto di leggere.

Luciana Montrone

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