Vivo successo di “Municipi sonori”, la rassegna dell’Assessorato comunale alla Cultura di Bari e del Teatro Petruzzelli che ha portato la musica classica nelle periferie

Il 26 luglio c’è stato il penultimo appuntamento di “Municipi sonori“, un’iniziativa dell’Assessorato comunale alla Cultura di Bari che ha portato il Teatro Petruzzelli lontano da Corso Cavour per farlo riversare in qualcuna delle nostre periferie, portando con sè quel patrimonio di bellezza inestimabile che è la musica classica, dando la possibilità ai residenti – e a chiunque volesse – di parteciparvi in modo gratuito.
I quartieri San Paolo, Carbonara e Palese sono stati allietati, nei giorni scorsi, dal Coro della Fondazione Petruzzelli con un programma di sala godibilissimo, che ha spaziato da Verdi a Leoncavallo, da “Over the rainbow” a “What a wonderful world”.

La modalità di partecipazione è stata molto semplice: era sufficiente prenotare il proprio posto via mail e così sono riuscita (dico riuscita poichè tutti gli eventi sono stati sold out in pochissime ore) a prenotarmi sia per l’evento a Carbonara la settimana scorsa che per quello del 26 luglio presso il Parco 2 giugno, evento davvero molto bello e interessante sotto tanti punti di vista.
L’atmosfera per questo concerto di musica sinfonica è stata decisamente inconsueta: il grande palco nel verde del prato, sullo sfondo gli alberi e i palazzi. I posti a sedere ufficiali tutti occupati, ma, intorno all’area recintata da transenne, un fiorire di teli mare, sedie di plastica, gente in piedi. Le luci gialle dei faretti a illuminare gli strumenti e i musicisti e, a fare da controcanto alla musica, un frinire continuo di cicale e il rumore dei palloni da pallacanestro che rimbalzano nel campo affianco, ma anche qualche ambulanza e grida di bambini. Nessuna cassa armonica ad amplificare la musica che volava letteralmente in tutto il parco e tra le persone.

Il programma di “sala” è stato vario, allegro, delizioso, di quel gusto popolare che ci parla di pagine memorabili che si tramandano nel tempo e resistono piacevolmente: Gioacchino Rossini con La gazza ladra e Il barbiere di Siviglia, una Ouverture di Glinka e poi, ovviamente, l’immancabile e prima vera rockstar italiana, il nostro caro Giuseppe Verdi che ha letteralmente rapito e incantato tutto il pubblico con il Preludio del primo atto de La Traviata.

Orchestrali e direttori bravissimi, nonostante il caldo amplificato dai faretti e dalle loro divise nere. Menzione d’onore per il personale di sala attento, premuroso, serio, scrupoloso, tante presenze silenziose in abito e tailleur a monitorare una platea attenta che si fa aria con ventagli di svariati colori e mille fogge e beve acqua in questa serata di fine luglio che ci ricorda il caronte di qualche anno fa.

L’impressione che ho avuto è che abbiamo sempre più bisogno di esporci a questi prodotti culturali, alla musica classica, alle voci che cantano insieme in modo armonico, anche e soprattutto in quei luoghi lontani dal centro cittadino. Ho visto le persone felici, interessate e attente; sorprese di ricevere nelle loro strade e nelle loro piazze ora l’assessora Ines Pierucci, ora il sindaco Decaro. E’ stato bello perchè ha permesso la fruizione di contenuti e opere d’arte senza tempo a un pubblico più ampio e trasversale e si spera che iniziative di questo tipo, rivolte alle periferie, siano sempre più numerose e di qualità, di questa qualità.

Chiusura domani, giovedì 29 luglio, nel quartiere Libertà presso l’Istituto Salesiano Redentore, con l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli.

Alida Melacarne

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