Cuba: oltre 60 anni di inutili sforzi

Come era naturale attendersi, la nuova amministrazione “democratica” statunitense, oltre a confermare il proprio impegno a sostenere tutti i movimenti fascisti, reazionari e criminali dell’America Latina, si sta dedicando con notevole sforzo di energie economiche all’ennesimo tentativo di rovesciamento del governo cubano.
Sin qui niente di nuovo o particolarmente significativo: sono oltre 60 anni che il tentativo si ripete e fallisce sistematicamente.

Quello che sorprende, invece, è che i commenti dei benpensanti nostrani (ivi compresi intellettuali o pseudo tali che si autodefiniscono di sinistra) siano sempre improntati a considerazioni che, se una volta potevano solo essere definite false, oggi sono addirittura ridicole.

Cuba è un paese sotto embargo da oltre sessanta anni. Ma, ciononostante, le energie positive ed il grande senso di umanità che da sempre appartengono alla sua popolazione hanno fatto sì che la società cubana sia stata in grado non solo di sopravvivere, ma di organizzare la propria vita, la crescita economica, le scuole, le università, la sanità, la ricerca in generale, e soprattutto di dare lezioni a tutto il mondo su quello che significa la parola solidarietà.
Cuba ha inviato equipe mediche, brigate è meglio definirle in considerazione del numero di persone, nei paesi più disparati e nelle parti più diverse del mondo, per aiutare e dare il proprio contributo nella lotta al Covid. Ovviamente senza pretendere nulla in cambio.
Cuba ha creato due vaccini; certo non potrà produrli in grande quantità, ma ha già annunciato che li distribuirà gratis a quelli che ne faranno richiesta.
Cuba costituisce un esempio inarrivabile (se si parametrano i risultati alle risorse disponibili ed al numero di abitanti) quanto ad eccellenze nel campo della ricerca medica, agricola, biologica.

E di fronte a tutto questo, si assiste ad una richiesta di revoca dell’embargo (in sede di ONU) che viene appoggiata dalla totalità degli stati membri delle Nazioni Unite, tranne il voto contrario di USA e Israele, e l’astensione di altri cinque Stati, tra i quali – indovinate un po’? – c’è il nostro.
Centottantasette, credo, sono gli Stati che hanno votato a favore della revoca.
Noi abbiamo trovato​ modo di distinguerci, soprattutto considerando quello che le brigate mediche cubane hanno fatto nel nostro paese.

Il pensiero quasi-unico dei governi del mondo occidentale ripete ormai da decenni che Cuba non ha democrazia, che si tratta di una dittatura e bla…bla…bla…
Io dico che adesso la misura è colma, e lo dico con le parole usate solo alcuni giorni fa da Gianni Minà: ORA BASTA!
Ci si deve solo vergognare per tutte le infamie che si sono dette e si continuano a dire sul popolo e sullo stato cubano, che, benché piccolissimo, regge il confronto con il colosso americano da sei decenni, in condizioni di imparità assoluta.
Leggo di persone – da me conosciute ed anche apprezzate per alcuni versi – che si dilettano a scrivere: “Cuba è un paese totalitario … a Cuba non esiste democrazia … la sinistra deve smetterla di considerare Cuba come una realtà diversa da quelle totalitarie … etc. …“. A queste persone io dico, con Gianni Minà, ORA BASTA!

Cuba è un esempio di efficienza, di solidarietà umana, di grandi risultati nel campo medico (come sottolineato dal recente premio Magna Grecia Awards consegnato proprio a Bari alla dottoressa Aleida Guevara, figlia del Che, contraddistintasi anche nella battaglia pandemica), in quello dell’istruzione e della organizzazione del lavoro, ed in generale in tutti i settori della vita collettiva. Mentre nel cosiddetto occidente aumentano le disparità sociali, aumentano i poveri, aumentano le difficoltà delle classi meno abbienti di poter studiare, lavorare e vivere dignitosamente, a Cuba tutto ciò è possibile. Nonostante un embargo criminale che dura da 60 anni.
Mentre USA, NATO, UE, UK e tutti i governi a loro asserviti e complici continuano a destabilizzare politicamente intere aree del mondo, aggredire militarmente paesi sovrani, calunniandoli e attribuendo loro la responsabilità dei crimini commessi, Cuba vive la sua vita, benché sacrificata dalle illegittime limitazioni che le sono state imposte, con dignità e sempre maggiore autoconsapevolezza.
E non fa guerre: l’unica guerra combattuta è stata quella per la sua liberazione dal giogo oppressivo dell’imperialismo.
E a tutti quelli di cui dicevo prima, quelli che dicono “dobbiamo smetterla di mitigare i nostri giudizi su Cuba”, io rispondo con Gianni Minà ORA BASTA!

E aggiungo di stare in guardia, perché i segnali di un vento nuovo (come il maestrale che entra sul nostro territorio ed inizia a pulire il cielo) ci sono tutti.
Soprattutto quelli che arrivano dall’America Latina.
E’ possibile (ed auspicabile) che, perciò, in un futuro non troppo lontano si imponga un nuovo hashtag: #ORA BASTA.

Franco Muciaccia

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