“Storie in Libertà”: i racconti del Laboratorio esperenziale di narrazione dell’Associazione Tavole Magiche raccolti da Alessandra Minervini

Ho lasciato la macchina al Park & Ride di Largo 2 Giugno, presa la navetta, scesa in Corso Cavour, da lì ho imboccato Via Nicolai dall’inizio e ho iniziato a camminare a passo deciso: prima i negozi, Piazza Umberto, Piazza Cesare Battisti; ho continuato. Mi sono lasciata alle spalle Via Quintino Sella e da lì le cose si sono fatte diverse. L’aria da shopping compulsivo e svelto, da traffico in tilt, da rumore di sottofondo di motori accesi e gente che parla al telefono, ha lasciato spazio a qualcos’altro. Ho iniziato a sentire il respiro dei palazzi, sono passata in mezzo a capannelli di gente che chiacchierava sul marciapiede e le parole erano mezze straniere e mezze in dialetto barese. Stendini dappertutto con il bucato ad asciugare.
Libertà: eccomi, sono arrivata nel cuore del quartiere Libertà.
Ho svoltato e mi sono ritrovata in Piazza Redentore, bagnata dal sole e musicata dalle urla festanti dei bambini sulle giostrine. Ho chiesto ad alcune signore sedute su delle panchine dove fosse il bistrot di Ana Estrela, ma non capivano l’italiano; poi è giunto un signore in mio soccorso dicendomi: “è lì, segui quelle persone”.

Il signore in questione era il papà di Alessandra Minervini, mia carissima amica, una delle prime che ho incontrato da quando sono rientrata a Bari tre anni fa. Vidi su Facebook la notizia che avrebbe tenuto di lì a poco un corso sulla scrittura autobiografica, chiamai il numero indicato e mi rispose lei. Ricordo che la telefonata si svolse mentre camminavo sul bagnasciuga; lei mi spiegava come era strutturato il corso, quanti saremmo stati, il giorno e l’ora; dissi subito “sì, ci sono”. Così l’ho conosciuta, che stavo al mare.

Quindi, arrivo al bistrot di Ana Estrela per la prima volta e trovo da una parte i campetti da calcio con i ragazzi dell’Oratorio Redentore che urlano e giocano, dall’altra questo spazio pieno di cose belle, sedie e tavoli apparecchiati con tovagliette verdi e piccoli vasi con fiori di campo, alle pareti le foto di Michele Carnimeo. E che il Libertà è davvero il quartiere più colorato e multietnico della città lo ha capito il mio naso, lì da Ana Estrela, nel suo bistrot, nel momento in cui siamo stati omaggiati di un aperitivo a base di un mix di cucina italiana ed etnica.

Sono venuta qui, nel cuore del quartiere di Libertà, da Carbonara, un altro quartiere particolare per popolazione e modo di intendere la vita, per la presentazione del libro “Storie in Libertà“, frutto di un laboratorio di scrittura tenuto da Alessandra, promosso nell’ambito del Piano Urbis del Comune di Bari dall’associazione Tavole Magiche e con l’aiuto di altre associazioni di quartiere, come ci spiega Paola Romano, assessora alle Politiche Educative, Giovanili e alla Città Universitaria, intervenuta come ospite.
L’attività laboratoriale ha avuto inizio proprio durante la pandemia, ad aprile 2020, ed è continuata indefessamente, nonostante tutto, fino alla realizzazione di questo libro che contiene piccole e grandi storie di alcuni degli abitanti di questo quartiere.

I racconti si dividono in tre gruppi.
C’è la sezione Memoria, i racconti di chi al Libertà ha sempre vissuto.
La sezione Radici, i racconti di chi al Libertà ha trovato nuove radici, pur venendo da lontano.
La sezione Sogni, in cui il Libertà viene raccontato come luogo in cui è possibile realizzare dei sogni, a prescindere dalla propria provenienza e nazionalità.
Le storie del libro sono in libertà con un gioco di parole semplice ed efficace: in Libertà da un punto di vista geografico, ma anche in libertà perché libere da teorie e strutture, libere di esprimersi, di raccontare il proprio punto di vista, i ricordi, le difficoltà, le gioie. La scrittura, ancora una volta, come mezzo per ricongiungersi con se stessi, per migliorare il contesto, per apportare nuove energie all’ambiente, per fortificare la memoria lasciando testimonianza del proprio sentire.

Il papà di Alessandra ha letto ad alta voce uno dei racconti, Perseguitato di Jean Raoul (pag.149), un ragazzo del Camerun che dopo un lungo viaggio di terra e mare, è giunto qui a Bari, trovando in una piccola abitazione del Libertà un rifugio nei mesi tosti e disperati della primavera dello scorso anno. Ma ce ne sono tanti altri, bellissimi, in cui si sente proprio pulsare la vita di queste case e di questi abitanti.
Finale con le musiche alla chitarra di Marco Laccone e con le dance Bollywood di Fatmira Khan. Un ultimo sorso alla bevanda al limone preparata da Ana (vogliamo la ricetta!) e poi saluti e abbracci (siamo vaccinati, eh) e di nuovo per me la strada sotto i piedi per tornare verso casa.

Il libro “Storie in Libertà” si può acquistare presso le librerie Mondadori, alla cifra popolare di 10 euro. Soldi ben spesi per una lettura che ci porta a viaggiare e ad annusare nelle vite di persone che qui ci abitano da sempre, o che sono arrivate da poco da molto lontano, o che sono andate via, ma mai via definitivamente, come nel racconto che chiude la raccolta della scrittrice barese Rita Lopez.

Per una serie di congiunture astrali insondabili, la raccolta letteraria è stata presentata esattamente il giorno in cui per la Puglia inizia – per la prima volta – la zona bianca, quella della libertà da orari e da chiusure.
Quello stesso libro che si è progettato e creato nelle zone rosse, arancioni e gialle, si manifesta al mondo nel bianco, di una zona tutta da scrivere e raccontare.

Alida Melacarne

1 commento su ““Storie in Libertà”: i racconti del Laboratorio esperenziale di narrazione dell’Associazione Tavole Magiche raccolti da Alessandra Minervini

  1. Ángela de Mario Rispondi

    Complimenti Alida! Hai interpretato e raccontato splendidamente e fedelmente il mio “Libertà” vissuto prima e dopo le udienze in Tribunale a Bari.

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