Vittime e carnefici

Era un bel po’ di tempo che non si susseguivano, nei resoconti di tg e stampa, tante falsificazioni e deformazioni in ordine a quanto sta accadendo in Palestina.
Non posso dire che se ne sentisse per questo il bisogno, ma la cosa mi appariva comunque inconsueta.
Ed ecco che la mia sorpresa è stata soddisfatta.

Decine e decine di morti, compresi bambini, decine e decine di feriti, decine e decine di “sfollati” (termine usato dal lessico della informazione occidentale per definire le vittime di azioni militari israeliane che sottraggono le case ed i pochi beni dei Palestinesi per attribuirle, non si sa bene in virtù di quale diritto, ai coloni israeliani).

E’ proprio la recrudescenza di questi abusi, di queste vere e proprie rapine legalizzate che ha innescato le tensioni poi sfociate nel nuovo bagno di sangue (come sempre, quasi interamente da una sola parte).
Ed è tutto pienamente lecito e legale, secondo Israele e l’ultradestra che lo governa. Sì, perché i coloni, in fondo, si riappropriano di terre appartenute ai loro avi due secoli fa (e forse più). Pensate cosa potrebbero fare, secondo questi nuovi principi giuridici, gli indiani d’America o le popolazioni native del Sud-America.

In realtà le argomentazioni del governo israeliano sono ridicole; mentre quelle del sistema di informazione dell’occidente sono criminali, in quanto tese a coprire sistematicamente aggressioni vili e sanguinose nonché soprusi di ogni tipo. Addirittura invertendo l’ordine delle cose e facendo divenire vittime gli aggressori, e feroci usurpatori le vittime di massacri e violente sopraffazioni, da oltre 70 anni.

E’ questo che traspare dalle dichiarazioni dei nostri politici.
E non mi riferisco ai campioni della destra, per i quali i palestinesi sono delinquenti e assassini che lanciano razzi sulla popolazione civile di Israele (Salvini, Meloni, il cavaliere e via dicendo). Per loro è vitale raccontare così le cose.
Io mi riferisco invece ai dirigenti​ del partito che si autodefinisce democratico, o ai grandi storici-statisti del movimento 5 stelle, per i quali il concetto è lo stesso, anche se espresso in toni più morbidi, e comunque la dichiarazione di sostegno è per il popolo di Israele che subisce le aggressioni.

E così, mentre Papa Francesco riconosce lo stato della Palestina, il neo-segretario dem va alla manifestazione di solidarietà con il popolo israeliano e si fa ritrarre insieme ai totem del neofascismo e razzismo italiano.

Il mondo si è rovesciato.

Ma questo è un bel segnale (come quelli che vengono da altre parti del mondo, come l’America Latina), un segnale che dice come la misura sia colma e il tempo di un cambiamento radicale e profondo sia maturo.
E’ un bel segnale perché le ragioni reali della ribellione, così come quelle della repressione brutale e sproporzionata, non hanno nulla a che vedere con le religioni, ma sono sempre e soltanto di natura economica.

Quindi, è necessario che tutti abbiamo fiducia, consapevolezza e voglia di riscatto.
Anche i palestinesi, come tutti i diseredati ed i perseguitati e tartassati del mondo.

Guardando la carta geografica attuale della Palestina e confrontandola con quella del 1946, si può facilmente constatare come il legittimo stato arabo sia stato già divorato dal mostro sionista, e quei confini che pure furono creati dalle potenze occidentali non esistano più nemmeno volendoli vedere con uno sforzo di fantasia.

Ma, come detto, bisogna credere in un diverso modello di vita che riappropri il popolo palestinese (come tutti gli altri popoli oppressi) dei propri diritti fondamentali.

Su Netflix si può ammirare un “corto” (credo già vincitore di premi internazionali) che rappresenta bene le condizioni di vita e lo stato d’animo della popolazione palestinese.
Si intitola The Present.
Mi pare istruttivo e coinvolgente, oltre che bello cinematograficamente.

VIVA LA PALESTINA LIBERA

Franco Muciaccia

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