Maurizio Pellegrini racconta la poesia e i sogni di Napoli per l’Agimus di Mola di Bari

Prende il titolo da un celebre brano di Roberto Murolo, «Nun me scetà», per molti considerato il brano con cui si chiude l’epoca d’oro della canzone napoletana, lo spettacolo in programma per l’AgìmusFestival diretto da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, mercoledì 12 agosto, nel chiostro Santa Chiara di Mola di Bari, dove sono previsti due turni (ore 20.30 e 22.30) per soddisfare il più ampio pubblico possibile viste le restrizioni anti Covid (biglietti 10 euro, info 368.568412).
L’insolito concerto per mandolino e chitarra vede protagonista il cantattore Maurizio Pellegrini con Valerio Fusillo e Nicola Nesta, rispettivamente interpreti dei due strumenti a corda (mandolino e chitarra) che fanno da filo conduttore al recital, omaggio ad un’era della canzone che non tornerà mai più.

Una voce lontana racconta, infatti, di Napoli, la città più bella al mondo, della sua gente e dei personaggi che l’hanno resa grande per un viaggio nella produzione poetica e musicale partenopea, dal Vincenzo De Pretore di eduardiana memoria alle strofe di Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo intervallate dai brani più celebri della tradizione ottocentesca, nonché da alcune perle rare del repertorio umoristico della coppia Pisano-Cioffi e di Armando Gill. Pellegrini, attore e cantante di poliedrica eccentricità, dà voce ai sogni di questo spettacolo che farà al tempo stesso singhiozzare e divertire. Perché si può ancora piangere fino alle lacrime o sorridere per l’intima commozione di una canzone. Se poi la canzone è napoletana, l’emozione risulta ancora più forte.

La partecipazione al concerto comporta l’osservanza delle disposizioni previste dalle Linee guida e dai Protocolli di igiene e sicurezza anti Covid-19.

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