Un giorno a Il Libro Possibile 2020: quando la Cultura ha la meglio sul Covid19

Il sole che tramonta all’orizzonte è una musica all’ultime sue note, è l’ultimo sapore della torta, più dolce proprio perché è alla fine, destinato a restare nel ricordo più di quanto si sia prima gustato. (William Shakespeare)

“L’ultimo sapore della torta” è il momento in cui iniziano le quattro giornate del Festival Il Libro Possibile, giunto alla sua XIX edizione e svoltosi dall’8 all’11 luglio.
Venerdì 10, sulla ormai nota Terrazza dei Tuffi di Polignano a Mare, quel tramonto nebulizzato di salsedine viene introdotto da un sound check un po’ fuori programma, ma tanto suggestivo.

Mentre qualcuno è sdraiato all’ombra di Lama Monachile e qualcun altro si tuffa o brinda su una barca, il sound check volge al termine e alle 19.30 Andrea Gisoldi, giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, presenta Le amiche imperfette di Maria Pia Romano.
L’autrice afferma di aver voluto iniziare il suo libro con i “tre selfie” dei protagonisti (Angelica, Elisa e Flavio) e per questo lo definisce “contemporaneo”. Le descrizioni richiamerebbero quello scatto che ognuno di noi cerca di rendere perfetto attraverso la giusta angolazione, la luce migliore, filtrando i colori e levigando le imperfezioni della pelle, per mostrare agli altri una sua versione che deforma la realtà.
La scrittrice Francesca Palumbo interviene raccontando al pubblico che Maria Pia Romano è anche una sub e che nelle sue creazioni è possibile ritrovare quella sua abilità di scendere negli abissi, di andare in profondità tali da generare delle “pagine di lirismo”.
L’autrice sembra confermare l’esistenza di un legame tra la sua penna e le sue avventure subacquee, poiché sott’acqua può sentire solo il suo respiro, concentrarsi e sentirsi in pace col mondo. Il mare è per lei fonte di energia e creatività.
Afferma che è la prima volta che all’interno di un libro parla di un condominio, di vite contornate dal chiacchiericcio di provincia e il cui “tappeto musicale”, come lo definisce Gisoldi, è RadioLecce103, una voce che racconta tutte le verità di Lecce, città in cui è ambientata la vicenda.
La mondana e annoiata Angelica s’inventa scrittrice, ma quando si ritrova da sola di fronte alle pagine vuote, non sa da dove iniziare. S’imbatterà, però, in una sua vecchia amica del liceo, Elisa, diventata giornalista.
Il racconto su quella terrazza non va oltre e l’autrice conclude parlando di sé e delle sue esperienze: “Appartengo a un mondo di delusi – dichiara l’autrice – Il giornalismo è mutato”.

Dopo i saluti e i ringraziamenti, tornano a esibirsi gli attori del sound check per presentare Sono la mia voce della scrittrice e cantante Chiara Liuzzi. Mentre le ombre si allungano sempre di più sotto una luce calda e aranciata, il pubblico viene avvolto dalle note di una ninna nanna dai suoni tribali. Secondo l’autrice le emozioni si manifestano attraverso la voce in tutte le sua modulazioni, anche quando viene meno e cita i versi di Saffo che si rivolge alla persona amata:
Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.

Il libro è dunque una sorta di ode alla voce, alla sua capacità di esprimere le singole identità personali. “La mia voce è solo mia, perché nessuno ha il mio vissuto”, spiega Chiara Liuzzi e decide di salutare il suo uditorio con un blues.

La serata prosegue con Istantanee temporali di Raffaella Rizzi, ospite inatteso per chi si è affidato al programma cartaceo, ma non per chi ha consultato il sito web del Libro Possibile. Con timidezza, l’autrice riesce pian piano a catturare il suo pubblico, parlando del titolo scelto dall’editore Tralerighe e della copertina realizzata da Pompeo Colacicco.
Il titolo del libro è stato ispirato dagli articoli pubblicati da Raffaella su “La voce del paese” di Gioia del Colle: una serie di descrizioni di luoghi, eventi e persone. Il libro, infatti, è una raccolta di racconti brevi che illustrano il presente. Raffaella Rizzi diventa scrittrice nel 2015, dopo la morte della figlia Carla, a cui dedica Istantanee temporali. La scrittura le dà la forza di andare avanti e inesprimibile è l’emozione scatenata dall’esile voce di un bambino che tra il pubblico esclama: “Brava mamma!”.

Al Libro Possibile si incontrano vite, musica, passioni. Si passeggia tra l’odore dei libri e del mare, si spegne il tramonto e si accendono le luci. È quasi come se si stesse vivendo il racconto impresso in uno di quei libri che popolano la città.

Cambiando scenario, spostandosi sul Lungomare Colombo, ci si ritrova di fronte a un grande palco e uno schermo gigante, grazie al quale è possibile vedere i volti degli ospiti intervistati.
Ancora una volta il programma cartaceo non rispecchia la realtà, ma ciò passa inosservato grazie alle prorompenti parole del procuratore Roberto Scarpinato durante la presentazione del libro La strage e il miracolo di Antonio Padellaro, che racconta il tentativo fallito dell’attentato all’Olimpico del 1994. Si parla di illegalità, prove nascoste, vengono nominati Totò Riina, Falcone, Borsellino e Aldo Moro e Scarpinato afferma: “Parliamo sempre dei bravi e ci dimentichiamo di Don Rodrigo”.

Sono le 23.00 circa quando salgono sul palco Marco Tronchetti Provera, Walter Veltroni e Marco Tardelli. Attraverso i racconti delle loro vite, moderati dalle domande di Giuseppe De Bellis, direttore di Sky TG 24, i tre ospiti affrontano decennio dopo decennio gli ultimi 50 anni della storia d’Italia, partendo da Italia-Germania 4-3, 1970.
Vengono ricordati gli anni della crisi economica, Chernobyl, di cui, come racconta Veltroni, si hanno notizie solo dopo tre giorni, sintomo della presenza di un regime; si ricorda il mondiale ’82 vinto da Tardelli con la nazionale di Bearzot, lo scioglimento della P2, la caduta del muro di Berlino, i primi telefoni cellulare e la nascita di Internet. Veltroni riflette sul termine “rete” che richiama il concetto di comunicazione, di collegamento e di protezione in caso di caduta, ma che oggi indica anche la rete Internet che può diventare genitrice di un clima di odio, dove il pollice in su sembra riportarci nell’arena del Colosseo dove l’imperatore decideva la sorte dei gladiatori. Provera vuole, invece, sottolineare gli aspetti positivi di Internet e in particolare si sofferma sugli ultimi mesi della vita degli italiani, che grazie ai social media si sono sentiti più uniti e vicini nonostante il lockdown.

Mentre una grande luna rossa, simile a una pesca morsa, illumina il cielo, Enzo Magistà, direttore di Telenorba, invita a salire sul palco il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, con il suo Serendipity, Edoardo Bennato, che invece presenta il suo libro Girogirotondo, e Dario Vergassola.
Il termine “serendipity” designa un colpo di fortuna con cui casualmente si fa una grande scoperta. Oscar Farinetti nel suo libro raccoglie 50 storie di serendipità concernenti il cibo e ne racconta qualcuna al pubblico presente, come la creazione della Coca Cola o la scoperta dei pop corn o del grissino.
I dialoghi degli ospiti vengono a volte interrotti dalle mitiche “canzonette” di Edoardo Bennato, che comunicano sottoforma musicale ciò che è presente nel suo libro. Anche Bennato parla di una serendipity, quella della scoperta dell’America da parte di Colombo che cercava le Indie. Il cantautore napoletano, però, analizza la storia dell’Occidente chiedendosi chi siano davvero i buoni e chi i cattivi; affronta il tema del razzismo tra bianco e nero, tra nord e sud; parla di clima, di libertà, di povertà.
E come cantava già nel 2015:
Giro girotondo come corre il mondo
Sembra quasi che non gliene importi
Niente dell’affanno della gente, ah ah

E noi di qua, e gli altri di là
Tutti sulla stessa barca tutti della stessa
Razza ma I cattivi sfortunatamente
Sempre ai posti di comando
.
Parla quindi di attualità, della realtà che ci circonda e viene anche ripreso il tema del lockdown e della rete, come se volesse dialogare con chi è salito su quel palco prima di lui e ancora una volta è attraverso la musica che esprime il suo punto di vista e canta per il pubblico “La realtà non può essere questa”:
La realtà
È tutta in questa stanza
Nella rete
Che annulla ogni distanza
La realtà
È fuori dal balcone
Nella rete che diventa una prigione

La realtà
E tutta l’illusione
di chitarre che suonano da sole
Nel silenzio di nessuna festa
La realtà non può essere questa

[…]
E non può
Rinunciare ai sogni
E sognare
Le parole nuove
di coscienze pronte a dire basta
La realtà non può essere questa

[…]
La realtà
È tutta da rifare
È la vita
Che non si può fermare
E che canta
La sua ribellione
Alla rete che diventa una prigione
E non basta vivere l’illusione
Di chitarre che suonano da sole
Nel silenzio di nessuna festa
La realtà non può essere questa

E la realtà non poteva essere questa per il festival polignanese, che grazie alla direttrice Rossella Santoro non è stato cancellato e ha vissuto un’edizione speciale nel rispetto delle regole sanitarie anti Covid 19.  
Il Festival Il Libro Possibile è stato il primo appuntamento culturale a livello nazionale a svolgersi in presenza dopo il lockdown.
E il Cirano Post c’era.

Elisabetta Tota

1 commento su “Un giorno a Il Libro Possibile 2020: quando la Cultura ha la meglio sul Covid19

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