Domani, all’AncheCinema di Bari, è di scena la satira di Arianna Porcelli Safonov con le sue “Piaghe”

Nuovo appuntamento con la Stagione di Prosa dell’AncheCinema di Bari: domani, venerdì 21 febbraio 2020 ore 21 è di scena la satira di Arianna Porcelli Safonov in “Piaghe”, nove monologhi scritti dalla stessa Porcelli Safonov con le videotele create da Steve Magnani. Regia di Arianna Porcelli Safonov e Steve Magnani.

Piaga [pià-ga] s.f. (pl. -ghe) • 1 Lesione della cute o di una mucosa, con perdita di pus o di siero e difficoltà di cicatrizzazione; estens. ferita, lacerazione, taglio: avere le p. ai piedi, alle mani • 2 fig. Dolore dell’animo, pena, tormento || mettere il dito nella, sulla p., toccare un argomento delicato, che rinnova la sofferenza di qlcu.; anche, mostrare con chiarezza dove sta il nocciolo di un problema • 3 fig. Problema sociale grave e diffuso: la p. dell’alcolismo, della corruzione. Sono piccole cose, niente di grave. O forse si.
Sono messaggi subliminali, spacciati per avveniristici, pensieri morali che non puoi contraddire, altrimenti sei anacronistico. E poi negozi dove vieni telecomandato a comprare senza scelta personale oppure tendenze e professioni che l’universo ha decretato essere cool e tu non puoi dissentire. Sono stili di vita ai quali, se vuoi essere accettato, non puoi sottrarti.
Queste sono le nostre Piaghe: castighi che pensavamo fossero divini e che invece la nostra società si autoinfligge, senza dirselo. Meccanismi culturali che inaridiscono, frustrano, immiseriscono il nostro genere. E mentre il mondo le chiama, appunto, tendenze, noi sentiamo una vocina nello stomaco che le chiama col loro nome proprio: problemi sociali, Piaghe.
Una linea comica cruenta, a metà strada tra satira e stand-up comedy, per raccontare le Piaghe: la filosofia del contatto giusto, la grande distribuzione e i centri commerciali, i giudici dei talent show, la pioggia insidiosa di password, il dramma di chi non è abbastanza cool, il dramma di chi lo è troppo. Piaghe è uno studio sui disastri culturali ai quali siamo assuefatti, una caccia alle streghe del nostro secolo, scherzosa ma serissima, una protesta contro l’intrattenimento e i suoi temi ideati per far dimenticare invece che pensare.

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