Il ritorno di Nada stasera sul palco del Teatro Forma di Bari

Questa sera, sabato 1 febbraio, alle 21,30, prosegue la stagione musicale 2019-2020 del Teatro Forma di Bari (via Fanelli 206/1) con il ritorno sulle scene di una delle più apprezzate interpreti della musica italiana, Nada, che porterà in scena uno spettacolo incentrato sul suo nuovo album, intitolato «È un momento difficile, tesoro» (2019, Woodworm), in cui canta la sua Toscana, l’amore, la vita e la forza di una donna, attraverso epoche e generazioni.

Il disco ha segnato il ritorno alla produzione di John Parish (già produttore di PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Afterhours ed altri), che torna al fianco di Nada dopo lo splendido lavoro fatto nell’album «Tutto l’amore che mi manca» (2004).
«È un momento difficile, tesoro» è un album in cui si ritrova la vita, il pensiero e l’amore di cui Nada è capace: è stato anticipato dall’uscita del singolo «Dove sono i tuoi occhi», accompagnato da un videoclip, diretto da Francesco Cabras, e girato al Macro-Asilo, museo di arte contemporanea di Roma.

Protagonista della musica italiana, Nada fin dai suoi esordi ha firmato alcuni dei grandi successi italiani divenuti internazionali. La sua «Senza un perché», ad esempio, è stata recentemente inserita da Paolo Sorrentino all’interno della colonna sonora della serie TV «The Young Pope», un successo mondiale distribuito in oltre centoquaranta paesi.

«Ho sempre provato attraverso i miei dischi e i miei libri a cercare di raccontare quello che sento e avverto – spiega l’artista toscana –, sia dentro che fuori di me. È esattamente da questa disposizione d’animo che è nato l’ultimo album. “È un momento difficile, tesoro” è un’espressione che esprime un malessere, ma mi fa sorridere. È sicuramente appropriata a questo disco, al mio sentire, al mio chiedermi se con queste canzoni sono effettivamente riuscita a descrivere bene frammenti di vita e stati d’animo, tanto da riuscire a sintetizzare in un’unica idea le emozioni e i pensieri che in questo ultimo periodo mi hanno profondamente coinvolta. Sono dieci canzoni nate negli abissi del mio nero profondo, per poi misteriosamente raggiungere i colori e la leggerezza del pensiero, finalmente libero di andare dove portano sentimento e ragione, che si uniscono per diventare tutt’uno. Anema e core, avrebbe detto il mio grande amico Fausto Mesolella, a cui dedico le parole di questa opera. Registrare ancora con John Parish è stato l’avverarsi di un desiderio che nutrivo dall’ultima volta che avevamo suonato insieme; con amicizia e qualche mail si è trasformato infine in una bellissima realtà. Ho passato con lui più di un mese in uno studio di registrazione a Bristol, il Playpen, con Marco “Quercia” Tagliola, grande ingegnere del suono, e con amici e musicisti di tutto il mondo che giravano lì intorno. È passato Howe Gelb con cui abbiamo bevuto birra, poi Pete Judge dei Portishead con cui abbiamo bevuto altra birra e che ha suonato la tromba in tre canzoni. E altri amici e amiche. Non mi è mai capitato in tanti anni di finire un disco e di essere fino in fondo soddisfatta. Oggi lo sono e questa soddisfazione mi rende felice. Questo disco, che forse non è affatto divertente, rende felici».

Infotel: 080.501.81.61. Biglietti in vendita al botteghino del teatro e su vivaticket.it.

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