Il pubblico barese ama anche “L’altra metà” di Francesco Renga

Dice bene Francesco Renga quando afferma che sentiva “l’esigenza di condividere la mia musica usando il linguaggio dei miei figli, e così ho fatto un disco che può piacere anche a loro”; infatti “L’altra metà”, il suo ottavo album in studio, suona fresco, inedito, nuovo, diverso rispetto alla sua precedente produzione, anche grazie alle tante collaborazioni presenti, tra cui occorre ricordare Ultimo, Colapesce, Gazzelle ed Ermal Meta.

Con questi presupposti, c’era da aspettarsi che anche il live che ne è scaturito avesse un suono più moderno, al passo con le nuove sonorità, come hanno potuto appurare gli spettatori che hanno affollato il TeatroTeam di Bari per la prima delle due date nel nostro capoluogo fortemente volute dalla Vurro Concerti.
L’altra metà Tour”, un intenso viaggio iniziato l’11 ottobre a Milano e che coprirà l’intera penisola con oltre 50 concerti prima di arrivare sui palchi di tutta Europa, è un ulteriore passaggio nella carriera dell’artista bresciano d’adozione, con cui la sua ormai altissima qualità compositiva ed esecutiva non solo si consolida, ma si mostra in continua evoluzione, come si evince dal suo voler essere sempre attuale nel trasmettere le proprie emozioni:  “il live è il momento della verità, della condivisione, il momento in cui le canzoni cominciano a viaggiare“. 
E così sorprende il suo pubblico con uno spettacolo, il primo dopo il tour con Max Pezzali e Nek, assolutamente coinvolgente, un abbraccio caldo che suggella un patto di fiducia che dura, ormai, da quasi vent’anni, raccontandosi ai suoi fan con “il desiderio della vicinanza fisica per poterli guardare in faccia, toccarli, sentirli. E sapere che loro possono fare altrettanto. Lo spettacolo è pensato per vivere una serata ricca di grande magia”, con i tanti specchi sul palco che “dovranno aiutarci e riflettere e a conoscerci meglio per avere più fiducia in noi stessi”.

Ad accompagnarlo in questa avventura, una band di tutto rispetto, con Fulvio Arnoldi (chitarra acustica e tastiere), Vincenzo Messina (pianoforte e tastiere), Stefano Brandoni (chitarre), Heggy Vezzano (chitarre), Phil Mer (batteria) e Gabriele Cannarozzo (basso).
Durante tutto il concerto, Francesco racconta e si racconta, fino a raggiungere le sue, ma anche le nostre, più intime emozioni con i due brani dedicati alla sua mamma: prima con “L’odore del caffè”, scritta con Ultimo, in cui l’assenza è raccontata con tocco più leggero, e poi con il suo primo bis “Aspetto che torni”, presentato all’ultimo Festival di Sanremo, che apre l’album e che più richiama il vecchio stile di Renga, una dedica drammatica alla madre e al padre malato di Alzheimer.
In realtà, non sono molti altri i brani dell’ultimo album presenti; così “L’unica risposta”, “Prima o poi”, il nuovo singolo “Normale”, vanno a mescolarsi con le immancabili hit, alcune delle quali riproposte in medley, tra cui vanno indubbiamente menzionate “Nuova luce”, “Scriverò il tuo nome”, “Vivendo adesso”, “L’amore altrove”,  con Francesco che ha coraggio da vendere a scendere dal palco per cantarla tra e con il pubblico, soprattutto femminile, in delirio, felice di poterlo abbracciare anche fisicamente, “Il mio giorno più bello nel mondo”, “Angelo”, vincitrice di un Festival di Sanremo, “La tua bellezza”, “Migliore”, “Guardami amore”, “A un isolato da te”, “Meravigliosa”, “L’uomo senza età”, “Ferro e cartone”, “Faccia al muro”, “Un’ora in più” e “Raccontami”, suo brano d’esordio tra le nuove proposte al festival di Sanremo del 2001.

In tutto 29 brani a fare da colonna sonora a questa intima serata tra amici (invero, poco intima, vista la presenza di così tanto pubblico), per un discorso che continua, oltre l’altra metà.

Francesco Fornarelli

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