La droga fa male

La droga fa male”.
Sono 20 anni che lavoro in comunità terapeutiche, tutti i giorni lo vedo quanto male fa la droga.
Allora perché trovo così irritante che a ricordarmi l’ovvio sia l’ex ministro degli interni?

La risposta è ancora abbastanza facile: perché questa affermazione ovvia (e condivisa dagli stessi tossicodipendenti), è calata in un contesto nel quale all’ex ministro si chiedeva un commento sulla sentenza che condanna (a dieci anni di distanza dai fatti) alcuni dei responsabili della morte di Stefano Cucchi.
Se ci fosse un nesso causa-effetto tra un fermo da parte delle forze dell’ordine per possesso di piccole quantità di stupefacenti e morte dell’arrestato, ogni giorno i morti si conterebbero a centinaia.

Proviamo a usare un’analogia per capire meglio.

Poniamo che un tizio sia morto in autostrada, guidando a 140h, in un tratto nel quale la velocità massima consentita sia 110h.
Poniamo che l’auto del tizio sia stata colpita da un masso lanciato dal cavalcavia.
Poniamo che chi deve ricostruire la verità dei fatti cominci a lavorare alacremente per negare l’evidenza del macigno abbattutosi sull’auto del tizio (lo so è un po’ difficile, eppure…).
Poniamo che dopo dieci anni si riesca faticosamente a ristabilire la fin troppo evidente verità del macigno.
Poniamo che interrogato su una sentenza di condanna dei lanciatori di macigni, l’ex (ma proprio ex da poco) ministro delle infrastrutture dicesse: “…se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi e questo dimostra che l’alta velocità fa male…”.  

Un poco di sconcerto la susciterebbe una logica così?

Ad uno che ragiona in questo modo credo si debba qualcosa di più di un ministero.

Come minimo i pieni poteri.

Popolo di sardine.

                                                                                                                   Pietro Buscicchio

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