La lirica come farmaco emozionale: la nuova sfida dell’Istituto Tumori di Bari “Giovanni Paolo II”

Dopo l’ottimo riscontro della precedente iniziativa culturale “L’arte in Istituto”, a cura della Prof.ssa Clara Gelao, i medici dell’Istituto Tumori di Bari “Giovanni Paolo II” Dott.ssa Agnese Maria Fioretti e Dott. Francesco Giotta, forti della fortunata esperienza portata a termine in tal senso dai loro colleghi canadesi, hanno deciso di proseguire, su richiesta degli stessi pazienti, la loro meritoria iniziativa culturale e divulgativa, volta a creare, in una comunità unica fatta di pazienti, familiari, volontari, operatori sanitari e cittadini, un ponte tra l’Istituto e la società civile del capoluogo pugliese, proponendo un farmaco “emozionale” di arte e cultura, al solo scopo di migliorare il benessere di coloro che devono fronteggiare una difficile patologia.

In tale ottica, mercoledì 11 settembre 2019 alle ore 18:00 nell’Aula Conferenze dell’Istituto Tumori di Bari  (Viale Orazio Flacco 65) verrà inaugurata una nuova iniziativa di umanizzazione delle cure in Oncologia, “La lirica in Istituto: guida all’ascolto”, vale a dire una serie di appuntamenti ad ingresso libero presso l’IRCCS barese per offrire “la bellezza” come messaggio di speranza per i pazienti oncologici ed i loro familiari.

Nel primo incontro sarà Barbara Mangini, giornalista e cultrice della materia lirico-teatrale, a condurci alla scoperta di trama, personaggi, musica ed aneddoti de “Il barbiere di Siviglia”, che sarà in cartellone al Teatro Petruzzelli dal 14 settembre 2019, grazie anche all’esecuzione dal vivo da parte di Antonio Stragapede, Katia Barile, Vito Cannillo, Lorenza Picoco e Marco Mancini delle arie principali dell’Opera buffa in due atti del Genio pesarese Gioacchino Rossini.

Si proseguirà, sempre nell’Aula Conferenze dell’Istituto, che ha una capienza fino a 100 posti a sedere, nei mesi successivi con la presentazione delle opere liriche in programma nella Stagione Lirica della Fondazione Petruzzelli, per il piacere dei pazienti, sia ambulatoriali sia degenti, mentre anche i pazienti non deambulanti potranno seguire l’evento dalla televisione della propria camera, grazie ad un sistema di comunicazione a circuito chiuso.

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