Sulla nuova sede del Palagiustizia a Bari: cui prodest?

Il problema della nuova sede del Palagiustizia infiamma la già calda estate barese; ma siamo certi che le scelte operate siano in linea con le giuste aspettative di quanti operano nel settore e, anche e soprattutto, dei cittadini tutti?
Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata che ci pare sollevi interessanti problematiche, denunciando il silenzio della Pubblica Amministrazione su proposte che, quantomeno, avrebbero meritato le dovute verifiche e l’opportuno vaglio all’atto della ricerca della migliore soluzione possibile.
Il dibattito, sperando che non sia troppo tardi, è aperto.

Spettabile Redazione,
Egregio Direttore,
in questo balletto di firme rinviate e di interventi, alcuni legittimamente interessati ma magari inopportuni, soprattutto nei toni, a sostegno di questa o quell’ipotesi per insediare il polo unico della giustizia a Bari, resta sullo sfondo un’idea che potrebbe essere risolutiva in modo ottimale.
Mi è noto che, giusto un anno fa, dal Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari (comunemente detto Asi) fu redatta una Nota, immediatamente indirizzata al Ministro di Giustizia ed a tutti gli altri soggetti istituzionali, Sindaco di Bari compreso, coinvolti nel problema, con cui, allegando proposte dettagliate, l’Asi manifestava la propria disponibilità a reperire aree libere ovvero a recuperare opifici abbandonati (ipotesi da preferire per ovvi motivi) per soddisfare l’urgente necessità di esercitare la funzione giudiziaria nel Distretto di Bari.
Mi consta che nessuno, proprio nessuno, abbia mai risposto. Evidentemente l’idea di disporre di aree urbanisticamente idonee, già dotate di tutte le infrastrutture necessarie, e pertanto utilizzabili in meno di un anno solare, facilmente raggiungibili, ecc. ecc., non è interessante.
Il proposito di valorizzare un’area industriale, abbandonata al disinteresse dei più, in modo da attrarre nuovi investimenti grazie all’autorevole presidio dello Stato, che comporta anche un incremento della sicurezza per le aziende già insediate, non è sufficientemente brillante da meritare soddisfazione.
Sarebbe il caso che qualcuno desse una risposta.
L’idea di realizzare in area industriale la “fabbrica della legalità” è valida o no?
Se no, perché?
Il permanere del silenzio sarebbe anch’esso una risposta, di quelle, però, che, da cittadini, non avremmo mai voluto sentire!
E che molto indurrebbe a pensare. 

2 commenti su “Sulla nuova sede del Palagiustizia a Bari: cui prodest?

  1. Onofrio G.ppe Colasanto Rispondi

    È semplice, se si andasse in ASI nessuno ci guadagnerebbe, Stato e cittadini a parte. Se nessuno ci guadagna i voti e le vacanze in mega barche da miliardari per i magistrati o le mega parcelle per avvocati affaristi barresi come si reperirebbero? Cambiare tutto per non cambiare nulla!

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