La storia … sei tu. Francesco De Gregori ipnotizza il pubblico di Fasano per il Bari in Jazz Festival Metropolitano.

Assurdo parlare delle canzoni di un gigante della musica. Quindi mi preme esaminare altri aspetti dello splendido concerto di ieri 21 luglio nella cornice magica di Largo Ciaia a Fasano.

La performance di un artista con un’orchestra completa non é più da considerare un’originalità. Ma quella di ieri sera si avvaleva di un’ottima organizzazione scenografica, che si accompagnava ad una grande qualità tecnica. E così, a parte alcuni brani eseguiti con l’accompagnamento di alcuni strumenti (archi o pianoforte, come per La Donna Cannone), generalmente l’orchestra ha accompagnato nella sua interezza De Gregori in tutti i suoi brani. Brani che appartengono tutti alla sua (e nostra) storia, e che hanno subito solo piccole modifiche di arrangiamento, ma mai alcuno stravolgimento.

Semmai, quello che ha sorpreso lo scrivente é stata la grande capacità dell’artista di “spiegare” gli stessi brani, ovviamente con riferimento soprattutto ai testi, raccontandone addirittura l’origine artistica, l’imput che ha permesso la creazione dell’opera (come nel caso di “Un Guanto”, che personalmente ritengo il momento più elevato di tutto il concerto). De Gregori parlava in modo assolutamente comunicativo e discorsivo, pur trattando temi di grande contenuto e rifuggendo assolutamente dalla banalità.

La grandezza dell’artista é stata nelle movenze sceniche, nella capacità tecnica e nell’aver saputo creare una gradevole e colta miscela di musica e “recitazione”.

Meritano una citazione a parte, dapprima l’omaggio a Lucio Dalla, meravigliosamente espresso nel finale di “Santa Lucia” con la ripresa di “Come è profondo il mare”, e soprattutto (a mio avviso), “Can’t Help Falling in Love” del grande Elvis, cantata come primo bis, insieme a due vocalist.

Tutto quello che é accaduto e si é ascoltato dopo ha, purtroppo, oscurato la buona performance di Tricarico, che ha mostrato comunque nei quattro brani cantati una bella voce ed una discreta costruzione musicale dei brani (pur se un po’ ripetitiva).

Ottima anche l’organizzazione del concerto. Bravo a Bari In Jazz ed al Comune di Fasano.

Franco Muciaccia

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