“Escaped Alone” al Teatro delle Passioni di Modena: quattro donne, un tè e l’apocalisse quotidiana nel testo di Caryl Churchill

Dopo il successo de L’amore del cuore nella scorsa stagione, lacasadargilla torna al Teatro delle Passioni (Sala Grande) con un altro lavoro di Caryl Churchill, tra le più importanti drammaturghe inglesi viventi.

In scena dal 5 all’8 novembre (giovedì e sabato ore 19.00, venerdì 20.30, domenica 18.00) Escaped Alone, con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, e con le attrici con cui l’ensemble divide da anni un percorso di ricerca artistico e umano: Caterina Carpio, Tania Garibba, Arianna Gaudio e Alice Palazzi.

Quattro donne si ritrovano per bere un tè in un assolato pomeriggio estivo, conversano, si interrompono, ricordano, confidano paure e desideri. Ma dentro quella quotidianità apparentemente lieve si aprono improvvise fenditure che lasciano affiorare un paesaggio apocalittico, trasformando il tempo della conversazione in un’esperienza sospesa tra presente, memoria e futuro.

Scritto nel 2016, Escaped Alone è uno dei testi più radicali di Caryl Churchill. La drammaturga costruisce una partitura essenziale in cui il dialogo frammentato e ironico tra Sally, Vi, Lena e la misteriosa Signora Jarrett convive con monologhi visionari che evocano un mondo già sull’orlo del collasso, o forse già oltre quel confine. La fine del mondo non arriva come evento eccezionale, ma si insinua nella normalità, nei gesti minimi, nelle parole più familiari, nelle relazioni quotidiane.

È proprio questa tensione tra intimità domestica e catastrofe globale su cui lacasadargilla pone l’accento, trasformando il testo in un’esperienza teatrale sul concetto di tempo. Il “pomeriggio estivo” evocato da Churchill si ripete, si deforma, ritorna continuamente, fino a diventare il luogo in cui convivono tutte le età della vita e tutte le possibilità del presente.

«Escaped Alone non è tanto una distopia, un monito o un’accusa – racconta la compagnia – è qualcosa di più radicato: qualcosa che è già in atto. Ci interessa abitare questa sospensione, dove il tempo perde la sua linearità e la fine non appartiene al futuro ma attraversa il presente. In scena non c’è una trama da seguire, ma un’esperienza da condividere: un’ora e quindici minuti di amicizia al femminile sull’orlo del mondo. Quattro donne che, attraverso la loro presenza reciproca, riescono a guardare negli occhi la catastrofe senza esserne paralizzate. È proprio in questa intimità, concreta e perturbante, che immaginiamo possa esistere una forma di resistenza: restare insieme mentre tutto sembra finire.»

Escaped Alone si inserisce nel percorso che lacasadargilla dedica da anni alla drammaturgia contemporanea di lingua inglese. Dopo When the Rain Stops Falling di Andrew Bovell (prodotto da ERT nel 2019 e Premio Speciale Ubu per miglior regia, miglior costumi e miglior testo straniero pubblicato), Il Ministero della Solitudine (coprodotto sempre insieme a ERT nel 2022, premio Ubu per miglior performer protagonista), Anatomia di un suicidio di Alice Birch nel 2023 (con cui ricevono il premio Ubu per miglior regia e miglior performer protagonista) e L’amore del cuore di Caryl Churchill prodotto da ERT, la compagnia torna a confrontarsi con un’autrice che considera centrale per la sua capacità di unire radicalità formale e tensione politica.

«Non scegliamo la drammaturgia inglese per appartenenza a una tradizione – spiegano i registi Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni – ci interessa quella costellazione di autori e autrici che hanno saputo reinventare la forma teatrale, mettendo continuamente in crisi il modo di raccontare il tempo. Caryl Churchill è una figura imprescindibile perché lavora sul tempo come fosse una fisarmonica: lo comprime, lo dilata, lo piega, lo rende materia scenica. È una delle grandi ossessioni del nostro percorso artistico e Escaped Alone ci permette di attraversarla in maniera radicale».

Per lacasadargilla il testo di Churchill parla con sorprendente precisione al presente: «Quando Churchill scrive Escaped Alone, nel 2016, osserva la crisi del mondo occidentale e le sue derive. Oggi, a quasi dieci anni di distanza, quelle parole ci sembrano ancora più vicine. Termini come “distopia” o “apocalisse” sono entrati nel nostro linguaggio quotidiano, ma il testo ci suggerisce che la vera catastrofe non coincide con un’esplosione spettacolare: è la lenta, silenziosa trasformazione delle nostre vite, la pressione costante di un sistema che ci chiede di consumare, produrre, costruire, durare all’infinito. È questa la piccola apocalisse che Churchill mette sotto i nostri occhi».

Il dispositivo scenografico è dominato da un ledwall semitrasparente, attraversato da immagini generate con il contributo dell’intelligenza artificiale, riflettendo la tensione tra naturale e artificiale: un paesaggio di messaggi pubblicitari e visioni che dialoga con i monologhi della Signora Jarrett, evocando un mondo “iper-capitalistico” in cui perfino l’immaginario è diventato terreno di consumo. In contrasto con questa artificialità, rimangono soltanto i cieli, filmati dalla compagnia, lunghi passaggi di nuvole e luce che registrano il trascorrere del tempo come ultimo elemento naturale sopravvissuto.

La scrittura di Churchill continua a interrogare il presente senza offrire risposte rassicuranti. Tra ironia, leggerezza e improvvise fenditure visionarie, Escaped Alone invita il pubblico a condividere un’esperienza teatrale in cui il tempo, la memoria e la possibilità stessa di immaginare il futuro diventano materia viva della scena.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.