
Le melodie che hanno attraversato intere generazioni si aprono al linguaggio dell’improvvisazione, tra nuove armonie, suggestioni sonore e quella raffinata sensibilità che ha reso inconfondibile la sua musica. Nino Buonocore torna a raccontarsi attraverso le sue canzoni, lasciando che sia il jazz a illuminarne sfumature inattese. Un incontro tra mondi soltanto in apparenza lontani, che giovedì 5 novembre, alle ore 21, prenderà vita sul palcoscenico del Teatro Forma di Bari, nell’ambito della stagione «Soundscapes», ideata da Pietro Laera per l’associazione APS Nel Gioco del Jazz, presieduta da Donato Romito.
A rendere ancora più preziosa la serata sarà la presenza di Flavio Boltro, uno dei trombettisti più apprezzati del panorama jazzistico internazionale, ospite speciale di un quintetto d’eccezione chiamato a dare nuova voce al repertorio del cantautore napoletano. Un dialogo tra strumenti, melodie e improvvisazione, nel quale brani familiari potranno sorprendere ancora, rivelando una ricchezza armonica e una modernità che il tempo non ha scalfito.
D’altronde, ridurre Nino Buonocore alla pur fortunatissima stagione dei suoi successi sarebbe ingeneroso. Dietro canzoni come «Scrivimi», «Rosanna», portata al Festival di Sanremo nel 1987, «Le tue chiavi non ho» e «Abitudini», c’è un musicista che ha sempre guardato oltre i confini della canzone leggera, inseguendo un’idea di musica nella quale la bellezza della melodia convive con il gusto della sperimentazione. Un autore capace di dare forma ai sentimenti senza indulgere nella retorica, affidando spesso a poche parole e a un’intuizione musicale il compito di raccontare la complessità delle emozioni.
Quella per il jazz, dunque, non è una passione maturata tardivamente, né una semplice scelta di arrangiamento. È piuttosto una vena sotterranea che attraversa da decenni la sua scrittura e che affiora già nel 1988, quando il leggendario Chet Baker presta il suono della propria tromba all’album «Una città tra le mani». Un incontro che racconta meglio di molte definizioni la natura curiosa e anticonvenzionale di Buonocore, da sempre attratto dalle possibilità espressive offerte dall’incontro tra sensibilità differenti.
La stessa apertura lo aveva portato, appena un anno prima, a contribuire come autore, produttore e arrangiatore alla nascita di «Sorpassando», il primo album della Piccola Orchestra Avion Travel, nel quale compare anche come ospite nel brano iniziale «Sopra di te». Un’esperienza che si inserisce in una traiettoria artistica segnata dalla ricerca di nuovi colori sonori e da collaborazioni di straordinario prestigio.
Negli studi di registrazione Buonocore ha infatti incrociato il talento di autentici protagonisti della musica internazionale, soprattutto nell’universo jazz-fusion: i batteristi Bernard “Pretty” Purdie e Gregg Bissonette, i bassisti Anthony Jackson, Chuck Rainey e Tony Levin, il percussionista Paulinho Da Costa. Musicisti dalle personalità fortissime, il cui contributo ha arricchito il linguaggio del cantautore, alimentando quella particolare combinazione di immediatezza melodica e sofisticazione strumentale che caratterizza album come «Sabato, domenica e lunedì», pubblicato nel 1990, e «La naturale incertezza del vivere», arrivato due anni più tardi.
La discografia si è poi arricchita di «Libero passeggero» nel 2004 e «Segnali di umana presenza» nel 2013, prima che Buonocore scegliesse di concentrare gran parte delle proprie energie sui concerti. È stato proprio il contatto diretto con il pubblico a offrirgli lo spazio ideale per ripensare il suo repertorio, liberandolo dalle forme originarie e accompagnandolo verso territori sempre più vicini al jazz.
Da questa stagione di esplorazioni è nato «In Jazz», pubblicato nel 2021 e registrato il 27 febbraio 2020 all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Primo album dal vivo della sua lunga carriera, il disco ha rappresentato molto più di una rilettura dei successi del passato: la conferma di come una canzone, quando possiede una solida identità musicale, possa cambiare forma, respirare attraverso nuovi arrangiamenti e conservare intatta la propria capacità di emozionare.
E la voglia di creare non si è certo esaurita. Il 21 novembre 2025 Buonocore ha pubblicato «M.I.S.L.A. (Mettiamo in salvo l’amore)», un album di inediti nel quale ritrovare l’eleganza della sua scrittura e una sensibilità che continua a interrogarsi sui sentimenti e sulle relazioni umane. Un ritorno discografico significativo, dopo dodici anni dall’ultimo lavoro di nuove composizioni, che testimonia la vitalità di un artista mai disposto ad adagiarsi sulle proprie conquiste.
Il concerto barese si inserisce dunque in un percorso nel quale passato e presente non si contrappongono, ma si alimentano reciprocamente. La tromba di Flavio Boltro, con la sua forza espressiva e la sua libertà inventiva, promette di aggiungere un ulteriore elemento di fascino a questo viaggio, intrecciandosi alla voce e alle melodie di Buonocore in un gioco di rimandi, atmosfere e inattese aperture musicali.
Perché ci sono canzoni che appartengono a un’epoca e altre che, pur essendo nate in un tempo preciso, continuano a parlare a chi le ascolta. Quelle di Nino Buonocore sembrano appartenere a questa seconda categoria. E al Teatro Forma potranno dimostrare ancora una volta che la musica più bella non smette di raccontare storie: trova semplicemente nuovi modi per farlo.
Info e prenotazioni: 338.9031130
Prevendite online: Liveticket.it.
Daniele Milillo