
Una madre che parla a un figlio assente, una casa che diventa il luogo in cui si confondono ricordi e fantasie, un dialogo che procede tra tenerezza, rabbia e ossessione, senza mai trovare una risposta definitiva. È l’universo inquieto di “Emma B. vedova Giocasta”, il testo di Alberto Savinio che Marco Sgrosso porta in scena venerdì 6 e sabato 7 novembre, alle ore 20.30, alla Chiesa di San Gaetano, nella città vecchia di Bari. Prodotto da Le Belle Bandiere, lo spettacolo conclude il secondo capitolo autunnale de Il peso della farfalla, la rassegna ideata e diretta da Clarissa Veronico con l’associazione Punti Cospicui, giunta alla XII edizione e realizzata con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Puglia e del Comune di Bari.
Dopo Circe di Ilaria Drago, che ha riportato il pubblico al confronto con il mito, e Exhibition di Cuocolo/Bosetti, che ha trasformato la visita alla Pinacoteca in un’esperienza personale di ascolto e memoria, il percorso della rassegna incontra la scrittura di Savinio, capace di muoversi tra il quotidiano e il surreale, smontando le convenzioni della realtà attraverso l’ironia e l’ambiguità. La protagonista è una donna vedova che attende il figlio e continua a rivolgersi a lui come se fosse presente; nella casa in cui trascorre le sue giornate, il tempo sembra essersi fermato, mentre le parole riportano in superficie ricordi, desideri e contraddizioni che non trovano una composizione possibile.
Il titolo introduce già uno degli aspetti più spiazzanti del testo: il richiamo a Giocasta, madre di Edipo, apre infatti una zona di ambiguità in cui l’identità dei personaggi e la natura dei loro legami sfuggono a una lettura univoca. Il rapporto tra madre e figlio si carica così di tensioni, mentre la solitudine di Emma assume forme imprevedibili e la parola diventa il mezzo con cui tentare di trattenere ciò che è perduto. Savinio costruisce una figura insieme fragile e provocatoria, che passa dalla tenerezza alla rabbia, dalla confessione alla finzione, facendo scivolare una situazione domestica in una dimensione sempre più visionaria.
Marco Sgrosso affronta il testo dando corpo e voce alle figure della madre e del figlio, in un lavoro in cui la parola non è soltanto racconto, ma materia scenica, ritmo e azione fisica. Attore e regista, cofondatore con Elena Bucci della compagnia Le Belle Bandiere, Sgrosso si confronta con una scrittura che richiede continui cambi di registro e lascia convivere il grottesco, il lirismo e l’inquietudine, senza ricondurli a un’unica interpretazione. Il corpo dell’attore diventa così il luogo in cui le diverse voci prendono forma, mentre lo spazio domestico si trasforma progressivamente sotto il peso delle parole e delle immagini evocate.
Alla base del lavoro c’è anche un ricordo personale: l’incontro con un allestimento di Emma B. vedova Giocasta interpretato da Valeria Moriconi, rimasto impresso nella memoria di Sgrosso e diventato negli anni il punto di partenza per tornare al testo di Savinio. Da quell’esperienza nasce un nuovo confronto con l’opera, nel quale la memoria di uno spettacolo visto si intreccia con la ricerca dell’interprete e con la possibilità di restituire oggi, attraverso un’altra sensibilità e un altro corpo, le contraddizioni di un personaggio che continua a sottrarsi a ogni definizione.
Con “Emma B. vedova Giocasta” si conclude il secondo capitolo autunnale de Il peso della farfalla, una rassegna che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nel panorama culturale cittadino, costruendo un rapporto con un pubblico mobile, disposto ad attraversare Bari per incontrare il teatro in luoghi che non appartengono alla tradizionale geografia dello spettacolo. Dalla Chiesa di San Gaetano alla Pinacoteca della Città Metropolitana passando per la Terrazza della Biblioteca De Gemmis – protagonista del primo capitolo della rassegna – gli appuntamenti di questa edizione hanno messo in relazione opere, artisti e spazi differenti, proponendo un’idea di fruizione culturale che non si esaurisce nella frequentazione di un luogo deputato, ma invita a vivere la città attraverso esperienze teatrali ogni volta diverse. È anche in questa capacità di intercettare spettatori curiosi, di spostarli dalle abitudini consolidate e di creare occasioni d’incontro fuori dai circuiti convenzionali che Il peso della farfalla continua a trovare la propria ragione e a confermarsi come un punto di riferimento per chi cerca nel teatro una relazione viva con i luoghi e con la città.
6 E 7 NOVEMBRE 2026 | ORE 20.30 CHIESA DI SAN GAETANO
EMMA B. VEDOVA GIOCASTA
Di Alberto Savinio
Con Marco Sgrosso
Luci Loredana Oddone
Suono Roberto Passuti
Produzione Le Belle Bandiere
Info e prenotazioni: punticospicui@gmail.com