‘Salento Jazz’ 2026: la musica attraversa i confini e incontra il mondo

Ci sono musiche che raccontano luoghi, altre che custodiscono memorie, altre ancora che nascono dall’incontro tra mondi apparentemente lontani. E poi ci sono festival capaci di riunirle, trasformando ogni concerto in un’occasione di scoperta, ascolto e condivisione.

È questo lo spirito di Salento Jazz, che dal 28 ottobre al 10 novembre torna ad animare teatri e luoghi della cultura tra Lecce, Maglie, Galatina e Gallipoli, con un programma internazionale che attraversa continenti, generazioni e linguaggi espressivi.

Un itinerario sonoro che parte dalle radici musicali dell’Africa occidentale, incontra le suggestioni del Mediterraneo, si immerge nell’improvvisazione più audace e arriva a rileggere alcune delle pagine più significative della musica del Novecento. Il jazz diventa così un territorio aperto, dove tradizione e sperimentazione convivono, la danza dialoga con gli strumenti e ogni artista porta con sé una storia da raccontare.

Promosso da Ponderosa Music & Art, in collaborazione con l’Associazione Salento Jazz, il festival è realizzato con il sostegno della Regione Puglia, nell’ambito del POC Puglia 2021-2027 – Linea d’intervento 6.2 “Valorizzazione e promozione della Cultura, della Creatività e dei Talenti”, con il supporto di Caroli Hotels e in sinergia con numerose realtà pubbliche e private.

Dopo l’anteprima estiva affidata al trio L’Antidote e l’incontro del 18 ottobre con il giornalista Nicola Gaeta, autore del libro Black Beauty. Storie di musica nera (Edizioni Low), nell’ambito di Conversazioni sul futuro, il festival entra ora nel vivo con sette appuntamenti che promettono emozioni e prospettive musicali differenti.

Rokia Traoré e Alessia Tondo: due voci, due terre, un dialogo tra radici e contemporaneità

Mercoledì 28 ottobre – Teatro Apollo, Lecce – ore 20:00

Sarà un incontro ideale tra Africa e Salento ad aprire il festival. Due voci femminili, due percorsi artistici profondamente legati alla propria terra, accomunati dal desiderio di trasformare la tradizione in una materia viva, capace di parlare al presente.

Ad accendere la prima serata sarà Alessia Tondo, voce del Canzoniere Grecanico Salentino e interprete tra le più interessanti della nuova scena musicale pugliese. Vincitrice del Premio Loano Giovani con il suo esordio solista Sita (Ipe Ipe Music), la cantante ha costruito un linguaggio personale nel quale la memoria popolare incontra la ricerca contemporanea. Un percorso arricchito da collaborazioni prestigiose, tra cui quella con Avi Avital per Deutsche Grammophon e il progetto Almare, condiviso con Justin Adams, Yousra Mansour e Mauro Durante.

A seguire, il palco del Teatro Apollo accoglierà Rokia Traoré, cantautrice, compositrice e polistrumentista maliana, tra le personalità più originali e riconoscibili della scena musicale internazionale.

Nella sua voce convivono la forza delle tradizioni dell’Africa occidentale e una straordinaria apertura verso il rock, il folk e la canzone d’autore. Album come Bowmboï, Tchamantché, Beautiful Africa e Né So, quest’ultimo prodotto da John Parish, raccontano un universo artistico nel quale la bellezza delle melodie si accompagna a una riflessione profonda sull’identità, l’esilio, la migrazione e il legame con le proprie origini.

Nel corso della carriera ha incrociato il proprio cammino con figure come Toni Morrison, Peter Sellars, John Paul Jones e il Kronos Quartet, portando la sua sensibilità musicale anche oltre i confini del concerto.

Per Rokia Traoré, infatti, l’arte è anche responsabilità e impegno sociale. Ne è testimonianza la Fondation Passerelle, da lei fondata a Bamako per offrire formazione e opportunità ai giovani artisti maliani.

L’apertura di Salento Jazz si annuncia così come qualcosa di più di una successione di esibizioni: un incontro tra due sensibilità che, pur provenendo da geografie lontane, condividono la stessa necessità di custodire e reinventare le proprie radici.

Biglietti: 30, 28, 25 e 20 euro. Prevendite su TicketOne e Ticketmaster.

Israel Galván e Michael Leonhart: quando il jazz incontra il flamenco

Domenica 1 novembre – Teatro Koreja, Lecce – ore 18:00

Può un corpo danzante diventare uno strumento musicale? E può un capolavoro del jazz rinascere attraverso il movimento, il gesto e il ritmo?

Sono le suggestioni da cui prende forma A New Sketches of Spain, l’incontro tra Israel Galván, uno dei più audaci innovatori del flamenco contemporaneo, e Michael Leonhart, trombettista, compositore e arrangiatore statunitense.

Nel centenario della nascita di Miles Davis, i due artisti tornano a confrontarsi con Sketches of Spain, lo storico album inciso nel 1960 insieme a Gil Evans, trasformandolo nel punto di partenza di una nuova avventura espressiva.

La musica non si limita ad accompagnare la danza e la danza non si limita a interpretare la musica: entrambe si cercano, si provocano e si reinventano.

Galván, Premio Nazionale di Danza in Spagna e artista associato del Théâtre de la Ville di Parigi, ha rivoluzionato il linguaggio del flamenco, spingendolo verso territori di libertà radicale senza recidere il legame con la tradizione andalusa.

Leonhart, che ha collaborato con Steely Dan, David Byrne, Bill Frisell ed Elvis Costello, costruisce invece una raffinata trama di arrangiamenti per ensemble cameristico, intrecciando jazz, suggestioni iberiche e richiami all’opera originale.

Ne nasce uno spettacolo nel quale il passato non viene semplicemente celebrato, ma rimesso in movimento: un omaggio alla modernità visionaria di Miles Davis e alla sua inesauribile capacità di aprire nuove strade.

Biglietto: 35 euro. Prevendite su TicketOne e Ticketmaster.

Meditation on a Love Supreme: la spiritualità di John Coltrane tra Oriente e Occidente

Venerdì 6 novembre – Chiesa della Madonna di Costantinopoli, Maglie – ore 20:00

Ci sono dischi che superano la dimensione musicale per diventare esperienze interiori. A Love Supreme di John Coltrane è certamente uno di questi.

A cento anni dalla nascita del grande sassofonista, Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Şenol Filiz e Guido Zorn ne raccolgono l’eredità con Meditation on a Love Supreme, un progetto che rilegge uno dei capolavori assoluti della storia del jazz attraverso un dialogo intenso tra culture e sensibilità musicali.

Non una semplice reinterpretazione, ma una vera e propria nuova esperienza d’ascolto, nella quale il sax tenore incontra il ney, il bendir e il contrabbasso, dando vita a paesaggi sonori sospesi tra improvvisazione modale, tradizione mediorientale e ricerca spirituale.

Le quattro sezioni dell’opera originale — Acknowledgement, Resolution, Pursuance e Psalm — diventano le tappe di un percorso che conserva l’essenza della composizione di Coltrane, lasciando al tempo stesso spazio a nuove possibilità espressive.

Ad accompagnare i musicisti, anche le parole della preghiera del sassofonista, affidate alla voce registrata di James Newton.

Nella suggestiva cornice della Chiesa della Madonna di Costantinopoli, la musica potrà così ritrovare una delle sue dimensioni più profonde: quella di un linguaggio capace di trasformare l’ascolto in meditazione e l’improvvisazione in una ricerca di senso.

Ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti.

Bill Frisell: la chitarra che racconta l’America

Domenica 8 novembre – Teatro Cavallino Bianco, Galatina – ore 20:00

Bastano poche note per riconoscere il suono di Bill Frisell. Un suono inconfondibile, fatto di spazi, sfumature, melodie essenziali e improvvise aperture, capace di attraversare generi e tradizioni senza perdere la propria identità.

Tra i chitarristi più influenti e originali della musica contemporanea, Frisell arriva a Galatina in un anno particolarmente significativo: il 2026 segna infatti il suo settantacinquesimo compleanno e oltre quarantacinque anni di una carriera straordinaria.

Un percorso che continua a rinnovarsi, come dimostra In My Dreams, il progetto pubblicato da Blue Note Records che riunisce alcuni dei suoi storici compagni di viaggio: Jenny Scheinman, Eyvind Kang, Hank Roberts, Thomas Morgan e Rudy Royston.

Per il concerto salentino, Frisell sceglie invece una formazione essenziale, affiancato da Luke Bergman al basso elettrico e Tim Angulo alla batteria.

Tre musicisti, una libertà espressiva pressoché sconfinata. Il jazz incontra il folk, il country si intreccia con il blues, il rock affiora tra le melodie della tradizione americana. Ogni brano diventa un racconto in continua trasformazione, nel quale l’improvvisazione non è soltanto una tecnica, ma un modo di ascoltarsi e dialogare.

Ad aprire la serata sarà Yugen, trio salentino formato da Katya Fiorentino, Stefano Compagnone e Maurizio De Tommasi, vincitore nel 2026 del premio nazionale L’Artista che non c’era nella categoria Strumentale e autore del recente Picture #2.

Un incontro tra la sensibilità di una leggenda della chitarra internazionale e l’energia creativa di una formazione emergente del territorio.

Biglietti: 30, 25 e 22 euro. Prevendite su TicketOne e Ticketmaster.

Marc Ribot, Ches Smith e Farida Amadou: l’improvvisazione senza compromessi

Lunedì 9 novembre – Officine Cantelmo, Lecce – ore 20:00

Ci sono musicisti che amano percorrere strade conosciute. E altri che, ogni volta che salgono sul palco, sembrano volerle ridisegnare.

Marc Ribot appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Chitarrista, cantante e compositore statunitense, protagonista di collaborazioni fondamentali con Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello e Caetano Veloso, Ribot ha costruito la propria identità artistica sulla curiosità, sull’irriverenza e su una libertà espressiva che sfugge a qualsiasi definizione.

Alle Officine Cantelmo sarà al centro di un incontro musicale ad alta intensità, insieme al batterista e percussionista Ches Smith, suo compagno di avventure nei Ceramic Dog, e alla bassista Farida Amadou, tra le figure più interessanti della scena europea noise e sperimentale.

Tre personalità forti, tre universi sonori pronti a entrare in collisione creativa.

Il risultato promette di muoversi lungo il confine, continuamente attraversato, tra free jazz, energia punk e avanguardia. Una musica istintiva e imprevedibile, nella quale il rischio diventa parte integrante dell’esperienza e ogni concerto può prendere una direzione inattesa.

Ad aprire la serata saranno Valerio Daniele, Giorgio Distante e Dario Congedo, protagonisti di un percorso musicale che intreccia ambient, rock, elettronica e suggestioni jazz.

L’occasione sarà anche quella di presentare Atlante segreto, il nuovo album in uscita nei primi giorni di novembre, un ulteriore tassello di una ricerca sonora aperta alla contaminazione e alla sperimentazione.

Biglietto: 25 euro. Prevendite su TicketOne e Ticketmaster.

Bijan Chemirani: il ritmo come linguaggio universale

Martedì 10 novembre – MAITO, Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto, Maglie – ore 18:00

Il ritmo è forse una delle forme più antiche di comunicazione umana. Attraversa le culture, accompagna i riti collettivi, unisce persone che non parlano la stessa lingua.

È da questa dimensione universale che prende forma il workshop intensivo guidato da Bijan Chemirani, musicista e compositore franco-iraniano, tra i più raffinati interpreti contemporanei delle percussioni persiane e mediterranee.

Virtuoso dello zarb e del tombak, Chemirani ha sviluppato negli anni un linguaggio originale, nel quale l’eredità musicale delle proprie origini dialoga con suggestioni provenienti da tradizioni differenti.

Il pubblico di Salento Jazz ha già avuto modo di apprezzarlo nell’anteprima estiva con L’Antidote, progetto condiviso con Redi Hasa e Rami Khalifé.

Dal 7 al 10 novembre, negli spazi della masseria urbana Cento55 di Maglie, il musicista condurrà un laboratorio dedicato al ritmo, all’improvvisazione e alla pratica musicale d’insieme.

Il percorso culminerà nella restituzione pubblica del 10 novembre al MAITO, pensata non come un tradizionale saggio conclusivo, ma come un momento di creazione condivisa.

Le esperienze, le intuizioni e le relazioni nate durante il workshop diventeranno musica davanti al pubblico, restituendo il senso più autentico dell’improvvisazione: ascoltare gli altri, trovare il proprio spazio e contribuire a costruire qualcosa che prima non esisteva.

Ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti.

Workshop: dal 7 al 10 novembre, dalle 14:00 alle 18:30, presso Cento55 a Maglie. Informazioni, costi e iscrizioni: workshop@coolclub.it – 333 1803375.

Paolo Fresu celebra David Bowie: un gran finale tra jazz e visioni sonore

Martedì 10 novembre – Teatro Italia Live, Gallipoli – ore 20:00

A chiudere Salento Jazz sarà un incontro tra due universi musicali apparentemente distanti, ma legati da una comune vocazione alla libertà creativa.

Da una parte Paolo Fresu, trombettista tra i più apprezzati del jazz europeo. Dall’altra David Bowie, artista visionario che ha attraversato e trasformato la storia della musica popolare contemporanea.

Con Heroes, Fresu rende omaggio al Duca Bianco, rileggendone il repertorio attraverso arrangiamenti originali e una sensibilità profondamente jazzistica.

Il progetto nasce su invito del Comune di Monsummano Terme, località nella quale Bowie, nel 1969, tenne una delle sue prime esibizioni italiane.

Per questa avventura Fresu ha riunito una formazione d’eccezione, capace di far dialogare esperienze e linguaggi differenti: John De Leo alla voce, Filippo Vignato al trombone e all’elettronica, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al contrabbasso e al basso elettrico e Christian Meyer alla batteria.

In scaletta brani indimenticabili come Life on Mars?, This Is Not America, Warszawa e When I Live My Dreams.

Canzoni che appartengono all’immaginario collettivo, ma che in questa nuova veste si aprono a prospettive inattese, tra improvvisazione, ricerca timbrica e nuove architetture sonore.

L’obiettivo non è imitare Bowie, né stravolgerne l’identità, ma riscoprire quella tensione verso il cambiamento che ha reso la sua musica così profondamente moderna e, per molti aspetti, vicina allo spirito del jazz.

Ad accompagnare il pubblico verso il gran finale sarà, in apertura, il trio del pianista Francesco Negro, con Igor Legari al contrabbasso ed Ermanno Baron alla batteria.

Con Sospese Visioni, la formazione propone un universo musicale nel quale scrittura e improvvisazione, suono e silenzio, convivono in un equilibrio delicato e suggestivo.

Sarà un finale capace di racchiudere l’essenza dell’intero festival: il desiderio di attraversare i confini, mettere in relazione mondi diversi e continuare a cercare nuove possibilità espressive.

Biglietti: 35, 30 e 25 euro. Prevendite su TicketOne e Ticketmaster.

Una geografia musicale senza confini

Dal Mali all’Iran, dagli Stati Uniti alla Spagna, passando per il Mediterraneo e le tradizioni musicali del Salento, l’edizione 2026 di Salento Jazz disegna una mappa immaginaria nella quale le distanze si accorciano e le differenze diventano occasioni di incontro.

Ogni appuntamento aggiunge una voce a questo racconto collettivo: la memoria delle proprie radici, l’audacia della sperimentazione, la dimensione spirituale della musica, la libertà dell’improvvisazione e la capacità di reinterpretare il passato senza smettere di guardare avanti.

In questo percorso il jazz non è soltanto un genere musicale, ma un atteggiamento: un invito ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere e a riconoscere nella diversità una fonte inesauribile di creatività.

Salento Jazz: quasi quarant’anni di musica e cultura

Con una storia che si avvicina ai quarant’anni, Salento Jazz rappresenta una delle realtà più longeve e significative dello spettacolo dal vivo nel territorio e un punto di riferimento consolidato nel panorama jazzistico italiano.

Fin dalle origini, il festival ha saputo coniugare una costante attenzione alla qualità artistica con il desiderio di avvicinare il pubblico alle molteplici espressioni del jazz, contribuendo a trasformare un genere un tempo considerato di nicchia in un’esperienza culturale condivisa, capace di coinvolgere generazioni differenti.

La lunga storia di collaborazioni con artisti e istituzioni, insieme al profondo radicamento nel territorio, ha fatto di Salento Jazz non soltanto una rassegna di concerti, ma un autentico presidio culturale.

Dal 2025 l’organizzazione e la produzione sono affidate a Ponderosa Music & Art, che accompagna il festival in una nuova fase del suo percorso.

La scorsa edizione ha visto alternarsi sul palco artisti come Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Avion Travel, Nesrine, Bassolino, Dario Jacque, Thomas Umbaca e The Gospel Times, confermando la vocazione della manifestazione a costruire ponti tra esperienze musicali diverse.

Con il programma 2026, Salento Jazz rinnova questa missione, portando nel cuore della Puglia alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena internazionale e offrendo al pubblico un’esperienza che va oltre il concerto.

Perché, in fondo, la musica più interessante è spesso quella che ci conduce altrove: verso luoghi che non conosciamo, storie che non abbiamo ancora ascoltato e incontri capaci di cambiare il nostro modo di guardare il mondo.


Informazioni e biglietti

Salento Jazz 2026 – dal 28 ottobre al 10 novembre

Lecce | Maglie | Galatina | Gallipoli

Daniele Milillo

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