La settimana sportiva. Bari, uno 0-0 miracoloso: il Potenza domina, Cerofolini evita l’umiliazione

Un punto guadagnato, ma nessun passo avanti

Se si guarda soltanto alla classifica, quello conquistato contro il Potenza è un punto. Se invece si guarda la partita, è un punto guadagnato ben oltre i meriti del Bari. Anzi, quasi miracoloso. Perché davanti a una squadra lucana organizzata, propositiva e capace di giocare a calcio, i biancorossi hanno mostrato pochissimi lampi, idee con il contagocce e un’inquietante incapacità di imporre il proprio gioco.

Il Potenza ha fatto il bello e il cattivo tempo. Ha pressato, costruito, ripartito, creato occasioni e comandato la partita come se fosse lui la squadra di casa e, soprattutto, la formazione costruita per vincere il campionato. Il Bari, invece, non ha mai attaccato con autentica convinzione: è apparso più preoccupato di non subire gol che determinato a segnarne uno.

Eppure questa squadra dovrebbe entrare in campo con la consapevolezza di chiamarsi Bari, di indossare una maglia pesante e di essere la squadra da battere. Rispettare gli avversari è doveroso; temerli fino al punto di rinunciare a giocare è un’altra cosa.

Una difesa colabrodo salvata da San Cerofolini

La domanda, dopo quanto visto al San Nicola, sorge spontanea: come ha fatto il Bari a subire così pochi gol dall’inizio della stagione? Al di là dei tre incassati nella disfatta di Barletta e del rigore subito contro il Picerno, la tenuta statistica della difesa ha quasi del prodigioso. Perché sul campo il reparto arretrato continua a concedere spazi, corridoi e occasioni con una facilità impressionante.

Contro il Potenza tutta la difesa ha vissuto una serata di grandissima sofferenza. Manè e Mogos hanno evidenziato limiti strutturali nella fase difensiva e non hanno garantito alcuna spinta sulle fasce. Mogos, in particolare, ha sbagliato praticamente tutto: ha perso duelli, commesso errori in disimpegno ed è apparso nettamente fuori condizione, persino appesantito da qualche chilo di troppo. Da quella parte il Bari non ha né difeso né costruito.

Quando gli esterni non accompagnano l’azione, non saltano l’uomo e non fanno arrivare palloni utili nell’area avversaria, la manovra diventa prevedibile e asfittica. E se gli stessi interpreti soffrono anche quando devono contenere, l’intero impianto finisce per sbriciolarsi. Il Potenza ha trovato spazi ovunque e ha creato più di dieci nitide occasioni da rete.

Se non fosse stato per Cerofolini, oggi non parleremmo di uno 0-0, ma di una vittoria larghissima del Potenza. Dire che avrebbe potuto finire persino 10-0 può sembrare una provocazione, ma rende la misura del tiro al bersaglio visto soprattutto nella ripresa. Tra grandi parate, conclusioni terminate di pochissimo fuori e clamorosi errori degli attaccanti lucani, il Bari è rimasto in piedi grazie a San Cerofolini e all’incredibile spreco degli avversari.

Il Bari non corre, non costruisce e non osa

I problemi, naturalmente, non si fermano alla difesa. A centrocampo Grgic e Maggiore sono stati quasi invisibili. Il Bari non ha saputo sottrarsi al pressing avversario, accompagnare l’azione o dare continuità alla manovra. Le rare occasioni create sono nate da iniziative individuali, non da un gioco corale riconoscibile. La traversa di Butic resta l’episodio più importante, ma non basta a cambiare il senso di una partita dominata dal Potenza.

Preoccupa anche la condizione atletica. Gli ospiti hanno corso e mantenuto intensità fino al novantesimo come se la partita fosse appena cominciata; il Bari, invece, è apparso in grave ritardo, spesso secondo sul pallone e incapace di reggere il ritmo. È evidente che bisogna lavorare molto, e soprattutto, sulla condizione fisica. Senza gambe non si pressa, non si accompagna l’azione e non si può pretendere di imporre la propria superiorità tecnica.

Restano poi le scelte di Rastelli. Giocare con il solo Bianchi come riferimento avanzato non ha dato peso all’attacco. Ancora meno comprensibile è stato l’ingresso di Manzari, che non è una punta e ha sprecato anche l’unico pallone avuto a disposizione, mentre Gomez è rimasto in panchina. È vero che l’attaccante finora non ha convinto e non sembra essere nelle condizioni migliori. Ma resta il giocatore più pagato del Bari e, in una gara che si dovrebbe provare a vincere, lasciarlo fuori fino alla fine appare difficilmente spiegabile.

Se ti chiami Bari, sei stato costruito per conquistare il campionato e giochi al San Nicola, hai il dovere di provare a vincere. Non ti chiami Scafatese e non puoi accontentarti di proteggere lo 0-0 sperando che il portiere compia un miracolo dopo l’altro. Forse Rastelli ha avuto paura del Potenza e ha preferito coprirsi; se questa fosse davvero la chiave di lettura, il segnale sarebbe ancora più preoccupante.

Il Potenza è uscito dal San Nicola con il rimpianto di non avere raccolto quanto meritava. Il Bari, invece, deve conservare il punto e dimenticare tutto il resto? No. Deve ricordare ogni minuto di questa partita, perché lo 0-0 ha nascosto problemi profondi: una difesa vulnerabile, fasce inesistenti, un centrocampo che non costruisce, un attacco isolato e una condizione fisica insufficiente.

Cerofolini ha salvato il risultato. Adesso Rastelli deve salvare il Bari dalle sue lacune.

Massimo Longo
Foto di @SSC Bari

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