Sorelle afgane: non lasciamole sole

Come tristemente previsto, le notizie dall’Afghanistan stanno arrivando col contagocce. La principale è la soppressione dei diritti civili per tutti coloro che non siano maschi, eterosessuali, fondamentalisti islamici. Questo significa compressione, fino alla morte, dei diritti di tutte le altre parti della società. Esecuzioni in piazza, omicidi per vendetta di giudici e intellettuali, repressione nel sangue di ogni protesta.

Almeno la metà della popolazione, quella rappresentata da donne, ragazze e bambine, sta avendo la peggio: allontanate dagli studi, dai posti di lavoro e dalla libertà di uscire di casa, le donne sono tornate di due decenni indietro, nelle poche conquiste sociali che avevano ottenuto con grande coraggio. La quotidianità della finestra che cerchiamo di mantenere aperta sull’Afghanistan pertanto non può essere garantita. Ciò nonostante, facciamo di tutto affinché questa finestra non si chiuda, augurandoci che nessuno la chiuda per sempre.

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