
La sesta edizione del “No Jazz”, patrocinato dal Comune di Noicattaro, è stata aperta dall’esibizione di Frida Bollani Magoni, una delle giovani voci italiane, una figlia d’arte (sia da parte di padre che di madre) che nonostante la giovanissima età (ha compiuto 22 anni la settimana successiva al concerto) riesce davvero ad incantare il pubblico.
Figlia di due straordinari artisti come Stefano Bollani e Petra Magoni, riesce a tenere la scena in modo unico, con una voce a dir poco soave. Si è trattato di una esibizione in solitudine, ma ad accompagnarla, solo in alcuni brani e ad introdurre la sua performance, il musicista inglese Mark Glentworth, vibrafonista, tastierista e percussionista.

Mark Glentworth è nato nel 1960 nel Regno Unito. Il suo lavoro come compositore copre un ampio spettro di musica, dalla scrittura di canzoni commerciali a composizioni orchestrali e opera, musica per la televisione, la radio, il cinema e più recentemente la composizione e esecuzione del suo spettacolo teatrale autobiografico solista premiato e nominato all’Off-Fest, “SEVEN AND A HALF YEARS” presentato all’Edinburgh Fringe Festival.

Attualmente collabora stabilmente con la cantante-pianista Frida Bollani Magoni. Nelle recenti recensioni della sua colonna sonora per l’opera teatrale messa in scena a Londra, “A hunger artist” di Kafka, è stato descritto come un musicista e compositore di altissimo livello. All’età di sedici anni è stato il più giovane percussionista ad aver mai frequentato il Royal Northern College of Music. È noto anche per la trentennale collaborazione con il drammaturgo/attore britannico Steven Berkoff, scrivendo ed eseguendo le sue colonne sonore in molte delle loro celebri produzioni teatrali. Nel corso della sua carriera ha viaggiato per il mondo suonando con L’ensemble contemporaneo di Sir Peter Maxwell Davis “The Fires of London”, la BBC Symphony Orchestra e la London Sinfonietta.

Dopo il grande successo riscontrato nelle sue precedenti tournée, dove ha conquistato il pubblico italiano e straniero con il suo talento e la sua personalità, Frida riparte con un nuovo tour dal titolo “Semplicemente Frida”, che segna l’inizio di una nuova e vibrante fase della sua carriera musicale.
Frida Bollani Magoni, in arte FRIDA, nasce in Versilia nel 2004 in una famiglia di musicisti. Inizia a studiare pianoforte classico a 7 anni con Paolo Razzuoli, imparando anche la notazione musicale in Braille in quanto ipovedente. Si esibisce giovanissima con l’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi e come ospite in vari eventi, tra cui il Premio Bianca D’Aponte e la cerimonia di apertura degli Special Olympics 2018. Partecipa a musical come The Adventures of Peter Pan e Jesus Christ meets the Orchestra e si esibisce spesso nei concerti dei genitori, Petra Magoni e Stefano Bollani. Studia pianoforte e canto al liceo musicale Carducci di Pisa. Il suo debutto live è nel 2020 a Pisa. Seguono importanti apparizioni: ospite in Via dei Matti numero 0, al Quirinale per il 2 giugno 2021, e nello show Danza con me di Roberto Bolle. Dal 2021 intraprende tour in Italia e all’estero, registrando ovunque il tutto esaurito, e pubblica il suo primo album Primo Tour. Nel 2023 è tra i protagonisti della trasmissione Dilemmi su Rai 3. Continua a esibirsi in importanti rassegne come Piano City Milano e al Teatro alla Scala di Milano insieme a Paolo Fresu. Nel 2024 riprende il tour, a volte accompagnata da Albert Eno, e pubblica il suo primo libro, “La mia musica”, presentato alla Fiera del Libro di Francoforte.

Come già detto, lo spettacolo è iniziato con una breve esibizione in solitudine di Mark Glentworth che oltre a cantare, ha utilizzato sia il vibrafono che le tastiere, con un omaggio prima ai Beatles con “And I love her” (composto nel 1964 dalla coppia McCartney/Lennon) e successivamente con “Vedrai, vedrai”, un brano di Luigi Tenco del 1959. E dopo questa breve (ma intensa) introduzione, è arrivata sul palco Frida, aprendo la sua esibizione con un ipnotico omaggio a Lucio Dalla con il suo brano “Futura”. Una interpretazione davvero straordinaria, raggiungendo con la sua voce melodiosa degli acuti davvero significativi, facendo capire a tutti che la serata sarebbe stata davvero straordinaria. Ma non sono mancate sue composizioni originali come “Seventeen” (da lei composto quando aveva solo 17 anni, e voleva raccontare tutto il desiderio di fare le cose che fanno i grandi quando si è giovani), o una composizione strumentale ancora senza titolo. E ancora, un brano “New York”, che ha raccontato che visiterà la settimana seguente in occasione del suo ventiduesimo compleanno. Ancora una sua composizione, “The colors of my music”, rendendo noto a tutti i presenti che la musica l’aiuta, nella sua condizione di ipovedente, a distinguere i colori della vita.
Tanti anche gli omaggi ad altri artisti, con l’esecuzione di “You’ve got a friend” di Carole King, scritto per il suo grande amico James Taylor, un allegro brano della cantautrice britannica Raye (Where is my husband), e non poteva mancare l’omaggio a Franco Battiato con “La cura” (la musica è la mia cura).

Ha scherzato molto, con la campana della torre dell’orologio che ha scandito imperterrita il tempo, con un cane che, in lontananza sembrava abbaiare a tempo, e prendendo “in giro” la pronuncia inglese di Glentworth quando si è sforzato di parlare in italiano. Ha voluto ringraziare tutti, ad iniziare dalla Young Marcing Band, guidata da Margherita Dipierro, che si è esibita nell’attesa dell’inizio del concerto (quando si suona dopo musicisti di grande talento, non si sa bene cosa fare), per finire al Direttore Artistico Michele Lobaccaro, all’Amministrazione Comunale, con il Sindaco Raimondo Innamorato e l’Assessora alla Cultura Anna Maria De Marzo. Grazie anche ai tecnici tutti, nonché alla nonna Maddalena Bertante Bollani, che di è ben prestata a sovraincidere la sua voce nel coro di sottofondo nel brano scherzoso “Where is my husband”.

Sono passati tre anni da quando ho avuto modo di ascoltare Frida Bollani Magoni ad Alberobello e devo dire che in questo lasso ti tempo ha avuto modo di affinare tantissimo la sua tecnica e di acquisire una personalità tutta sua, che prescinde dalle influenze dei genitori. E stiamo parlando di una ragazza giovanissima, che ha davanti a sé tutto il tempo di imporre il suo carattere e le sue doti. E l’entusiasmo con cui si impegna in questo cammino, tutti abbiamo potuto scorgerlo nei suoi occhi e nel suo sorriso.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro