‘Eventi in Jazz’ 2026: sei serate tra swing, contaminazioni e memoria tra Busto Arsizio e Castellanza

Il jazz vive di incontri, deviazioni, sorprese. È una musica che difficilmente resta ferma nello stesso punto e che, proprio quando sembra appartenere alla storia, trova sempre un modo per tornare nel presente.

È da questa idea che prende forma la nuova edizione di Eventi in Jazz, in programma dal 2 ottobre al 20 novembre 2026 tra Busto Arsizio e Castellanza. Sei appuntamenti che attraversano generazioni, stili e linguaggi diversi, mettendo insieme alcuni protagonisti della scena italiana e internazionale e alternando omaggi, riletture, produzioni speciali e concerti nati nel segno della contaminazione.

A guidare ancora una volta la rassegna è Mario Caccia, patron di Abeat Records, che ha costruito un programma nel quale la grande tradizione jazzistica italiana occupa un posto centrale, senza però trasformarsi in un esercizio di nostalgia. Al contrario: la memoria diventa il punto di partenza per raccontare un jazz che continua a cambiare pelle, ad assorbire nuove influenze e ad aprirsi a territori musicali sempre differenti.

Con il contributo delle amministrazioni comunali di Busto Arsizio e Castellanza e il sostegno di Puce & Partners, Mogon Pharmaceuticals e Gemas, la manifestazione torna così con un cartellone capace di muoversi dallo swing al funk, dal rock d’avanguardia al soul, dal jazz orchestrale alla canzone, fino alla musica pop.

Il viaggio comincia nel segno di Franco Cerri

L’apertura, venerdì 2 ottobre al Teatro Sociale di Busto Arsizio, sarà affidata a un nome che appartiene alla storia della musica italiana.

Il titolo scelto per la serata, “Cento di questi Cerri”, contiene già lo spirito dell’appuntamento: celebrare Franco Cerri senza trasformare il ricordo in qualcosa di statico.

Sul palco saliranno musicisti che hanno conosciuto da vicino il suo mondo musicale e che proveranno a restituirne non soltanto il repertorio, ma soprattutto lo spirito.

Da una parte il trio formato da Alberto Gurrisi all’organo Hammond, Alessandro Usai alla chitarra e Roberto Paglieri alla batteria. Con loro ci sarà anche la Civica Jazz Orchestra, diretta da Luca Missiti, nata all’interno dei Civici Corsi di Jazz di Milano, la scuola che lo stesso Cerri fondò nel 1987 insieme a Enrico Intra.

Dall’altra, una formazione di grande esperienza composta da Dado Moroni al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.

Il concerto si muoverà così tra i brani più rappresentativi del chitarrista e nuove interpretazioni, cercando di far emergere ciò che rende ancora oggi riconoscibile il suo linguaggio: eleganza, swing, naturalezza melodica e una raffinatezza mai fine a se stessa.

Franco Cerri, del resto, non fu soltanto uno straordinario chitarrista jazz.

Fu uno dei musicisti che più contribuirono a rendere il jazz familiare anche al grande pubblico italiano. Entrò nelle case attraverso la televisione, partecipando a più di 750 trasmissioni, e condusse programmi Rai come Fine serata da Franco Cerri, Jazz in Italia, Jazz in Europa, Di Jazz in Jazz e Jazz primo amore.

La sua carriera attraversò mondi diversissimi. Accanto alle collaborazioni con Gorni Kramer, Nicola Arigliano, il Quartetto Cetra e Mina, ci furono gli incontri con alcune autentiche leggende della musica internazionale: Billie Holiday, Django Reinhardt, Lee Konitz, Jim Hall, Chet Baker, Dizzy Gillespie e George Benson.

Ed è proprio questa capacità di muoversi senza rigidità tra mondi differenti che la serata inaugurale proverà a restituire.

Come spiega Mario Caccia, l’obiettivo non è semplicemente commemorare un grande artista, ma trasformarne la memoria in qualcosa che continui ad avere un significato nel presente: un racconto affidato soprattutto a chi quella musica l’ha vissuta e condivisa.

Gli Area: il suono della libertà

Una settimana dopo, sabato 10 ottobre, il Teatro Sociale cambierà completamente atmosfera.

Arriveranno gli Area Open Project, eredi di una delle esperienze più irrequiete, innovative e difficili da classificare della musica italiana.

Negli anni Settanta gli Area fecero della contaminazione una vera dichiarazione d’intenti. Jazz, rock, improvvisazione, avanguardia, musica contemporanea e suggestioni mediterranee convivevano all’interno di composizioni che rifiutavano qualunque confine troppo netto.

A più di cinquant’anni dalla nascita del gruppo fondato da Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo, insieme a Patrizio Fariselli e Paolo Tofani, quello spirito continua a trovare nuove forme.

Gli Area Open Project non cercano semplicemente di riprodurre un repertorio storico. Ne recuperano piuttosto la tensione creativa, il gusto per il rischio e l’idea di una musica che può cambiare direzione in qualsiasi momento.

La formazione vedrà Claudia Tellini alla voce, Patrizio Fariselli alle tastiere, alle composizioni e agli arrangiamenti, Stefano Fariselli a sax, clarinetto basso e flauto, Marco Micheli al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria.

Il risultato è un suono che conserva qualcosa di ruvido e imprevedibile: una musica nata più di mezzo secolo fa e che, proprio per la sua radicalità, continua a non sembrare del tutto appartenente al passato.

Quando lo swing diventa spettacolo

Poi arriverà la serata probabilmente più festosa dell’intero programma.

Sabato 17 ottobre, sempre a Busto Arsizio, il palco sarà tutto per Ray Gelato, cantante e sassofonista britannico che da anni porta in giro per il mondo una personalissima idea di swing: brillante, teatrale, ironica e soprattutto trascinante.

Questa volta, però, il concerto avrà qualcosa in più.

Gelato sarà accompagnato dai Vik & The Doctors of Jive, guidati da Vittorio Marzioli, in una formazione pensata per riportare sul palco l’energia delle grandi band da ballo.

Non sarà soltanto una serata da ascoltare.

Ci sarà il tip tap di Tommaso Maria Parazzoli, campione mondiale juniores, e ci saranno le Ladies in Tune, trio vocale formato da Alessia Turcato, Giulia La Torre e Selena Galleri.

Ispirate all’eleganza vocale del Trio Lescano e delle Andrews Sisters, le tre cantanti giocano con l’immaginario degli anni Quaranta senza trasformarlo in una semplice operazione vintage.

Il repertorio parte dai classici dello swing ma arriva anche alla musica pop contemporanea, riscritta e trasformata attraverso arrangiamenti retrò.

Per una sera, quindi, il jazz uscirà dalla dimensione più tradizionale del concerto e diventerà spettacolo vero e proprio: voci, fiati, danza e ritmo in continuo movimento.

Da Castellanza passa il grande groove internazionale

Con martedì 20 ottobre la rassegna si trasferirà a Castellanza, al Cinema Teatro Dante, e cambierà nuovamente linguaggio.

Il protagonista sarà il chitarrista italoamericano Davide Pannozzo, affiancato da due musicisti dalla carriera internazionale: Steve Ferrone ed Etienne Stadwijk.

Tre artisti con esperienze molto diverse, ma uniti da un terreno comune: il groove.

Soul, funk, blues e jazz si incontreranno in un concerto costruito intorno all’interplay e all’improvvisazione.

Alla batteria ci sarà Steve Ferrone, musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti come Eric Clapton, George Harrison, Michael Jackson, Paul Simon, Aretha Franklin, Johnny Cash, Chaka Khan e George Benson.

Alle tastiere, invece, Etienne Stadwijk, pianista e arrangiatore capace di attraversare jazz, soul e world music e di lavorare con nomi come Paul Simon, Richard Bona, Kenny Garrett, Marcus Miller e Sadao Watanabe.

Al centro, naturalmente, la chitarra di Pannozzo.

Non una semplice somma di tre curriculum prestigiosi, ma l’incontro tra tre musicisti abituati a dialogare con generi differenti e a costruire la musica direttamente sul palco.

Un’orchestra di trombe per Emilio Soana

Il 30 ottobre il tono tornerà più intimo, con una serata dedicata a Emilio Soana, trombettista scomparso all’inizio del 2025.

Al Cinema Teatro Dante di Castellanza si ritroveranno alcuni dei musicisti che meglio possono raccontarne l’eredità artistica.

Ci saranno Paolo Tomelleri al clarinetto, Rudy Migliardi al trombone e quattro trombettisti – Mauro Brunini, Alberto Mandarini, Daniele Moretto e Sergio Orlandi – insieme alla Simply Bop Big Band.

A completare la formazione, le voci di Alice Tosetto e Claudio Borroni.

La presenza di tanti ottoni non sarà casuale: sarà proprio il suono dello strumento di Soana a diventare idealmente il centro dell’omaggio.

Più che un semplice concerto commemorativo, la serata vuole essere una celebrazione collettiva affidata a colleghi, amici e musicisti che condividono lo stesso linguaggio.

Il ritorno a casa di Chicco Gussoni

Per l’ultima tappa bisognerà aspettare venerdì 20 novembre.

Eventi in Jazz tornerà a Busto Arsizio, ancora al Teatro Sociale, per un concerto spin-off affidato al quartetto di Chicco Gussoni.

Quella di Gussoni sarà, in un certo senso, una serata di ritorno a casa.

Nato e residente a Busto Arsizio, il chitarrista ha costruito negli anni una carriera che lo ha portato ben oltre i confini del territorio, collaborando con artisti come Sting, Brian May, Franco Battiato, Claudio Baglioni, Eros Ramazzotti e Laura Pausini.

Con lui saliranno sul palco Tony Guerrieri alla voce, Johnny Pozzi al pianoforte e alle tastiere e Dario Tanghetti alle percussioni.

Sarà l’ultimo cambio di prospettiva di una rassegna che, nel corso delle settimane, avrà attraversato jazz, rock, swing, funk, soul e pop senza mai perdere il filo che lega tutte queste esperienze: il piacere dell’incontro musicale.

Una rassegna in cui ogni serata vuole essere diversa

È proprio questo l’elemento che Mario Caccia indica come centrale nell’identità di Eventi in Jazz.

Non costruire semplicemente una serie di concerti, ma dare a ciascun appuntamento un carattere riconoscibile.

Ci sono le celebrazioni dedicate a figure fondamentali della musica italiana, come Franco Cerri ed Emilio Soana. Ci sono le riletture radicali degli Area. C’è lo swing spettacolare di Ray Gelato. C’è il groove internazionale del trio di Pannozzo. C’è infine il ritorno nella propria città di Chicco Gussoni.

Esperienze diverse, unite dall’idea che il jazz possa ancora sorprendere proprio perché non è obbligato a restare dentro una sola definizione.

«Ogni serata è pensata come un’esperienza unica, con una propria identità e una precisa idea artistica», sottolinea Caccia.

E forse è questa la chiave migliore per leggere l’intera edizione.

Eventi in Jazz 2026 non vuole soltanto raccontare ciò che il jazz è stato. Vuole mostrare ciò che può ancora diventare.

Una musica capace di custodire la memoria e, nello stesso istante, metterla in discussione. Di rispettare la tradizione senza smettere di contaminarla. Di passare dal silenzio di un assolo all’energia di una big band, dal ricordo di un maestro alla scoperta di un nuovo incontro.

Perché il jazz, alla fine, vive proprio lì: nel momento in cui musicisti, pubblico e musica si trovano nello stesso spazio e qualcosa accade senza poter essere ripetuto esattamente nello stesso modo.


Il programma

Venerdì 2 ottobre 2026 – Busto Arsizio
Teatro Sociale, via Dante 20
Cento di questi Cerri
Alberto Gurrisi, Alessandro Usai e Roberto Paglieri; Civica Jazz Orchestra diretta da Luca Missiti; Dado Moroni, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli.

Sabato 10 ottobre 2026 – Busto Arsizio
Teatro Sociale, via Dante 20
Area Open Project
Claudia Tellini, Patrizio Fariselli, Stefano Fariselli, Marco Micheli e Walter Paoli.

Sabato 17 ottobre 2026 – Busto Arsizio
Teatro Sociale, via Dante 20
Ray Gelato e l’era dello swing
Ray Gelato, Vik & The Doctors of Jive, Ladies in Tune e Tommaso Maria Parazzoli.

Martedì 20 ottobre 2026 – Castellanza
Cinema Teatro Dante, via Dante 5
Davide Pannozzo Trio feat. Etienne Stadwijk & Steve Ferrone
Davide Pannozzo, Etienne Stadwijk e Steve Ferrone.

Venerdì 30 ottobre 2026 – Castellanza
Cinema Teatro Dante, via Dante 5
Omaggio a Emilio Soana
Paolo Tomelleri, Rudy Migliardi, Mauro Brunini, Alberto Mandarini, Daniele Moretto, Sergio Orlandi, Simply Bop Big Band, Alice Tosetto e Claudio Borroni.

Venerdì 20 novembre 2026 – Busto Arsizio
Teatro Sociale, via Dante 20
Chicco Gussoni Quartet – Spin-off
Chicco Gussoni, Tony Guerrieri, Johnny Pozzi e Dario Tanghetti.

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21. Il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto dai 20 ai 26 anni 10 euro, mentre l’ingresso è gratuito per gli Under 20, previa prenotazione. L’abbonamento a cinque concerti costa 48 euro. Il concerto del 20 novembre sarà invece a libera donazione.

Daniele Milillo

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