Ana Carla Maza, con la sua inestinguibile carica emotiva, travolge il Festival Imaginaria di Conversano

Per il Festival Imaginaria di Conversano, a cura dell’Associazione Atalante APS e con la Direzione Artistica di Luigi Iovane, un finale col botto con il trio della violoncellista cubana Ana Carla Maza, accompagnata dal pianista Manuel Contrera e dal batterista Jay Kalo Sanchez.

Imaginaria è una kermesse che ha acquisito un respiro di livello internazionale e si inserisce in un solco di profonda innovazione culturale locale. Unico nel suo genere in Puglia, è un festival internazionale di cinema d’animazione d’autore. Dal 2003, anno della sua nascita, Imaginaria è cresciuta enormemente, meritandosi un’importante collocazione artistica e sociale nello scenario internazionale dei festival di settore.

Imaginaria riesce a creare un’atmosfera familiare tra il pubblico e gli addetti ai lavori che giungono da ogni angolo della regione nelle sale cinematografiche a cielo aperto di Conversano. Imaginaria intende innescare, in una prospettiva di lungo periodo, tutte le sinergie possibili presenti nella comunità contribuendo a creare opportunità socio-economiche sul territorio e nello stesso tempo promuovere la cultura del cinema d’animazione. Il Festival, quindi, è un progetto che ha l’obiettivo di diffondere la fruizione e la conoscenza del cinema d’animazione non solo durante l’evento, in programma ogni anno in agosto a Conversano, ma anche in luoghi e periodi dell’anno differenti utilizzando i network, costituiti da altri Festival e Rassegne (nazionali ed internazionali) a cui Imaginaria partecipa o di cui è promotore.

Imaginaria è soprattutto un evento fatto di “persone” e di “luoghi”, un festival della comunità che rende possibile e favorisce il coinvolgimento di tutti. I luoghi suggestivi del centro storico medioevale di Conversano (chiese, castello, strade e palazzi storici), ovvero spazi di fruizione culturale a cielo aperto in cui il festival si tiene, contribuiscono a creare un’atmosfera unica e “familiare”, che è considerata uno dei principali elementi di originalità e dunque il tratto che positivamente distingue Imaginaria dagli altri festival.

Con il suo “Alamar World Tour”, la giovane cantante e violoncellista cubana Ana Carla Maza ha fatto tappa anche a Conversano per presentare il suo nuovo album “Alamar”, pubblicato solo pochi giorni prima.  Non è la prima volta che questa giovanissima musicista si esibisce dalle nostre parti. Meno di tre anni fa, ad agosto 2023 qualcuno ha avuto modo di ascoltala al Minareto della Selva di Fasano per il Festival Metropolitano di “Bari in Jazz”. Forse allora era semi sconosciuta, ma in questi ultimi anni ha avuto modo di farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Ed è solo di pochi mesi fa la sua esibizione a Mola di Bari per l’Agimus Festival. Anche in questa occasione, è riuscita ad entusiasmare tutti i presenti in una piazza gremita, sul sagrato della Cattedrale di Conversano. con la sua voce, la sua tecnica, ma soprattutto per la sua allegria, la sua forza, la sua comunicativa, la sua simpatia senza pari.

Ana Carla Maza è nata Guanabacoa, un sobborgo de L’’Avana, legato alle radici afro-cubane, nel 1995. E’ una violoncellista, cantante, compositore e produttore jazz cubana, con un padre pianista cileno di musica tradizionale latino americana, Carlos Maza, e una madre chitarrista cubana, Mirza Sierra, in una famiglia di musicisti, l’attività musicale dei figli (anche la sorella è violinista) è stata “imposta”. La casualità di condividere il giorno del compleanno con quello di Che Guevara è stato visto in famiglia come un segno premonitore per una carriera da perseguire con determinazione.

All’età di 5 anni, ha iniziato a suonare il pianoforte, ricevendo lezioni dalla sorella del pianista Chucho Valdés. I suoi genitori fondarono una scuola di musica. Lì, scoprì la rumba e i ritmi latini e caraibici. Iniziò a suonare il violoncello all’età di 8 anni e fece il suo debutto sul palco all’Avana quando aveva appena 10 anni. Successivamente, nel 2007, la sua famiglia lasciò Cuba per trasferirsi in Spagna. A 13 anni, è stata coinvolta nei progetti musicali professionali del padre. Ha suonato in due registrazioni da lui pubblicate nel 2010, Carlos Maza en Familia e Quererte . Ha partecipato ai suoi primi concorsi musicali, ha eseguito opere di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Camille Saint-Saëns ed è stata solista in un’orchestra sinfonica. Ha iniziato a cantare mentre studiava il violoncello.

Nel 2012 si è trasferita a Parigi per studiare al Conservatorio di Parigi . Ha continuato i suoi studi musicali al Pôle supérieur d’enseignement artistique Paris Boulogne-Billancourt (PSPBB), parte dell’Università della Sorbona, e poi ha intrapreso una carriera da solista, esibendosi in tutta Europa. La sua è impostazione classica gli ha dato profondità e disciplina, ma le continue ripetizioni, audizioni, composizioni, le otto ore giornaliere di prove le ha vissute un po’ come un “prepararsi alle olimpiadi”, ed alla fine ha intrapreso la sua strada molto personale, senza rinnegare il suo passato. Durante questo periodo, ha incontrato il violoncellista francese Vincent Ségal, che l’ha incoraggiata a perseguire la sua strada.

Nel 2018 ha pubblicato il suo primo album  “Alma”, ispirato alle tradizioni musicali della sua infanzia, dalla bossa nova brasiliana all’habanera cubana, e incorporando un vocabolario musicale più ampio. Nel 2020 ha pubblicato *La Flor*. Entrambi gli album incorporano ritmi latini, melodie pop, armonie jazz e tecniche classiche. Un nuovo album, *Bahía*, è stato pubblicato a Febbraio 2022: una fusione di violoncello classico e voce, che attinge anche ai ritmi cubani, samba, bossa nova, tango, jazz e alla chanson francese. Nel 2023 è stato prodotto il quarto album in studio, “Caribe”, registrato con un sestetto, per arrivare al 2026 ad “Alamar”.

Il concerto è stato per tutti un invito ad effettuare un viaggio immaginario in America Latina, con tutti i suoi ritmi caraibici, dal merengue, alla salsa, al tango, al reggae. Con la sua voce intonata, una padronanza dello strumento e una capacità direi quasi teatrale, ha affascinato e trasportato tutti, in una serata davvero straordinaria. Non sono stati eseguiti solo brani dell’ultima produzione discografica, ma ha attinto a piene mani dal suo ricco repertorio.

Abbiamo così potuto ascoltare brani come “Las primaveras”, “Bahia (de L’Habana)”, “Caribe”, “Astor Piazzolla” (sua composizione, ovviamente a lui dedicata), un gustoso “Cha Cha Cha”, “Habanera”, Per concludere il concerto con “A tomar cafè”. Il brano (e l’Album) “Alamar” racconta la storia della sua famiglia nel quartiere di Alamar (L’Avana), all’interno del “Edificio de los Chilenos”, luogo simbolico dell’esilio cileno dopo il 1973 che aveva accolto bambini e famiglie, e dove si sono conosciuti i suoi genitori (il padre esiliato cileno che si innamora di una cubana).

E introducendo “Caribe”, non è mancato il suo pensiero a Cuba, che oggi vive un momento drammatico, ma anche quando manca la corrente in tutto il paese, la popolazione riesce sempre a mantenere il sorriso perchè Cuba è la patria della gioia, dell’allegria, dell’amore e della gioia di vivere. E non sono mancati riferimenti al reggae, alla Repubblica Dominicana e anche ai ritmi della popolazione Quechua (con il brano Huayno), originaria di quella zona delle Ande che collega Peru, Bolivia, e le regioni settentrionali di Argentina e Cile. Un progetto in cui jazz, musica latina e canzone si intrecciano in uno spettacolo molto personale, con l’utilizzo di più lingue: lo spagnolo, il francese, il portoghese e l’inglese. Un’artista straordinaria, che ha saputo coinvolgere il pubblico con tutte le sue qualità e la sua simpatia.

E scherzando con il pubblico, ha voluto presentare a tutti la ‘persona’ a lei più cara: il suo violoncello (uno Stradivari di Cremona), con il quale ha viaggiato in tutto il mondo, in un susseguirsi di 400 concerti in 25 paesi. E un finale travolgente con l’invito a tutti i presenti a salire sul palco e a ballare con lei.

Con lei, sul palco, Manuel Contrera, pianista, tastierista, produttore e compositore uruguaiano residente a Barcellona. La sua musica fonde le percussioni del “candombe” (stile musicale nato a Montevideo alla fine del settecento grazie ai discendenti degli schiavi africani) con le armonie del jazz, con influenze gospel, funk e hip-hop.

Il percussionista (anche lui cubano) Jay Kalo Sanchez, classe 1997, non ha avuto problemi ad entrare in sintonia con il pubblico. A soli 17 anni ha la possibilità di esibirsi a New York con la Big Band  Jazz at the Lincoln Center Orchestra.

Devo sottolineare che l’esibizione di Ana Carla Maza lo scorso marzo è stata in perfetta solitudine, sola con il suo violoncello. Anche in quella occasione lo spettacolo è stato trascinante. L’aggiunta del piano e delle percussioni è senz’altro un valore aggiunto, ma la Maza è davvero una potenza  Non è un caso che in questi giorni sia stata ospite del Jova Summer Party di Jovanotti. I suoi spettacoli diventano davvero un’esperienza unica. E tutto questo, con il suo violoncello. Sono pochi gli artisti come lei.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.