Pino Daniele rivive nell’interpretazione di Mario Rosini e dell’Orchestra Suoni del Sud per le ‘Notti di Stelle 2026’ della Camerata Musicale Barese

Sarà stata la cornice notturna di quelle finestre affacciate sul cortile, sarà stato il profumo umido della pioggia, ma quella del 23 luglio è stata una serata intensa e luminosa, nel palazzo dell’Ateneo a Bari con il concerto della rassegna “Notti di Stelle”, a cura della Camerata Musicale Barese.

Napule è … Il mondo di Pino Daniele è stato un magnifico percorso nella poetica del cantautore partenopeo, affidato a Mario Rosini e all’Orchestra Suoni del Sud, diretta da Mario Longo. La minaccia della pioggia si è fatta realtà concreta proprio a ridosso dell’ora di inizio e si è temuto ad un certo punto di dover rimandare l’evento. Ma la determinazione di Gianna Fratta, deus ex machina di Camerata, ha vinto persino la sfida meteorologica regalando al pubblico la magia di una serata indimenticabile.

Sul palco Mario Rosini, musicista raffinato la cui cifra stilistica sta in una capacità interpretativa che, senza rinunciare a una caratterizzazione originale dei pezzi, grazie a una voce potente e versatile, è riuscita a rendere fedelmente la gigantesca eredità di Pino Daniele.

Emozione a fior di pelle dal primo suono che ha rotto il silenzio d’attesa del pubblico con Allerìa. Sentirsi sopraffatti dalla bellezza della ricerca di senso tradotta in musica da Pino Daniele, in quella nostalgia che racconta, attraverso le modulazioni armoniche, il fluire del tempo e il desiderio di di fissare i momenti importanti in fotografie che muovono il sorriso e riempiono il cuore. Perché le canzoni di Pino Daniele hanno questo di speciale, che ti leggono dentro e sanno tradurre ciò che ti succede, ciò che senti e non sai dire, perché non sai le parole o non hai la musica per dirlo.

Mario Rosini, la direzione del maestro Mario Longo e la maestria di un’orchestra quasi sinfonica, hanno tessuto un fantastico racconto d’artista che in realtà era racconto di chi era seduto tra il pubblico. Ecco i racconti del Masaniello che è in ciascuno di noi, quel desiderio di pazzia che autorizza la rivoluzione in una vita che ci sta stretta o quel senso di solitudine che, nonostante tutto, non riesce a vincere e ti fa dire “E allora si”, che ne vale la pena vivere ancora e che non tutto è suggestione. O anche quel senso di attesa che fa quasi una preghiera laica in Anna verrà e quel Quanno chiove, che sembra di stare in un film, per le immagini così vivide e particolareggiate di scorci, di attese e di profumi.

Rosini, originario di Gioia del Colle, musicista D.O.C., nasce passando proprio dalla scuola di Pino Daniele che lo produsse per primo, riconoscendo in lui qualcosa di familiare, dando vita ad un progetto straordinario quanto indimenticabile di world music. La stessa sensazione che ha avvertito il pubblico, che, oltre a godere di un’interpretazione autentica e originale allo stesso tempo, si è sentito trasportato a Napoli e nel Mondo, con quelle sonorità contaminate di mediterraneo e di vicoli, pubblico che ad un certo punto insieme a lui ha fatto dell’intero spazio un unico palco, cantando a squarciagola, facendo di quel cortile il centro dell’inverso umano.  

Un concerto di due ore che chiaramente non ha potuto esaurire l’intera produzione di Pino Daniele, ma che non ha lasciato scontenti quanti si aspettavano tra le tante Appocundria, Quando, A testa in giù, Viento ’e terra, Cammina cammina, I say i’ sto ccà, Putess esser allero, fino all’esplosione energica di Yes I know my way.

Un’altra grandiosa serata per la Camerata Musicale Barese.

Alma Tigre
Foto di F. Fiore
dalla pagina Facebook della Camerata

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