Il Quartetto di Alberto Iovene ha magicamente inaugurato gli eventi di agosto del Festival Metropolitano Bari in Jazz 2026

Il mese di agosto inizia sempre davvero bene per il Festival Metropolitano di Bari in Jazz, con la Direzione Artistica di Koblan Amissah. E’ questo il periodo dei concerti al Minareto presso la Selva di Fasano, che non manca mai di offrire appuntamenti fuori dagli schemi. Per questa edizione, è stato il turno del Quartetto del pianista Alberto Iovene, accompagnato da Camillo Pace al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria e, come ospite d’eccezione, il bravissimo Daniele Di Bonaventura con il suo bandoneon. Un concerto raffinato, per un luogo che trasuda “magia” da ogni pietra.

Per chi non conosce questo posto, il Minareto è stato costruito all’inizio del secolo scorso, da un artista-architetto e nobiluomo fasanese, Damaso Bianchi che, nel 1915, di ritorno da un viaggio in oriente, avviò la costruzione di un Minareto nel punto più alto della Selva di Fasano, in perfetto stile orientale, facendo giungere manodopera e materiale direttamente dalla Tunisia. Questa villa singolare diventò ben presto il suo centro culturale, diventando il “faro” della conoscenza per tutto il territorio da cui è visibile (Locorotondo, Martina Franca, Alberobello). La sorte non gli è stata favorevole, con la morte del suo ideatore e con il passaggio di mano in mano della proprietà dell’immobile (attualmente appartiene al demanio Regionale), in attesa di un restauro definitivo.

E uno scenario del genere, a metà strada tra la magia e la spiritualità, è il luogo ideale dove gustare la musica di Alberto Iovene. Tutti i brani eseguiti sono sue composizioni originali, che esprimono una leggerezza, una raffinatezza, un’eleganza davvero straordinaria. Nato a Bitonto nel 1975, inizia da bambino a studiare il pianoforte, mostrando una profonda inclinazione per la musica. A seguito degli studi classici, presto troverà nel jazz il linguaggio più vicino alla propria sensibilità artistica, iniziandone lo studio sotto la guida del M° Davide Santorsola. Durante la sua formazione ha approfondito non solo la tecnica pianistica e lo studio stilistico del piano jazz ma anche l’arte dell’improvvisazione, la musica d’insieme, la teoria e la composizione, sviluppando una voce personale che combina lirismo, energia ritmica e contaminazioni tra jazz tradizionale e sonorità moderne. In questo periodo ha avuto modo di partecipare a masterclass che hanno contribuito a consolidare la sua identità musicale, tra cui i Seminari Internazionali di Musica Jazz della regione Abruzzo (Hypo-jazz Workshop), i Seminari della Berklee School di Boston durante “Umbria Jazz Clinics”, i Seminari Internazionali di Perfezionamento di Siena Jazz, e il Master Class sul tema “Improvisation on non-functional harmony tunes in the style of Herbie Hancock and Wayne Shorter” tenuto dalla pianista jazz americana Rachel Z. Numerosi i suoi progetti artistici, grazie ai quali condivide il palco con artisti del calibro di  Dominique di Piazza, Manhu Roche, Philippe Petrucciani, Daniele di Bonaventura, Fabrizio Bosso, Marco Siniscalco, Amedeo Ariano, Lorenzo Tucci, Stefano Di Battista, Daniele Scannapieco, Robertinho De Paula.

Marchigiano (nato a Fermo), Daniele di Bonaventura, compositore, arrangiatore, pianista e bandoneonista, ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica (diploma in Composizione) iniziata a soli 8 anni con lo studio del pianoforte, del violoncello, della composizione e della direzione d’orchestra. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro del cinema e della danza.

Può vantare collaborazioni con Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, il gruppo vocale corso “A Filetta”, Oliver Lake, David Murray, Miroslav Vitous, Rita Marcotulli, David Liebman, Toots Tielemans, Lenny White, Robin Kenyatta, Omar Sosa, Joanne Brackeen, Greg Osby, Ira Coleman, Dino Saluzzi, Javier Girotto, Tenores di Bitti, Aires Tango, Peppe Servillo, David Riondino, Francesco Guccini, Sergio Cammariere, Lella Costa, Ornella Vanoni, Franco Califano, Furio Di Castri, Miroslav Vitous e tanti altri.

Iovene e Di Bonaventura hanno una affinità straordinaria, che gli consente di rendere ogni singolo brano un’emozione speciale, con Camillo PaceMimmo Campanale, compagni ideali di un viaggio davvero unico. Una serata indimenticabile per chi ha avuto il piacere di essere lì, e lasciarsi accarezare dalle note trasportate da una leggera brezza che ha reso ancor più piacevole una serata unica.

Come già detto, tutte i brani eseguiti portano la firma di Alberto Iovene, e sono contenuti nell’Album “The new day”, pubblicato con la stessa formazione nel 2022 per l’etichetta Abeat Records. Oltre a tutti i brani dell’Album, sono stati eseguiti anche due brani di un precedente lavoro, “Wired Along”, pubblicato nel 2011 con Dominique Di Piazza al basso, Manhu Roche alla batteria e Daniele Scannapieco al sax tenore.

A sottolineare l’eleganza di Daniele di Bonaventura, Alberto Iovene avrebbe voluto concludere il concerto con un brano dello stesso, “Maria e il mare”, ma ‘grazie’ al frastuono di sottofondo che arrivava da qualche festa privata nelle vicinanze e che rischiava di rompere la magia del momento, ha preferito intonare un altro brano, a lui dedicato, dal titolo “Valse pour mousieur Di Bonaventura”.

Al termine di una serata così speciale, non posso che sottolineare la freschezza di tutta la discografia di Alberto Iovene. Non solo l’ultima realizzazione. Ho avuto modo di apprezzare la sua musica già nel 2006, quando ha pubblicato il suo primo album, “Told Notes”. Lo acquistai a scatola chiusa e mi è subito piaciuto. Ancora oggi l’ascolto e l’apprezzo. Ci siamo conosciuti dopo tanti anni e non posso fare a meno di continuare ad esaltarne la freschezza e l’eleganza delle sue composizioni. Un quartetto davvero speciale, che ci ha regalato emozioni. Serate così non nascono a caso. Grazie ai musicisti. Grazie a Bari in Jazz per le sue proposte.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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