
Un grande ritorno a Bari per Ute Lemper sul palco del Teatro Petruzzelli. Insieme a lei un gruppo di grandi musicisti: Vana Gierig al pianoforte, Ludovic Beier alla fisarmonica, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria.
Come più volte ha tenuto a ricordare la stessa Ute Lemper è grazie al contrabbassista barese che questo sodalizio tra Bari e la sua voce che fa sognare si consolida e la porta a prediligere questa tappa periodicamente, accolta da un pubblico che ne apprezza l’arte, ma anche il suo modo di essere semplice e sofisticato allo stesso tempo.
Questi gli stessi aggettivi per descrivere lo spettacolo messo in scena al Petruzzelli con una scenografia essenziale in cui gli strumenti erano protagonisti e sullo sfondo scorrevano le immagini di Parigi, le sue vie, le atmosfere oniriche notturne dei suoi luoghi iconici e un orologio che puntuale segnava lo scorrere del tempo.

Con Paris Paris Ute Lemper ha raccontato non solo le suggestioni di questa cittadina francese così evocativa e magica, ma anche le tappe e le riflessioni sulla vita, riportando alcuni brani della sua autobiografia, pubblicata qualche anno fa in occasione del suo sessantesimo compleanno, in cui racconta di sé, del padre, i ricordi di una vita piena, ricca.
Una vera mattatrice, con una presenza scenica da grande attrice, non a caso definita in più battute dalla stampa internazionale erede di Marlene Dietricht. Lei stessa ha raccontato un aneddoto riportando di una telefonata di scuse tra lei e la Dietricht, quando per la prima volta un giornalista parlò di lei in questi termini. La risposta della Dietricht fu di riconoscimento rispetto al suo talento. D’altronde la Lemper ha studiato teatro, ha calcato le scene tra Berlino e New York più e più volte, e più cresceva la sua notorietà e più aumentava la sua grandezza artistica. Un’artista dotata di vera stoffa che ha saputo coltivare con determinazione e metodo il proprio talento a vantaggio del pubblico che, quando assiste ai suoi spettacoli, ha il privilegio di conoscere e gustare uno spettacolo sublime, di rara perfezione ed eleganza, grazie alla sua voce calda e potente e al suo gesto scenico.

Per condurre il suo pubblico barese tra i vicoli e gli scenari parigini la Lemper ha disegnato una mappa musicale e poetica richiamando i grandi chansonnier francesi da Edith Piaf a Jacques Brel, Léo Ferré e Charles Trenet, per fare qualche nome, ma non solo. Una scaletta pregevole e ricchissima che ha visto il susseguirsi di Just a gigolo, di Louis Prima, Je Ne Sais Pas, di Jacques Brel, Ne Me Quitte Pas, di Jacques Brel,di Hans Leip, di Michel Legrand, Moulins De Mon Coeur, di Louis Maitrier, Elle Frequentait la Rue Pigalle, Lili Marleen, Homme et une Femme, di Francis Lai, La Memoire et la Mer, di Leo Ferrè, Sous Le Ciel de Paris, di Hubert Giraud, Padam Padam, di Norbert Glanzberg ed Henri Contet, Embrasse-Moi, di Wal-berg e Jacques Prévert, Les Feuilles Mortes, di Joseph Kosma e Jacques Prévert, Milord, di Marguerite Monnot e Georges Moustaki, Blume, di Michael Nyman e Paul Célan, Marie Marie, di Gilbert Bécaud e Pierre Delanoë,, La Chanson d’Hélène, di Philippe Sarde, Imagine di John Lennon.

La Lemper ha omaggiato Bari e l’Italia cucendo il racconto con battute in italiano, aneddoti tra cui quello del suo shopping tra le vie del centro, dove ha acquistato l’abito di scena sfoggiato per l’occasione.
Una grande artista internazionale che deve il suo successo al suo talento e al suo infaticabile lavoro alla ricerca della perfezione.
Emozioni palpabili tra il pubblico e grandi meritatissimi applausi.
Alma Tigre
Foto di Clarissa Lapolla Photography