
Quando l’arte riesce a togliere alle parole il mandato di dire e di raccontare compie pienamente la sua vocazione. E quando l’uomo si fa strumento perché l’arte compia se stessa, restituisce all’infima natura umana la speranza di essere ancora capace di “indiarsi”.
Così ha fatto Hayato Sumino al Teatro Petruzzelli, nell’ambito della rassegna ‘Extra‘ del politeama barese intitolata proprio “Il teatro d’estate”. Un coupé de theatre quello della nuova sovrintendenza che ha riempito le poltrone fino all’8 luglio con una programmazione multiespressiva, avvicinando, anche per il prezzo contenuto del biglietto, fasce di pubblico nuove fatte di appassionati, ma anche di curiosi. La scommessa di aprire il teatro anche a chi ne è fuori, in un periodo in cui si è più disponibili a sperimentare e provare, ha ripagato non solo l’amministrazione del Petruzzelli, ma decisamente anche le attese di meraviglia degli spettatori.
Hayato Sumino è un “veterano” dei palchi internazionali, sebbene la sua giovane età, classe 1995, ma il suo nome è ormai noto nello scenario del pianismo contemporaneo internazionale.
Sumino incarna l’ideale di un colto e curato conoscitore classico che ha interiorizzato la tradizione e il repertorio a tal punto da utilizzare note, armonie, fraseggi non solo come citazioni dotte, ma come i colori disposti su una tavolozza e mesciati dall’artista per rendere la forma e l’immagine della sua opera d’arte, dando vita alla sua personale poetica.
Questo è stato il suo recital, questa l’esperienza vissuta dal pubblico che ha ritrovato in programma Chopin, Saint-Saëns, Stravinskij, composizioni dello stesso Sumino eseguite con una tecnica raffinata e brillante, ma soprattutto, con una sensibilità che ha reso l’interpretazione accorata e originale, mai snaturante rispetto al dettato compositivo.
Il pianista giapponese ha inanellato tutta una serie di riconoscimenti e premi a partire dal Grand Prix al Concorso pianistico PTNA nel 2018 fino al 2025 con il Leonard Bernstein Award dello Schleswig-Holstein Musik Festival, due Opus Klassik Awards — Young Talent of the Year e il Solo Live Performance of the Year.
Nel novembre 2025 Hayato è entrato nel Guinness con 18.546 biglietti venduti per il primo concerto pianistico classico in assoluto alla K Arena Yokohama, una delle più grandi arene giapponesi dedicate alla musica. Il più grande recital solistico di pianoforte al chiuso per numero di biglietti venduti.
Laurea in informatica, un master in ingegneria, presso la Graduate School of Information Science and Technology dell’Università di Tokyo, con il nome di Cateen, il suo canale YouTube ha più di due milioni di follower ed è ricercatore nell’ambito dell’applicazione dell’IA alla musica. Un vero nerd che vanta collaborazioni con alcune delle più importanti compagini orchestrali mondiali come la Philharmonie con la Deutsche Symphonie-Orchester Berlin, nonchè apparizioni di rilievo in due delle più grandi sale del mondo: Carnegie Hall e Vienna Konzerthaus . Nel gennaio scorso è stato pubblicato il suo ultimo disco.
In programma a Bari Hayato Sumino ha proposto lo Scherzo n. 1 in si minore op. 20 e la Sonata n. 2 di Chopin, alcune sue composizioni originali, come Lydian Harp e White Keys; e una versione personale e suggestiva dell’Étude op. 10 n. 5 “Tasti neri” di Chopin, a seguire la Danse Macabre di Saint-Saëns e l’eccelsa trascrizione di Guido Agosti per pianoforte della suite dal balletto L’Oiseau de feu (L’uccello di fuoco) di Igor Stravinskij.
Un’esibizione che ha mostrato come la musica classica non sia una polverosa e puzzolente biblioteca in cui hanno la nostalgica audacia di rovistare solo anacronistici appassionati, ma un patrimonio culturale capace ancora di scardinare l’umanità rassegnata all’atarassia o peggio al cinismo e di riportarla, anche solo per il tempo di un concerto, ai gradi nobili del suo essere fatta a immagine e somiglianza di qualcosa di più grande.
Suggerimento di ascolto: Hayato Sumino, Chopin orbit, 2026 Sony classical
Alma Tigre