Danilo Dolci, il “Gandhi italiano”: a Bari il teatro civile di ‘Digiunando davanti al mare’

Giovedì 23 luglio, alle 20.30, nel cortile interno del Municipio 2 di Bari (entrata da via Luigi Pinto) prosegue la rassegna di teatro civile «Una Nuova Storia», giunta alla sua terza edizione e organizzata dalla cooperativa sociale «Il Nuovo Fantarca» per il Centro Antonino Caponnetto del Municipio 2. Un percorso teatrale che, attraverso storie vere e testimonianze emblematiche, mette al centro l’onestà, il rigore nel rispetto delle regole, il senso di appartenenza al territorio, la responsabilità collettiva e la resistenza nonviolenta contro le logiche mafiose e criminali.

Si parte con il talk “Fuori Cornice” affidato alla pedagogista e docente Uniba Gabriella Falcicchio, attivista del Movimento Nonviolento: discuterà intorno al tema «La rivoluzione aperta di Danilo Dolci». Alle 21 l’attore Giuseppe Semeraro, per Principio Attivo Teatro, porterà in scena «Digiunando davanti al mare», per la drammaturgia di Francesco Niccolini e la regia di Fabrizio Saccomanno.

Lo spettacolo ripercorre la vicenda umana e civile di Danilo Dolci (1924-1997), il sociologo, poeta, educatore e attivista che, per il suo impegno in favore della giustizia sociale e della nonviolenza, fu definito il «Gandhi italiano». Dopo un viaggio in Sicilia decise di stabilirsi nell’isola, scegliendo di vivere accanto agli ultimi, ai contadini, ai pescatori, ai disoccupati e a quelli che lui stesso chiamava «i banditi», trasformando la propria esistenza in un’esperienza concreta di condivisione e di lotta civile.

Intrecciando poesia, memoria e impegno sociale, la pièce racconta le grandi battaglie condotte da Dolci negli anni Cinquanta contro la mafia, la povertà e l’emarginazione. Celebri furono i suoi digiuni e gli scioperi della fame, ma anche le manifestazioni organizzate in difesa dei diritti dei lavoratori, dei pescatori e dei contadini, fino allo storico «sciopero alla rovescia», durante il quale centinaia di disoccupati protestarono lavorando gratuitamente per realizzare opere utili alla collettività, rivendicando così il diritto costituzionale al lavoro. Un’iniziativa che costò a Dolci l’arresto, insieme ad alcuni collaboratori, e un processo destinato a segnare una svolta nell’Italia del dopoguerra.

La sua azione, riconosciuta anche a livello internazionale con due candidature al Premio Nobel per la Pace, non si limitò alla protesta: insieme alle comunità locali promosse la nascita di una radio clandestina, di un asilo, di una diga, dell’Università Popolare e di numerosi progetti culturali e sociali, convinto che la partecipazione e la conoscenza fossero gli strumenti più efficaci per costruire un cambiamento duraturo.

«Digiunando davanti al mare» restituisce così il ritratto di un uomo capace di trasformare la fame in simbolo di dignità e di riscatto collettivo, mostrando come la forza della comunità e della nonviolenza possa ancora oggi rappresentare una risposta concreta alle ingiustizie. Lo spettacolo è stato insignito del Premio «Museo Cervi Teatro per la memoria» al Festival di Resistenza 2020 e del Premio della Critica «Ermo Colle» 2022.

L’ingresso è libero. È consigliata la prenotazione scrivendo all’indirizzo centrocaponnetto@libero.it oppure contattando i numeri 338.774.62.18 e 393.831.62.15. Info centrocaponnettobari.it.

Il Centro di documentazione per la legalità e la nonviolenza “Antonino Caponnetto” nasce nell’aprile del 2009 da un’idea della ex III Circoscrizione Picone – Poggiofranco di Bari, oggi Municipio 2 Picone – Poggiofranco – Carrassi – San Pasquale – Mungivacca, con il sostegno dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari. Il Centro è gestito dalla cooperativa sociale Il Nuovo Fantarca e nasce dal bisogno innanzitutto di fare “memoria” attraverso la creazione di un archivio in grado di recepire e mettere a disposizione della cittadinanza materiali di vario tipo (libri, audiovisivi, studi, esperienze), ma anche per promuovere a livello culturale un’educazione e una pedagogia della legalità, della giustizia, della responsabilità e della nonviolenza, attraverso l’organizzazione di iniziative varie (laboratori, seminari, workshop di formazione, spettacoli, pubblicazioni, incontri pubblici).

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