
Martedì 14 luglio, alle 20.30, nel cortile interno del Municipio 2 di Bari (entrata da via Luigi Pinto) prosegue la rassegna di teatro civile «Una Nuova Storia», giunta alla sua terza edizione e organizzata dalla cooperativa sociale «Il Nuovo Fantarca» per il Centro Antonino Caponnetto del Municipio 2. Un percorso teatrale che, attraverso storie vere e testimonianze emblematiche, mette al centro l’onestà, il rigore nel rispetto delle regole, il senso di appartenenza al territorio, la responsabilità collettiva e la resistenza nonviolenta contro le logiche mafiose e criminali. Si parte con il talk “Fuori Cornice” affidato a Domenico Mortellaro, criminologo ed esperto di sociologia del crimine e della devianza; alle 21 va in scena «Sangue Nostro», con Fabrizio Coniglio e Laura Nardi, produzione Tangram Teatro, per la regia dello stesso Coniglio e Alessia Giuliani. A fine spettacolo interverrà in collegamento streaming Margherita Asta, al cui libro «Sola con te in un futuro aprile» è ispirata la pièce teatrale.
Il 2 Aprile 1985 alle 8.35 del mattino un’autobomba esplode a Pizzolungo, vicino Trapani. Il bersaglio è il giudice Carlo Palermo. Ma a pagarne il prezzo sono due fratellini, Giuseppe e Salvatore, e la loro mamma Barbara. Lo spettacolo racconta l’incontro reale, anni dopo, tra Margherita Asta, sorella dei bambini uccisi, e il giudice Carlo Palermo. Un incontro in cui il dolore, la memoria e la forza di ricominciare si intrecciano, rivelando quanto la vita possa sorprendere anche nelle circostanze più drammatiche. È la storia di una bambina che, dopo aver perso gli affetti più cari per mano di un attentato mafioso, ha ritrovato il coraggio di ripartire. In questo momento storico, l’esempio di persone che incarnano resilienza e speranza arricchisce la nostra visione della realtà e rinnova il valore della memoria condivisa. Conoscere la storia di Margherita vuole dire conoscere la forza di una donna: una determinazione così potente da farle superare questa orribile tragedia coltivando, nella sua vita adulta, l’amore e la memoria.
La scena è vuota, al centro una scrivania con due sedie, due personaggi impegnati in un dialogo difficile, denso di sottintesi, il tentativo di ricucire una ferita. Trent’anni dopo l’esplosione dell’autobomba che ha distrutto la sua famiglia, strappandola brutalmente dall’età dei giochi, Margherita Asta, oggi responsabile per Libera Contro le Mafie delle iniziative per i familiari delle vittime, ha deciso di confrontarsi con il passato e parlare con l’ex magistrato, vero bersaglio dell’attentato. In un dialogo emozionante, Margherita e Carlo Palermo rievocano gli eventi di quella giornata e le coincidenze che hanno fatto incrociare i loro destini, come il trasferimento del sostituto procuratore a Trapani e l’insolita permanenza della famiglia Asta nella casa al mare, con quell’unica strada provinciale per recarsi in città. Un cupo presagio incombe sul magistrato, sono anni difficili nella lotta contro la criminalità organizzata, una sua precedente inchiesta ha portato alla luce fatti e connessioni inquietanti: la presenza della Volkswagen Scirocco guidata da Barbara Rizzo non basta per fermare gli attentatori, che non si fanno scrupolo di “sacrificare” delle vite innocenti, confidando nella potenza del tritolo.
La Strage di Pizzolungo resta impressa nella memoria collettiva come uno degli episodi più sanguinosi della “guerra” stato-mafia: «Sangue Nostro», con l’immagine terribile della macchia impressa su un muro dai corpi dei due piccini, offre una preziosa testimonianza, attraverso la figura e la vicenda di Margherita Asta, la difficile elaborazione del lutto e la sua volontà di rinascita, e rappresenta ora più che mai un monito e un invito a contrastare la criminalità organizzata in nome della giustizia e della legalità.
L’ingresso è libero. È consigliata la prenotazione scrivendo all’indirizzo centrocaponnetto@libero.it oppure contattando i numeri 338.774.62.18 e 393.831.62.15. Info centrocaponnettobari.it.
Il Centro di documentazione per la legalità e la nonviolenza “Antonino Caponnetto” nasce nell’aprile del 2009 da un’idea della ex III Circoscrizione Picone – Poggiofranco di Bari, oggi Municipio 2 Picone – Poggiofranco – Carrassi – San Pasquale – Mungivacca, con il sostegno dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari. Il Centro è gestito dalla cooperativa sociale Il Nuovo Fantarca e nasce dal bisogno innanzitutto di fare “memoria” attraverso la creazione di un archivio in grado di recepire e mettere a disposizione della cittadinanza materiali di vario tipo (libri, audiovisivi, studi, esperienze), ma anche per promuovere a livello culturale un’educazione e una pedagogia della legalità, della giustizia, della responsabilità e della nonviolenza, attraverso l’organizzazione di iniziative varie (laboratori, seminari, workshop di formazione, spettacoli, pubblicazioni, incontri pubblici).