
“Io faccio film solo per accompagnare la musica di Pino (Daniele). Lui mi fa ascoltare quello che ha composto: quando la musica è più forte, io ci metto le scene divertenti o drammatiche; quando la musica è più dolce, ci metto le scene d’amore.” (Massimo Troisi)
“Nulla più della musica ha il potere di evocare un’atmosfera, di accendere un ricordo, di far rivivere un attimo con intensità. Un frammento di musica può giungerci all’improvviso, così come un profumo, mentre camminiamo per strada, e subito un’ondata di ricordi ed emozioni si rovescia su di noi. La musica, infatti, ci accompagna in ogni momento e in ogni età, costituisce la colonna sonora del film che è la vita.” (Anonimo)

Non cerchiamo di nasconderlo: tutti, ma proprio tutti, abbiamo eletto una semplice pellicola cinematografica a film della vita, anzi, meglio, ne abbiamo scelto una sequenza, a volte anche un solo fotogramma, per creare il nostro personalissimo fermoimmagine che, spesso non sappiamo nemmeno il perché, ci accompagnerà per il resto della vita, resterà sopito nel più profondo dell’anima per riaffiorare quando, nel bene o nel male, ne avremo bisogno. E assieme alle immagini – c’è da giurarci – c’è sempre una musica, anzi “la Musica”, note che sono risuonate perfette per quella scena sin dalla prima volta le abbiamo ascoltate al punto che – quasi – non ci siamo accorti della loro esistenza. Eppure, se così raramente ci fermiamo a riflettere sull’importanza delle musiche per un film, non è certo per mancanza di rispetto nei confronti del compositore: è che ci si può impazzire a chiedersi come abbiano fatto a scriverle così, non solo inscindibilmente combacianti con quanto accade sullo schermo, ma anche, e soprattutto, con quanto si agita in noi, misteriosamente capaci di leggerci nell’intimo, di capire ciò di cui abbiamo bisogno in quell’irripetibile momento, e di esserlo senza riserve. Arte sublime quanto misteriosa, quella della composizione di colonne sonore, di cui è stato ed è Genio incontrastato ed insuperabile il Maestro Ennio Morricone che, nel giorno del sesto anniversario della sua scomparsa, è stato più che giustamente omaggiato dal progetto “Cinque città per Morricone” che, assieme ad Ancona, Palermo, Roma e Torino, ha avuto come protagonista la Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari che ha pensato bene di riproporre, dopo i fasti del più recente Bif&st, l’esecuzione dal vivo della colonna sonora di “Nuovo Cinema Paradiso”, il film diretto nel 1988 da Giuseppe Tornatore (lo stesso che, a mio modesto parere, ha realizzato il più straordinario ricordo del Maestro con il suo docufilm “Ennio”) e Premio Oscar come miglior film straniero nel 1990, nuovamente affidata alla sempre ottima Orchestra del Teatro, questa volta diretta dalla splendida mano e rara sensibilità di Roberta Peroni, Direttrice musicale di palcoscenico della stessa Fondazione.

Grazie alle intramontabili immagini ed alla immortale musica, le emozioni sono fluite nuovamente potenti, incontenibili, incontrollabili, irrefrenabili, anzi, forse mai come in questo caso musica ed immagini hanno fatto a gara per giungere sin nel nostro profondo. Ed il merito, come ha giustamente sottolineato il Sovrintendente Nazzareno Carusi al termine dell’evento, del successo della serata, salutata dal tripudio incontenibile del pubblico che affollava il nostro Politeama in ogni ordine di posto, andava ripartita tra la maestosa performance della nostra Orchestra e la sua – ormai familiare – Direttrice, una poderosa portaerei capace di affrontare qualsivoglia marea se guidata da una Capitana dall’aspetto minuto e gentile che diventava un enorme gigante capace di sollevare davanti a noi le acque di un oceano di note; grazie a loro, la musica giungeva sublime alle nostre orecchie, spingendosi sino ai più remoti angoli della nostra anima e, da lì, riportava alla luce infinite suggestioni di indicibile bellezza che credevamo ormai cancellate, entusiasmandoci a tal punto da farci tornare alla mente l’affermazione degli artisti (tra cui Celine Dion, Quincy Jones, Herbie Hancock, Bruce Springsteen, Andrea Bocelli, Yo-Yo Ma, Dulce Pontes, Roger Waters ed addirittura i Metallica, che da sempre aprono i loro concerti con la registrazione di “Estasi dell’oro”) che, quando nel 2007 decisero di festeggiarne l’Oscar alla carriera dedicandogli un’intera memorabile produzione discografica, non trovarono titolo più consono di “We all love Ennio Morricone”. Alle loro voci ci sia permesso ora di unire la povera nostra, in segno di infinita riconoscenza nei confronti del Maestro e di quanti riescono, come l’Orchestra del Petruzzelli e la Maestra Peroni, a tramandarne l’inestinguibile ed inestimabile dono, rendendolo eterno.
Pasquale Attolico