“Umano Collettivo”, il Teatro Piccinni accende Bari: una stagione tra grandi nomi, visioni contemporanee e città diffusa

Ci sono stagioni teatrali che si limitano a mettere in fila titoli, nomi e date. E poi ci sono stagioni che provano a raccontare un’idea di mondo.

Quella del Teatro Piccinni 2026/27 appartiene a questa seconda categoria. Il suo titolo, Umano Collettivo, non è soltanto una formula suggestiva, ma una chiave di lettura: un invito a riconoscersi nelle storie degli altri, a trasformare la fragilità individuale in esperienza condivisa, a fare del teatro un luogo in cui la comunità torna a guardarsi, interrogarsi, immaginare.

È un filo profondamente umano quello che attraversa l’intero cartellone e tiene insieme universi apparentemente lontanissimi: Eduardo De Filippo e Pippo Delbono, Lady Oscar e Marco Polo, Pasolini e Calvino, la tragedia delle Ande e le inquietudini democratiche di Saramago, il teatro di ricerca pugliese e le grandi traiettorie della danza contemporanea internazionale.

Promossa dal Comune di Bari – Assessorato alla Cultura e organizzata da Puglia Culture, la nuova stagione conferma il Piccinni come uno dei presidi più vitali della scena teatrale italiana. I numeri raccontano un progetto ambizioso: oltre 30 appuntamenti complessivi, tra spettacoli in abbonamento e fuori abbonamento, 18 produzioni di prosa e teatro contemporaneo, 7 appuntamenti di danza, 5 prime nazionali e 10 esclusive regionali.

Ma il valore della stagione non si misura soltanto nella ricchezza del programma. Si misura soprattutto nella capacità di costruire relazioni: tra artisti e spettatori, tra palcoscenico e città, tra centro e periferie, tra generazioni, linguaggi e sensibilità differenti.

In questa direzione si muove anche “UMANO COLLETTIVO / ARTERIE – Percorsi fra teatro e città”, il progetto che estende la stagione oltre la sala teatrale e la porta nelle scuole, nei quartieri periferici, nella Casa Circondariale di Bari, nei luoghi della formazione, della partecipazione e dell’accessibilità culturale. Il teatro diventa così una rete di attraversamenti, una trama urbana, un’esperienza che non si esaurisce quando cala il sipario.

Anche la formula conferma il legame sempre più forte con il pubblico barese: gli spettacoli accompagneranno la città dal mercoledì alla domenica, trasformando il Piccinni in un appuntamento stabile, riconoscibile, familiare. Un luogo da abitare, non semplicemente da frequentare.

A confermare questa relazione crescente sono i risultati della stagione 2025/26. Gli abbonamenti sono passati da 1.129 a 1.316, con 187 sottoscrizioni in più rispetto all’anno precedente. Le presenze complessive sono salite da 42.908 a 45.118 spettatori, con un incremento di 2.210 ingressi. Crescono anche i pacchetti a scelta, da 170 a 300, segnale evidente di un pubblico curioso, mobile, desideroso di costruire percorsi personali dentro una proposta ampia e articolata.

I grandi ritorni e le voci più attese

Tra gli appuntamenti simbolo della stagione c’è il ritorno a Bari, dopo molti anni di assenza, di Pippo Delbono. Dal 14 al 18 aprile, l’artista porterà al Piccinni Amore, in esclusiva regionale: uno spettacolo poetico e musicale che attraversa Portogallo, Angola e Capo Verde, intrecciando fado, letteratura, autobiografia e memoria. Un viaggio intimo e universale nella forza fragile dei sentimenti, capace di trasformare la scena in uno spazio di ascolto profondo.

Accanto a Delbono, il cartellone ospita alcune tra le personalità più originali della scena italiana contemporanea.

Dal 5 al 7 marzo, Simone Cristicchi presenterà Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli, un percorso teatrale e musicale dedicato a San Francesco, restituito non come icona immobile, ma come uomo attraversato da dubbi, inquietudini, visioni e desiderio di assoluto.

Il 13 e 14 marzo, in esclusiva regionale, arriverà Alessandro Bergonzoni con Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca). Come sempre nel suo teatro, la parola diventa materia viva, gioco e vertigine, strumento poetico per scardinare l’abitudine e guardare la realtà da prospettive impreviste.

Il 21 aprile, Tosca porterà in scena Feminae a Teatro, un’esperienza immersiva in cui musica, racconto e immagini si intrecciano in una riflessione sulla memoria, sull’identità e sulla libertà.

Calvino, il cosmo e le città invisibili

La stagione 2026/27 sarà attraversata idealmente anche da Italo Calvino, presente in due appuntamenti di grande rilievo.

Dal 2 al 6 dicembre, Luca Zingaretti sarà protagonista di Marco Polo e le città invisibili, un adattamento che rilegge il dialogo tra l’esploratore veneziano e Kublai Khan come una meditazione sul presente. Le città di Calvino diventano così specchi delle nostre metropoli, dei nostri desideri, delle nostre paure, del modo in cui abitiamo il mondo e immaginiamo il futuro.

Dal 16 al 21 marzo, per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Piccinni, arriverà Luca Marinelli, protagonista e regista de La cosmicomica vita di Q, in esclusiva regionale. Ispirato alle Cosmicomiche, lo spettacolo segue Qfwfq attraverso miliardi di anni di storia dell’universo, trasformando la materia scientifica in racconto poetico, visionario, profondamente umano.

Due lavori diversi per linguaggio e immaginario, ma uniti dalla capacità di Calvino di parlare ancora al nostro tempo: alle città che costruiamo, ai mondi che sogniamo, alle origini remote delle nostre domande.

Identità, giustizia, responsabilità

Il cartellone si apre dal 21 al 25 ottobre con Il sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo, interpretato da Geppy Gleijeses con la partecipazione di Pino Micol. Opera tra le più politiche del repertorio eduardiano, lo spettacolo affronta il tema della giustizia e il rapporto ambiguo tra legalità, potere e consenso popolare.

Dal 4 all’8 novembre, in esclusiva regionale, Fabiana Iacozzilli porterà in scena Oltre, intensa ricostruzione della tragedia delle Ande del 1972. A partire dal celebre disastro aereo, lo spettacolo interroga lo spettatore sui limiti della sopravvivenza, sulle scelte estreme e sulla sottile linea che separa l’istinto vitale dall’abisso morale.

Dal 24 al 28 febbraio, Giuseppe Fiorello tornerà a Bari con Educazione sentimentale, scritto e diretto da Ivan Cotroneo. Un monologo che affronta con ironia, delicatezza e profondità il tema dell’educazione maschile, degli stereotipi di genere e delle eredità culturali che ancora orientano il nostro modo di amare, desiderare, relazionarci.

Tra le proposte più sorprendenti della stagione spicca Oscar, in scena dal 13 al 17 gennaio in esclusiva regionale, con Sonia Bergamasco e la regia di Antonio Latella. Partendo dalla celebre figura di Lady Oscar, lo spettacolo costruisce una riflessione contemporanea sull’identità, sulla libertà individuale e sulla necessità di scegliere da che parte stare quando la Storia chiede una posizione.

Il teatro internazionale entra nel cuore della stagione con tre titoli di forte intensità.

Dal 16 al 20 dicembre, Elio De Capitani interpreterà e dirigerà Erano tutti miei figli di Arthur Miller, in esclusiva regionale: una delle più potenti riflessioni sulla responsabilità morale, sul peso delle colpe private e sulle conseguenze pubbliche delle scelte individuali.

Dal 10 al 14 febbraio, Elena Sofia Ricci e Arturo Cirillo saranno protagonisti de Le false confidenze di Marivaux, in esclusiva regionale. Una commedia raffinata e crudele, in cui amore, ambizione e strategia si confondono dietro il gioco delle apparenze.

Dal 31 marzo al 4 aprile, Rocco Papaleo, diretto da Serena Sinigaglia, porterà in scena Scheda bianca, tratto dal romanzo di José Saramago. In esclusiva regionale, lo spettacolo si presenta come una parabola lucidissima sulla crisi della democrazia, sul potere del voto e sul rapporto, sempre più fragile, tra cittadini e istituzioni.

La scena contemporanea e lo sguardo sul presente

La stagione guarda con decisione anche ai linguaggi più innovativi della scena contemporanea.

Dal 5 al 7 febbraio, in esclusiva regionale, la compagnia Sotterraneo, tra le realtà più premiate del teatro italiano, porterà al Piccinni Il fuoco era la cura, ispirato a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Con il suo linguaggio ironico, tagliente e visionario, la compagnia rilegge la distopia come uno specchio del nostro presente, interrogando il rapporto tra informazione, tecnologia, intrattenimento, manipolazione culturale e libertà individuale.

Il risultato è un teatro che non si limita a raccontare il mondo, ma lo mette in discussione. Che usa la scena come luogo di dubbio, di allarme, di intelligenza collettiva.

Le compagnie pugliesi: una presenza viva, non una sezione separata

Uno degli elementi più significativi del cartellone è il ruolo affidato alla scena pugliese. Le compagnie del territorio non occupano una parentesi laterale, ma attraversano l’intera stagione, dialogando alla pari con i grandi interpreti nazionali e internazionali.

Il 21 e 22 novembre, la Compagnia Tiberio Fiorilli presenterà in prima nazionale Affabulazione di Pier Paolo Pasolini, con Daniele Griggio e la regia di Andrea Buscemi. Una tragedia moderna e feroce sul conflitto tra padre e figlio, sul desiderio, sul potere e sulla crisi dell’autorità.

Dal 27 al 29 novembre, il Teatro dei Borgia porterà in scena Ero l’uomo della guerra, prima nazionale interpretata e diretta da Elena Cotugno. Lo spettacolo nasce dalla vicenda reale di Vito Alfieri Fontana, ex produttore di mine antiuomo diventato sminatore e attivista per la pace. Una storia di trasformazione radicale, colpa, responsabilità e possibile riscatto.

L’8 e 9 dicembre, il Granteatrino proporrà Il segreto di Pinocchio, con la regia di Paolo Comentale. Lo spettacolo mette in relazione Carlo Collodi e il suo personaggio più celebre, anticipando idealmente il grande progetto dedicato a Pinocchio che accompagnerà l’intera stagione.

Dall’11 al 13 dicembre, Licia Lanera firmerà e interpreterà James, una riflessione sul teatro, sul tempo, sull’eredità artistica e sull’ossessione dell’immortalità. In scena, interpreti di generazioni diverse daranno corpo a un confronto sul senso stesso del fare teatro.

Dall’8 al 10 gennaio, la compagnia UNO&Trio presenterà in prima nazionale Un cielo da guardà. Il sogno di Fellini, con Antonella Carone, Tony Marzolla e Loris Leoci. Una favola surreale e musicale che attraversa l’immaginario felliniano, tra sogno, memoria e malinconia.

Dal 22 al 24 gennaio, Michele Altamura e Gabriele Paolocà di VicoQuartoMazzini porteranno al Piccinni I miei stupidi intenti, tratto dal romanzo Premio Campiello di Bernardo Zannoni. Con loro in scena anche Giuseppe Cederna, per una parabola filosofica e poetica che affida al mondo animale le grandi domande sull’esistenza, sulla coscienza e sul destino.

Berardi e Casolari: il teatro come accessibilità, poesia e impegno civile

Tra gli appuntamenti più intensi della stagione, dal 19 al 21 febbraio 2027, il Teatro Piccinni ospiterà I figli della frettolosa, scritto, diretto e interpretato da Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, produzione della Compagnia Berardi Casolari in collaborazione con la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse.

Fondata nei primi anni Duemila da Berardi, artista pugliese originario di Bitonto e attivo a Crispiano, in provincia di Taranto, e da Casolari, originaria di Prignano sulla Secchia, nel Modenese, la compagnia è oggi una delle esperienze più autorevoli del teatro di ricerca italiano sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità.

Nel 2026 i due artisti sono stati insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana «per aver fatto dell’arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità».

I figli della frettolosa parte dal punto di vista di chi percepisce il mondo oltre le immagini e trasforma la cecità in una potente metafora della condizione umana. In una realtà sempre più complessa, frammentata e difficile da decifrare, lo spettacolo chiede che cosa significhi davvero orientarsi, vedere, riconoscere.

Il lavoro coinvolge in scena anche persone non vedenti e ipovedenti, nate da un percorso laboratoriale dedicato. Ne nasce un’esperienza teatrale partecipata e profondamente emotiva, in cui racconto personale, impegno civile e ricerca poetica si fondono. Il laboratorio di preparazione allo spettacolo si svolgerà dal 13 al 18 febbraio.

La danza: corpi, visioni e traiettorie internazionali

La sezione danza conferma la crescita del Teatro Piccinni come luogo aperto alla coreografia contemporanea, capace di accogliere talenti del territorio e presenze internazionali.

Il 29 ottobre, la compagnia AltraDanza inaugurerà il percorso con Mozartiana, interpretato da Giuseppe Picone e Vito Pansini, con coreografie e regia di Domenico Iannone. Un omaggio fisico, musicale e poetico all’universo di Mozart.

Il 17 novembre, il centro di produzione Porta d’Oriente-ResExtensa presenterà Jogler, firmato dai Kor’sia, Mattia Russo e Antonio De Rosa, con drammaturgia di Agnés Lòpez-Rio. Il lavoro rilegge la figura del giullare medievale come simbolo di trasformazione, libertà e attraversamento dei confini.

Il 10 dicembre tornerà il tradizionale Galà Internazionale di Danza San Nicola, ideato dalla Breathing Art Company con la direzione artistica di Simona De Tullio, appuntamento che ogni anno porta a Bari artisti e compagnie provenienti da tutto il mondo.

Il 30 gennaio, in esclusiva regionale, sarà la volta di Amazzoni di Silvia Gribaudi, lavoro che riflette sul corpo femminile come spazio di resistenza, libertà, ironia e affermazione collettiva.

Il 17 febbraio, il prestigioso Ballet Basel presenterà Dark Matter di Marco Goecke, uno dei maggiori coreografi europei contemporanei.

L’11 marzo, la MM Contemporary Dance Company e Fondazione I Teatri proporranno Faun / La morte del cigno / Atto bianco, una serata dedicata a Sidi Larbi Cherkaoui ed Enrico Morelli, con riletture contemporanee di capolavori della tradizione coreutica.

Il percorso si chiuderà il 29 aprile con Framework I, in esclusiva regionale, ideato da Roberta Ferrara per la compagnia Equilibrio Dinamico. Il progetto unisce creazione artistica, repertorio e alta formazione in un unico dispositivo scenico.

Nato nell’ambito del primo Master in Italia in Contemporary Dance Performance, validato dalla Northern School of Contemporary Dance del Regno Unito, Framework I porta con sé una forte vocazione internazionale. In scena, l’Equilibrio Dinamico Ensemble dialogherà con coreografi di rilievo europeo come Marcos Morau e Li Kehua, trasformando il palcoscenico in uno spazio di ricerca, formazione e produzione creativa condivisa.

Narrazione contemporanea e nuove generazioni

La stagione si arricchisce inoltre di collaborazioni che ampliano ulteriormente il profilo del Piccinni come luogo aperto ai linguaggi del presente.

Con La Content, che cura lo Storytelling Festival il 16 e 17 ottobre, il teatro accoglie le forme più vive della narrazione contemporanea. Con il BIFBA – Bari International Fest Bambin & Adolescenti*, in programma dal 10 al 14 novembre e organizzato dalla Cooperativa Sociale I bambini di Truffaut, diretta da Giancarlo Visitilli, il Piccinni rafforza il dialogo con le nuove generazioni. Con Babafesta, organizzata con il supporto di SPINE Bookstore l’8 ottobre, si rinnova il legame con una delle realtà culturali più attive della città.

Sono appuntamenti che arricchiscono la stagione e confermano la vocazione del teatro come casa plurale dei linguaggi, delle età e delle comunità.

Oltre il sipario: il teatro come città

Umano Collettivo non è soltanto il titolo di una stagione. È un modo di pensare il teatro.

Il Piccinni non resta chiuso nella propria sala, ma si muove attraverso Bari. Entra nelle scuole, raggiunge i quartieri periferici, apre percorsi nella Casa Circondariale, costruisce occasioni di formazione, incontro e partecipazione.

La stagione teatrale del Comune di Bari, promossa dall’Assessorato alla Cultura e da Puglia Culture, assume così la forma di un vero laboratorio urbano, in cui produzione artistica, cittadinanza attiva, educazione e rigenerazione sociale si intrecciano.

Il Teatro Piccinni diventa un centro propulsore, capace di generare connessioni e nuove comunità. Un teatro diffuso, accessibile, vivo. Un teatro che non chiede soltanto di essere guardato, ma di essere attraversato.

A seguire sarà presentato il cartellone delle attività collaterali “UMANO COLLETTIVO / ARTERIE – Percorsi fra teatro e città”, con il Collettivo Piccinni, i laboratori nelle scuole e nelle periferie, le attività nella Casa Circondariale di Bari, le iniziative per l’accessibilità, le proposte dedicate alle famiglie e il percorso “Spettatori si diventa”, con laboratori teatrali nei quartieri periferici della città.

Vendita degli abbonamenti

Diritto di prelazione per i vecchi abbonati

Da mercoledì 17 giugno a sabato 11 luglio 2026, gli abbonati alla stagione di Prosa 2025/26 che vorranno esercitare il diritto di prelazione potranno rinnovare il proprio abbonamento presso la biglietteria del Teatro Piccinni, mantenendo posto e turno della stagione precedente.

Ai vecchi abbonati sarà inoltre data la possibilità di acquistare l’abbonamento per il nuovo turno del mercoledì, in ordine di arrivo, cambiando il proprio turno.

Nuovi abbonamenti

I nuovi abbonamenti per la stagione di prosa saranno in vendita presso la biglietteria del Teatro Piccinni da mercoledì 15 luglio al 1 agosto 2026 e nuovamente dal 1 settembre 2026.

Pacchetti FAI TU! e PORTAMI CON TE

I pacchetti FAI TU! e PORTAMI CON TE saranno disponibili presso la biglietteria del Teatro Piccinni da martedì 15 settembre 2026.

Apertura biglietteria

Da mercoledì 17 giugno a sabato 1 agosto 2026, la biglietteria del Teatro Piccinni sarà aperta dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Da martedì 1 settembre 2026, la biglietteria sarà aperta dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Daniele Milillo

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2 commenti su ““Umano Collettivo”, il Teatro Piccinni accende Bari: una stagione tra grandi nomi, visioni contemporanee e città diffusa

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