A Mola di Bari la III edizione di “Essere donne. Il canto di Cecilia”: letteratura, fotografia e confronto pubblico nel segno dello sguardo di Cecilia Mangini

Venerdì 26 giugnoPalazzo Roberti a Mola di Bari ospiterà la terza edizione di «Essere Donne. Il canto di Cecilia», appuntamento a ingresso libero che intreccia letteratura, fotografia e confronto pubblico per interrogare il modo in cui le identità femminili vengono raccontate, rappresentate e continuamente ridefinite. Una presentazione letteraria, una mostra fotografica e una tavola rotonda costruiranno un percorso dedicato ad archetipi, corpi e nuove narrazioni, assumendo come punto di partenza il lascito culturale e umano della grande documentarista molese Cecilia Mangini (1927-2021) e il suo sguardo libero sul reale. Intendendo anche lo sguardo come pratica di responsabilità: guardare ciò che è stato tramandato, riconoscere ciò che non basta più e immaginare nuove forme di racconto capaci di tenere insieme memoria, desiderio, conflitto e libertà.

Il programma prenderà il via alle 18 con la presentazione del libro «Lupo giù per terra» di Barbara D’Acierno (Bompiani), in dialogo con Silvia Schiavo. Il romanzo introduce una riflessione sullo scarto, sulla caduta e sulle forme di disallineamento rispetto ai ruoli attesi. La narrazione letteraria diventa così uno spazio in cui fragilità, desiderio, identità e trasformazione possono sottrarsi alle categorie più prevedibili.

Alle 19 sarà inaugurata la mostra fotografica «Archetÿpe. Racconti Territoriali. Archetipi, identità e riscritture contemporanee», progetto curato da Michela Fabbrocino e Fernando Bayona, che nasce dal confronto tra fiabe, racconti popolari e immaginari del Sud Italia, dell’Andalusia e della regione di Murcia. Attraverso fotografia, disegno e performance visiva, la mostra mette in discussione archetipi narrativi e iconografici legati a figure femminili e maschili, ruoli sociali, modelli di potere, desiderio e oppressione. Il progetto non si limita a reinterpretare il racconto tradizionale, ma ne espone le crepe: figure come la principessa, la madre, la strega, la vittima o la salvatrice vengono riportate nel presente e interrogate alla luce di nuove soggettività. In questa prospettiva, la riscrittura diventa anche un gesto politico: chiedersi chi abbia avuto il diritto di raccontare, chi sia stato escluso dalla scena e quali corpi oggi possano finalmente abitarla in modo nuovo.

Alle 20 si terrà la tavola rotonda «Lo sguardo come pratica. In dialogo: arte, ricerca, narrazione», con Michela FabbrocinoBarbara D’AciernoSilvia Schiavo e Fernando Bayona, moderata dalla giornalista Barbara Facchini. L’incontro proseguirà la riflessione avviata dalla mostra e dal progetto «Essere Donne», mettendo in dialogo arte, ricerca e pratiche culturali per interrogare il rapporto tra rappresentazione, identità e potere simbolico. In apertura sarà inoltre presentato il kit didattico «Quasi la felicità», strumento di educazione civica e di genere destinato alle scuole secondarie, prodotto da Camera a Sud nell’ambito del progetto «Quasi la felicità. Storie di donne e lavoro a Sud», realizzato con il sostegno del Fondo Otto per Mille della Chiesa Valdese.



LE RELATRICI E I RELATORI

Michela Fabbrocino è docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bari e curatrice di mostre in Italia e all’estero, dalla Fondazione Museo Pino Pascali al Palacio del Almirante di Granada. La sua ricerca esplora la fotografia come strumento pedagogico, critico e di narrazione collettiva, con particolare attenzione ai temi sociali, antropologici e di genere.

Barbara D’Acierno, manager di lungo corso, ha viaggiato in sessantasette Paesi, spesso in solitaria. Nel 2021 ha lasciato Roma, il lavoro e la casa al Pigneto per dedicarsi alla scrittura. «Lupo giù per terra» è il suo primo romanzo.

Silvia Schiavo, antropologa e narratrice, si è formata nel lavoro biografico e alla Scuola Holden, dove insegna dal 2013. Ha creato e diretto Holden Pro e progettato i corsi di «Lucy. Sulla cultura». Si occupa di lettura, scrittura e del rapporto tra storie e trasformazione personale.

Fernando Bayona è artista, ricercatore e docente all’Universidad de Granada. Lavora sulla fotografia costruita, sulle metodologie a/r/tografiche e sugli studi di genere applicati all’educazione artistica. Codirettore di A/R/TOGRÁFICA, mostra internazionale di videonarrazione, ha esposto e ricevuto riconoscimenti a livello internazionale.

Barbara Facchini è giornalista e fondatrice di Pressinbag. Scrive di cultura, musica, letteratura e teatro. È autrice dello spettacolo «Un’onda in aria» e curatrice dei volumi «Se una primavera» e «Il cielo un pullulare di stelle».

Info: info@cooperativacameraasud.it

«Essere donne» è un evento che trae input dalla figura militante di Cecilia Mangini, il macrotema è quello del contrasto agli stereotipi di genere, a partire dagli input derivanti dal racconto sulla condizione femminile all’interno dell’ancora attualissimo documentario di Cecilia Mangini “Essere donne” realizzato nel 1964 (visibile a questo link). Il documentario è tra le prime indagini cinematografiche sulla condizione femminile in Italia, analizzata nei suoi diversi aspetti: economici, sociali, psicologici, di costume. Partendo dai modelli femminili proposti dall’industria culturale – le dive del cinema e le modelle dei settimanali di moda – il film ricerca le sue protagoniste tra le donne vere, di tutte le età e di tutte le regioni: operaie che lavorano nelle fabbriche, contadine, lavoratrici a domicilio, braccianti, emigranti, casalinghe, donne anziane e ragazze giovanissime che accudiscono ai lavori di casa e alla sorveglianza dei bambini mentre le madri sono al lavoro; lavoratrici che partecipano alle lotte sindacali per la difesa del posto di lavoro, contro i licenziamenti, contro lo sfruttamento nelle fabbriche e nelle campagne, contro il ricorso al lavoro a domicilio per violare le leggi; lavoratrici che partecipano alle lotte per la pace, per la difesa della libertà e della democrazia, insieme a tutti i cittadini democratici e progressisti.

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