
Ad Alberobello, la Festa parrocchiale di Sant’Antonio quest’anno è giunta alla novantanovesima edizione, promossa dal Comitato Festa Sant’Antonio con il patrocinio del Comune di Alberobello. E’ ormai diventata un appuntamento fisso per residenti e per i turisti, e per l’occasione non ci si accontenta di invitare un musicista qualsiasi per chiudere in bellezza la tre giorni, tra eventi religiosi e no. E quest’anno il compito è stato affidato al musicista napoletano Enzo Avitabile, accompagnato per l’occasione da Gianluigi Di Fenza alla chitarra e Emidio Ausiello alle percussioni, con progetto Acoustic World. E tutto questo per festeggiare anche i trent’anni da quando questa meraviglia di paese veniva inserita dall’UNESCO nell’elenco dei siti mondiali Patrimonio dell’umanità.

Difficile inquadrare il suo stile musicale, che usa prevalentemente la lingua napoletana per esternare il suo impegno nei confronti dei più deboli, nel nome di una unità che deve contraddistinguere il mondo intero. Parole, suono e danza sono gli elementi portanti della sua musica, presentata in modo molto scanzonato, che fanno di lui un intrattenitore, ma che alla base ha valori e contenuti molto solidi. Non uno qualunque. Un napoletano vero, che rivolge il suo canto all’universo intero.

Enzo Avitabile, classe 1955, è un cantautore, compositore e sassofonista italiano. Nato e cresciuto a Napoli, ha studiato sassofono e ha incominciato a esibirsi in pubblico già all’età di sette anni. Ha studiato flauto e Composizione al Conservatorio di San Pietro a Majella dove si diploma. Negli anni 1976-1977 collabora con Pino Daniele all’album “Terra mia”, mentre negli anni 1979-1980 collabora con Edoardo Bennato, per gli album del 1980 “Uffà! Uffà!” e “Sono solo canzonette”.

Il primo Album a suo nome viene pubblicato nel 1982, intitolato “Avitabile”, composto da nove brani. Nel 1983 esce Meglio soul con canzoni come Charlie, in riferimento a Charlie Parker, e Gospel mio, cantata con Richie Havens. Seguono una ventina di altre sue incisioni. Decisivo è stato l’incontro con James Brown quando Avitabile fu scelto per aprire i suoi concerti in Italia. Fu Brown che disse ad Avitabile: ..”ricomincia dalla tua terra”, e così Avitabile cambiò la sua visione della musica, iniziando, come lui stesso l’ha definito, il processo di “disamericanizzazione del linguaggio”. Nel tempo, nella sua discografia sono presenti infinite collaborazioni come Fiorella Mannoia, Paolo Fresu, Francesco Guccini, David Crosby, Franco Battiato, Manu Dibango, Caparezza, Renato Zero, Giorgia, Jovanotti e tantissimi altri.

Un’altra esperienza che lo ha portato alla ribalta è quella con i “Bottari” di Portico. Significativa l’apertura del concerto del primo maggio 2008, con Manu Dibango e i Bottari di Portico.riuscendo a fondere la musicalità napoletana con i ritmi dell’Afro-beat. Nel 2012, il regista statunitense Jonathan Demme (vincitore di cinque premi Oscar, tra cui Il Silenzio degli innocenti) gli dedica un docufilm che viene presentato al Festival del Cinema di Venezia, Enzo Avitabile Music Life.

Infiniti sono i premi a lui assegnati, tra i quali la Targa Tenco 2009 – Migliore canzone in dialetto per Napoletana, Targa Tenco 2012 – Migliore canzone in dialetto per Black Tarantella, David di Donatello e Nastro d’Argento 2017- Migliore colonna sonora e migliore canzone originale per Invisibili di Edoardo De Angelis, Globo d’oro 2017 – Miglior musica per Indivisibili, Bari International Film Festival 2017 – Premio Ennio Morricone – Migliori musiche per Indivisibili, Premio De André 2019 – Targa Faber per La Guerra di Piero, Ciak d’oro 2019 – Migliore colonna sonora per Il vizio della speranza, Nastri d’argento 2019 – Migliore Canzone originale per Il Vizio della Speranza.

E solo quattro giorni dopo la sua esibizione ad Alberobello, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in ‘Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea’ conferitagli dall’Università di Napoli ‘L’Orientale’, per il suo contributo al dialogo interculturale e alla diffusione di un messaggio di inclusione attraverso la musica. Alla cerimonia ha presenziato anche il Procuratore Nicola Gratteri.

Gianluigi di Fenza nasce a Milano nel 1980 e comincia a studiare pianoforte all’età di 4 e dopo una breve parentesi col flauto, all’ età di 13 anni comincia gli studi di chitarra classica.
Fin da adolescente si esibisce nei locali di Napoli e dintorni con diverse formazioni e partecipa a vari concorsi per giovani band classificandosi sempre in ottime posizioni. In seguito si iscrive al triennio di Musica Jazz presso il conservatorio di San Pietro a Majella ed entra nel 2007 a far parte del gruppo di Enzo Avitabile e i Bottari, con cui ha sostenuto numerosi concerti in Italia e nel mondo, partecipando ai maggiori festival mondiali di World Music. Insegna chitarra classica ed elettrica presso le scuole Yamaha.

Emidio Ausiello è un musicista multipercussionista napoletano tra i più impegnati e versatili nel panorama della World music italiana e internazionale Nel corso degli anni lo studio e la grande passione per i “tamburi a cornice” lo porta a collaborazioni sempre più importanti e impegnative fino a rappresentare tali tamburi nei festival tra i più prestigiosi al mondo al fianco di artisti quali Peppe Barra, Enzo Avitabile, Marco Zurzolo.

Si è esibito al Festival Internazionale Jazz de Montreal (Canada) Umbria Jazz (Italia) Festival Internazionale Carthage (Tunisia) Lucca Summer Festival (Italia) Notte della Taranta (Italia) Folk Est (Italia) E ancora Live tour e festival nel mondo: Cina, Israele , Egitto, Marocco, Libia, Algeria, Albania, Francia, Germania, Stati Uniti d’America, Austria, Spagna, Svizzera, Turchia, Serbia, Inghilterra, Grecia, Montecarlo ecc. Numerose le partecipazioni a colonne sonore per il cinema e la televisione, nonché a collaborazioni in progetti discografici con artisti tra i quali: Roberto Murolo, Andrea Bocelli, Enzo Gragnaniello, Lina Sastri, Joe Barbieri, Peppe Barra e tanti altri ancora. Dal 2018 collabora stabilmente con il maestro Enzo Avitabile nel progetto Acoustic World.

Il concerto è scivolato via facendo leva sulle sue capacità istrioniche, pretendendo di insegnare al pubblico parole e modi di dire tipicamente napoletani, ad iniziare dalla “cazzimma”, un modo di dire portato in auge dal grande Pino Daniele. Si è presentato sul palco con una specie di piccola chirarra con un manico inesistente e solo 5 corde, chiamata “pentarpa napoletana”. Ma i fan più affezionati sanno che è un ottimo sassofonista, e per questa passione si è fatto costruire uno strumento che è un incrocio tra un oboe e la ciaramella napoletana, ribattezzato “Saxello” (metà sax e metà ciaramella).
Tanti i brani eseguiti, incominciando da “Don Salvatò”, un brano reso famoso da una rielaborazione da parte di Mina, a “Tutt’ egual song’ e creature”, dedicato a tutti i bambini del mondo, a “Napoili Nord” Un brano che mi ha emozionato è stato “Canta Palestina”, dedicato al cooperante italiano Vittorio Arrigoni. Questo brano è stato riprese recentemente dalla cantante palestinese Amal Murkus e dal pianista pugliese Alessandro Sgobbio. Solo qualche mese fa, a marzo scorso, avevo avuto occasione, su queste pagine, di recensire il loro Album “Breathing” ed approfondire la figura di Arrigoni, avversato e alla fine ucciso dall’esercito israeliano a Gaza nel 2011.

Avitabile si è anche divertito con James Brown, colui che lo ha spinto a “raccontare la propria terra”. E’ partito a ritmo rock con il suo brano “It’s a man’s, man’s, man’s world”, con i musicisti scatenati, per poi concludere il brano con testi in napoletano. E a voler ribadire la sua versatilità, a seguire il brano di Fabrizio De Andrè, “la guerra di Piero” sempre con testi in napoletano stretto.
Ancora tanti brani, come “ Mane e mane”, incisa a suo tempo con Mory Kante, ed i cui profitti sono stati dedicati ad un progetto di scolarizzazione nel Benin. E ancora, “Figliola ca guarde ‘o mare”, ed un finale travolgente con “Simm’ tutt’ uno” (scritto in collaborazione con Jovanotti) e “Soul Express” che hanno scatenato il ballo in tutta la piazza.
Al termine del concerto, forse il momento più emozionante, quando le luci del palco sono state spente totalmente e gli spettatori sono stati tutti (proprio tutti) invitati ad accendere le torce dei propri cellulari, per ricordare la figura di Pino Daniele, insieme ai suoi musicisti napoletani che non ci sono più: James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, con una versione appassionata di “Terra mia”.

Davvero una serata speciale, con tre musicisti davvero eccellenti, che ci hanno fatto divertire, ma anche riflettere: “non si può vivere in un mondo senza cielo, non si può vivere in un mondo chiuso”. Grazie davvero, all’Amministrazione Comunale, grazie al Comitato Festa Sant’Antonio, grazie soprattutto al dottor Enzo Avitabile.
Gaetano de Giovanni
Foto di Gaetano de Giovanni