
Anche quest’anno, a Corato, con la Direzione Artistica di Pierluigi Balducci, si è tenuta la rassegna “Jazz in…Canto” giunta alla terza edizione. Se la prima esibizione è stata dedicata alla formula del “duo” e la seconda al “trio”, quest’anno il sottotitolo della rassegna è “La forza della melodia”, anche se non tutti i concerti sono dedicati alla voce. Il primo dei quattro appuntamenti in cartellone è stato affidato alla cantante salentina Serena Spedicato, accompagnata da tre eccellenze della musica pugliese: Nando Di Modugno alla chitarra acustica, Vince Abbracciante alla fisarmonica e Giorgio Vendola al contrabbasso. Tre musicisti che in questi ultimi decenni si sono fatti strada, facendosi apprezzare anche a livello internazionale.
Un progetto che rende omaggio a coloro che sono stati gli esponenti della cosiddetta “scuola genovese”: un nucleo di artisti che ha rinnovato profondamente la musica leggera italiana a partire dagli anni sessanta e che è stata punto di riferimento per tutta la grande schiera dei cantautori che è arrivata successivamente, e che non può prescindere dai loro insegnamenti. Il progetto non è nuovo di zecca, tant’è vero che con la tappa di Corato ha potuto festeggiare nel migliore dei modi la replica numero 100. Non è la prima volta che assisto questo spettacolo ma riesce sempre a sorprenderti e a coinvolgerti.

Un progetto originale di Serena Spedicato (canto, voce recitante), dello scrittore Osvaldo Piliego (testi originali), con gli arrangiamenti originali di Vince Abbracciante, e la regia teatrale di Riccardo Lanzarone. Tra le melodie jazz che arrivavano con le navi al porto di Genova e il sussurro degli chansonnier d’oltralpe che hanno avuto una profonda influenza, non parliamo di un susseguirsi di canzoni che hanno visto la città di Genova al centro, ma di un vero e proprio spettacolo teatrale con canzoni e racconti di alcuni capisaldi del cantautorato italiano. Tutto gira attorno alle figure di Bruno Lauzi, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Gino Paoli e Fabrizio De Andrè. Tutti artisti che hanno fatto di Genova una fucina culturale senza pari. Tutti artisti genovesi, a parte Endrigo, istriano di nascita ma estremamente affine a questa scuola. Ed il titolo del Progetto, “Io che amo solo te”, prende il titolo da una delle sue canzoni più belle di sempre, dedicata ad una segretaria della casa discografica RCA.

E come ha sapientemente annunciato Serena Spedicato in apertura, …questo concerto è la mia dichiarazione, la mia piccola serenata a una città e a un tempo del cuore, mio e quello di tanti, che questa note e queste parole hanno “imparato” l’amore. E durante questa narrazione, vengono a galla tanti aneddoti di questi musicisti, ma anche di tanti personaggi che hanno gravitato attorno a loro e che hanno scritto una delle pagine più significative della poesia e della canzone d’autore italiana. E sto parlando di Pierpaolo Pasolini, Gianni Rodari, Luis Bacalov, Vinicius de Moraes, Toquinho, Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Paolo Conte, Giorgio Gaber, Franco Califano, George Brassens, Fernanda Pivano, la PFM, Mauro Pagani, Ivano Fossati, Giorgio Calabrese (uno dei padri fondatori e paroliere di riferimento della scuola genovese) e il paroliere Gian Franco Reverberi. Situazione dove la musica e la poesia si sposano e si intrecciano in un connubio inscindibile.

Serena Spedicato, salentina, tra i tanti titoli indicati nel suo curriculum vanta una Laurea in Canto jazz e Discipline musicali al Conservatorio di Lecce. E questo spettacolo ne è una degna realizzazione. La voce della Spedicato è stata accompagnata, con un’eleganza e maestria senza pari, dai tre straordinari musicisti. Veramente un fiore all’occhiello.

Le canzoni selezionate sono dodici, tutte più che note e di successo, scritte tra il 1960 ed il 1967, a parte l’ultima canzone (“Anime salve” scritta da De Andrè nel 1996, sua ultima produzione discografica). Due canzoni di Bruno Lauzi (“Ritornerai” e “il tuo amore”, presentato a Sanremo nel 1965), Per Sergio Endrigo solo una, “Io che amo solo te”, ma che dà il titolo al progetto. A seguire, “Arrivederci” (eseguita in solo dalla fisarmonica di Abbracciante) e “La musica è finita” di Umberto Bindi. Tre canzoni invece per Luigi Tenco: “Mi sono innamorato di te”, “Un giorno dopo l’altro” e “Ho capito che ti amo”. E poi c’è Gino Paoli con “Sassi” e “Che cosa c’è”. La conclusione è affidata a Fabrizio De Andrè con “Bocca di rosa” e “Anime salve”. Mentre il doveroso bis finale è affidato nuovamente a Umberto Bindi con “Il nostro concerto”.

Ogni canzone è un capolavoro: per come è stata scritta e per come è stata interpretata magistralmente dalla voce di Serena Spedicato, che ha lasciato largo spazio a i tre meravigliosi accompagnatori. Lunghi assoli anche per Nando Di Modugno in “Mi sono innamorato di te” e Giorgio Vendola per una lunga introduzione di “Bocca di rosa” con il suo contrabbasso suonato con l’archetto.
Straordinari i testi dello spettacolo realizzati da Osvaldo Piliego, classe 1978, salentino anche lui, operatore culturale, è tra i fondatori di CoolClub, agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi. Nonostante la sua giovane età è riuscito benissimo a catturare e descrivere le personalità di questi autori straordinari, che hanno fatto di Genova un punto di riferimento per tutto il cantautorato italiano e non solo.

Per dirla con Gino Paoli, seppure le parole sono sempre le stesse da mille anni, sono lì come sassi, a ricordarci che ne abbiamo disperatamente bisogno. E Luigi Tenco, con il suo gesto estremo a Sanremo, volle colpire a sangue il sonno mentale dell’italiano medio (come dichiarato da Salvatore Quasimodo).
Il progetto ha ottenuto il patrocinio ufficiale di viadelcampo29rosso, realtà che mira alla conservazione del patrimonio culturale e musicale della “scuola genovese”, la sua valorizzazione e la diffusione, come eredità da mantenere viva in tutti i suoi aspetti, incentivando anche le nuove generazioni a raccoglierne l’essenza.

Ringraziamenti finali per il Comune di Corato, Per Osvaldo Piliego per la stesura dei testi, per il Regista Riccardo Lanzarone, per Maurizio Bizzochetti di Dodicilune. Un ringraziamento anche a Pierluigi Balducci che ha voluto affidare a Serena Spedicato l’avvio della rassegna 2026, che si presenta (come per gli anni passati) ricca e interessante. Il legame che lega questi due artisti non è recente, perché Pierluigi Balducci è presente nel 2012 nell’Album di esordio della Spedicato, “My Waits. Tom Waits Songbook”, anche questo edito dall’etichetta Dodicilune.

Per questo progetto è stato realizzato un libro con CD, “Io che amo solo te. Le voci di Genova”, pubblicato dall’etichetta discografica Dodicilune in collaborazione con Coolclub, e distribuito ufficialmente da IRD. Una buona occasione per poter meditare su ogni singolo passaggio di questo splendido progetto, che parla d’amore vero.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro