Il cinema si accende sul mistero: al Multicinema Galleria di Bari arriva “Disclosure Day”

Ci sono film che finiscono con i titoli di coda. E poi ci sono film che, una volta accese le luci in sala, continuano a lavorare nella mente dello spettatore, aprendo domande, suggestioni, inquietudini. È proprio da questa idea che nasce “A luci accese”, il nuovo format del Multicinema Galleria di Bari, inaugurato martedì 16 giugno in occasione della proiezione di “Disclosure Day”, il nuovo film di Steven Spielberg, in sala dal 10 giugno e distribuito da Universal Pictures.

Dopo la proiezione delle ore 19, il pubblico sarà invitato a restare in sala per un incontro speciale dedicato ai grandi interrogativi evocati dal film: siamo davvero soli nell’universo? Quanto c’è di immaginazione e quanto di possibilità reale nel racconto sugli UFO? E che cosa accadrebbe se una verità rimasta nascosta per decenni venisse improvvisamente rivelata al mondo?

A discuterne saranno due voci diverse, distanti per approccio ma unite dalla stessa tensione verso l’ignoto: Saverio Pascazio, professore ordinario di Fisica Teorica all’Università di Bari, e Michele Paparella, presidente del Gruppo Ufologico Pugliese. A guidare il confronto sarà il giornalista Livio Costarella.

L’iniziativa si svolge in concomitanza con “Cinema in Festa”: il biglietto avrà quindi il prezzo unico di 3,50 euro ed è acquistabile al botteghino del Multicinema Galleria e online su multicinemagalleria.18tickets.it.

Con “Disclosure Day”, Spielberg torna in uno dei territori più iconici della sua carriera: quello dell’incontro con l’altro, dell’enigma extraterrestre, dello stupore davanti a ciò che supera i confini dell’umano. Dopo aver raccontato la memoria, il cinema e l’infanzia in “The Fabelmans”, il regista americano ritrova la fantascienza che lo ha reso immortale con film come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” ed “E.T. l’extra-terrestre”. Ma questa volta lo sguardo è più cupo, più adulto, più vicino alle inquietudini del presente.

Scritto da David Koepp a partire da un soggetto originale dello stesso Spielberg, il film intreccia UFO, segreti governativi, multinazionali, whistleblower, fede, paura collettiva e controllo dell’informazione. Al centro della storia c’è un’enorme operazione di insabbiamento: la presenza aliena sulla Terra sarebbe stata nascosta per decenni da apparati di potere, istituzioni e corporation.

I protagonisti sono una meteorologa interpretata da Emily Blunt, che durante una diretta televisiva si trova coinvolta in fenomeni inspiegabili, e un giovane analista informatico interpretato da Josh O’Connor, deciso a portare alla luce documenti riservati sugli UFO custoditi da una potente società privata.

Da queste premesse Spielberg costruisce un thriller fantascientifico attraversato da domande profondamente contemporanee: chi controlla la verità? Chi decide cosa il pubblico può sapere? E quanto siamo disposti a credere quando ciò che emerge mette in crisi tutte le nostre certezze?

Il titolo stesso, “Disclosure Day”, richiama un termine centrale nel dibattito ufologico internazionale: “disclosure” indica infatti l’ipotetica rivelazione ufficiale dell’esistenza di civiltà extraterrestri. Una parola che negli ultimi anni è tornata con forza nel discorso pubblico, anche alla luce dei dossier e degli avvistamenti UFO emersi negli Stati Uniti. Spielberg ha dichiarato di essersi ispirato proprio a questo clima di sospensione tra documento, mistero e immaginazione, raccontando un’opera «più vicina alla realtà di quanto si possa immaginare».

Il nuovo appuntamento del Multicinema Galleria nasce dunque dal desiderio di trasformare la visione in dialogo. “A luci accese” non sarà soltanto un dibattito sul film, ma un’occasione per attraversare il confine sottile tra scienza, racconto, paura e desiderio di conoscenza.

Da un lato, il rigore di Saverio Pascazio, fisico teorico di fama internazionale, autore di importanti studi sulla meccanica quantistica e sui sistemi complessi. Dall’altro, l’esperienza del Gruppo Ufologico Pugliese, guidato da Michele Paparella, da anni impegnato nella raccolta e nell’analisi di testimonianze legate a fenomeni ufologici.

In mezzo, il pubblico. Chiamato non solo a guardare, ma a interrogarsi.

Perché forse il fascino più grande della fantascienza non sta nel mostrarci mondi lontani, ma nel costringerci a osservare il nostro con occhi diversi. E forse, davanti all’ignoto, la domanda più importante non è soltanto se ci sia qualcuno là fuori. Ma se noi siamo davvero pronti a saperlo.

Daniele Milillo

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