
E anche per il 2026 la rassegna coratina “Jazz In…Canto” è ormai alle spalle, con quattro appuntamenti davvero speciali. La chiusura di questi appuntamenti è stata affidata al gruppo del padrone di casa, nonché Direttore Artistico della rassegna, Pierluigi Balducci al basso elettrico, con la voce di Badrya Razem, supportati da Vitantonio Gasparro al vibrafono, Fabrizio Savino alla chitarra elettrica e Dario Congedo alla batteria. Un quintetto tutto pugliese che rappresenta una delle tante eccellenze del nostro territorio. Questo vale anche per la cantante Badrya Razem, altamurana di origini algerine, che con la peculiarità della sua voce, ha dato un’impronta cosmopolita a tutto il progetto.
La rassegna, giunta alla terza edizione, parte il primo anno col proporre il “Jazz in duo”, per passare (lo scorso anno) alla formula del trio, e quest’anno ha voluto evidenziare l’aspetto della melodia, sia con le voci di Serena Spedicato e Badrya Razem, sia strumentale, affidando a maestri dello strumento come Roberto Ottaviano e Rob Luft, Gaetano Partipilo e Greg Burk. A conclusione degli eventi, ritengo che tutti si possano sentire soddisfatti: gli organizzatori per la numerosa partecipazione, e il pubblico per la qualità eccellente delle proposte. Anche Corato pertanto si pone all’attenzione della scena musicale pugliese con le sue proposte di alta qualità.

Per l’occasione è stata presentata l’ultima produzione discografica per l’etichetta Encore Music, pubblicata a gennaio 2026, a nome di Balducci e Razem, dal titolo “Kosmos & Chaos”, con il sottotitolo”Music for two quintet”: questo perché gli undici brani dell’Album in buona parte sono stati registrati con la stassa formazione che si è esibita a Corato, ma altri hanno avuto accompagnatori diversi come Gabriele Mirabassi al clarinetto, Israel Varela alla batteria e Roberto Taufic alla chitarra. Due formazioni molto diverse tra loro che hanno contribuito ad amplificare la tavolozza di colori e di suoni del progetto.

Pieluigi Balducci, classe 1971, bassista (elettrico), inizia la sua carriera di musicista come chitarrista classico, dedicandosi poi al basso, il suo principale strumento, e successivamente anche al contrabbasso.
Il suo stile musicale, di difficile catalogazione, fonde il jazz di matrice afro americana con la tradizione classica e folklorica europea, con un equilibrio fra scrittura e improvvisazione. Ha pubblicato sei album a suo nome, nei quali rimangono forti i legami fra musica e suggestioni letterarie. Ha partecipato a numerose incisioni discografiche in veste di co-leader: tra queste, “Evansiana”, un tributo alle composizioni di Bill Evans, registrato assieme a Michele Rabbia, John Taylor, e Paul McCandless. Tra le collaborazioni stabili, dobbiamo ricordare quell con Gabriele Mirabassi e Nando Di Mdugno. Con Gianni Iorio e Pasquale Stafano è stato a lungo membro del Nuevo Tango Ensamble, trio jazz-tango con cui ha tenuto numerosi concerti in tutto il mondo. Ha composto la colonna sonora di A ma soeur, film di Catherine Breillat, in concorso al Festival di Berlino (2001). Il suo ensemble ha inciso inoltre la sigla del film di Edoardo Winspeare, Galantuomini (2008). Insegnante di strumento sia al Conservatorio Duni di Matera, sia alla scuola di Musica del Pentagramma di Bari.

Badrya Razem nasce nel 1994, inizia i suoi studi, in tenera età, in pianoforte classico. Consegue il diploma accademico di I e II livello in Canto Jazz, e il II livello di specializzazione in Canto Lirico, tutte le tesi con votazione di 110 e Lode con menzione d’onore, discutendo tesi sperimentali di ricerca. Già nel 2014 è impegnata in una tournée con la Big Band Jazz di Matera tra Germania e Polonia.Ha collaborato con diverse Orchestre nei Teatri: La Filarmonica A. Toscanini, l’Orchestra del Petruzzelli, la Sinfonica di Matera, L’Ecletic Inside Orchestra con Direttore Ettore Papadia, l’Orchestra dei Solisti Lucani, l’Orchestra ICO della Magna Grecia, l’Orchestra Sinfonica Lucana, Orchestra Sinfonica Nuovi Spazi Sonori. Ad agosto 2022 registra la sua voce, insieme al Sax di Roberto Ottaviano, per il disco “ Worlds Beyond ” di Antonello Losacco, contrabbassista e compositore. Il disco è stato prodotto da GleAM Records. Con il batterista Fabio Accardi condivide un originale progetto su B. Bacharach, “Close to you- Celebrating Bacharach” progetto protagonista di diverse rassegne Jazz. Insegnante di canto jazz presso il Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria.
A completare la formazione di Corato, tre musicisti davvero speciali come Fabrizio Savino, Vitantonio Gasparro e Dario Congedo.

Il chitarrista Fabrizio Savino, nato a Bari nel 1981, è diventato un punto di riferimento per la musica Jazz in puglia, ma non solo. Ha all’attivo quattro dischi da leader (“Metropolitan Prints”, “Aram”, “Gemini” e “The rising sun”) e sette dischi da sideman. Il suo terzo disco “Gemini”, realizzato nel 2016, è stato nominato tra i “Best 100 European Jazz Albums” dall’influente rivista italiana Jazzit, “Album of the week” dal famoso programma Fahrenheit di Rai Radio Tre e disco dell’anno dal Sussidiario.net. Stilisticamente ispirato da John Scofield”. Durante la sua carriera Savino ha condiviso il palco con grandi artisti internazionali: Vladimir Kostadinovic, Flavio Boltro, Simon Moullier, Cédric Hanriot, Antonello Salis, Tony Monaco, Nicola Conte e Chiara Civello. Esibendosi in alcuni importanti jazz club e festival internazionali come il Petrovac Jazz Fest (Montenegro), il Locus, il Locomotive Jazz Fest, il Tuscia in Jazz, l’Unisa Jazz Festival (Sudafrica) e la Thailand Jazz Conference (Thailandia). Insegnante di Chitarra jazz al Conservatorio Piccinni di Bari

Dario Congedo è diplomato in percussioni nel 2005 presso il conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce. Consegue la “Laurea in Discipline musicali-indirizzo cameristico” nel 2009 con 110/110 e lode. Dopo i primi anni di studio con Maurizio dei Lazzaretti ha studiato a New York con: John Riley, Matt Wilson, Jonathan Blake, Jim Black, Vince Cherico. Ha frequentato corsi di perfezionamento in tutta Italia, e master class con celebri batteristi e percussionisti tra cui Peter Erskine, Gary Chaffee, Jimmy Cobb, Gavin Harrison, Virgil Donati, Mark Guiliana. Vanta collaborazioni con Gianluca Petrella, Flavio Boltro, Dee Dee Bridgewater, Javer Girotto, Raffaele Casarano, Fabrizio Bosso, Gegè Telesforo, Nguyen Le, Marco Tamburini, Rosalia de Souza, Francesco Bearzatti, Rocco Zifarelli, Rob Mazurek, Enrico Zanisi, Claudio Filippini,Tino Tracanna, Maria Pia De Vito, Paolo Belli, ,Kekko Fornarelli, Serena Autieri, Ron, Fabio Zeppetella, Claudio Filippini, Gaetano Partipilo e molti altri. Ha collaborato dal vivo e in studio con numerosi direttori d’orchestra tra cui: Louis Bacalov (permio oscar per le musiche di “il postino”), e Beppe Vessicchio. Si è aggiudicato il 1 premio al concorso internazionale “PercFest memorial Naco” 2008 in qualità di solista. Ha conseguito il 1 premio come “miglior musicista” nella settima edizione del Concorso Nazionale New Generation(Castelfidardo, aprile 2005).

Vitantonio Gasparro è il più giovane di tutti (classe 1998), ha iniziato lo studio della batteria all’età di sei anni e si è diplomato con il massimo dei voti in Strumenti a Percussione e Batteria e Percussioni Jazz presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari e il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera. Ha proseguito gli studi jazzistici con il M° Attilio Troiano e ha vinto numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Rosa Ponselle (2015), Italy Percussion Competition (2015, 2024), Dexter Jazz Contest (2023), Premio Internazionale Massimo Urbani (2023 – Premio della Critica, Premio del Pubblico e 2° posto), Tomorrow’s Jazz (2024), Largo ai giovani #7 (2025 – Miglior Solista) e il Premio Nazionale Chicco Bettinardi (2026 – Premio del Pubblico). È stato votato dalla rivista Musica Jazz nella sezione “Top Jazz” nel 2023 e nel 2025 (categoria “Nuovo Talento – Italia”). Ha suonato come percussionista classico con diverse orchestre, esibendosi anche all’Arena di Verona, e nell’ambito jazzistico ha frequentato masterclass con J. V. Ruller, D. Kikoski, C. Atti, U. Owens Jr. e G. Amato. Nel 2022 ha partecipato alle Berklee at Umbria Jazz Clinics, ricevendo il riconoscimento di Outstanding Musicianship. Nel 2023 ha pubblicato il suo album di debutto “Introducing Vitantonio Gasparro” in formazione trio di vibrafono, nel quale sono contenuti sia brani originali che standards della tradizione afroamericana e nel maggio 2026 ha pubblicato il suo secondo album “Miniatures for solo vibraphone”, interamente composto e registrato in vibrafono solo. Attualmente la sua attività compositiva e perfomativa si focalizza sulla contaminazione tra il mainstream jazz ed influenze derivanti dal rock, dal pop e dalla musica classica e contemporanea.Ascoltarlo dal vivo, e vederlo suonare, diventa uno spettacolo nello spettacolo per la passione e determinazione che infonde.

I testi dei brani presentati a Corato sono stati scritti da Badrya Razem insieme alla poetessa Rossella Piccarreta (presente allo spettacolo) e tessono un filo poetico tra parole e note. L’Album è stato prodotto e finanziato dall’organizzazione statunitense Pathways To Jazz – Music For Love, che ha scelto il progetto tra numerose proposte europee.
Pathways To Jazz è nato nel 2014 quando il fondatore Alan Cogen, con il supporto della Program Manager Sarah Goodroad e della Boulder County Arts Alliance, ha creato un programma di borse di studio per finanziare eccezionali musicisti jazz desiderosi di realizzare registrazioni professionali. Inizialmente riservato agli artisti del Colorado, il successo dell’iniziativa ha portato a un’espansione a livello nazionale nel 2019. Poi, nel suo decimo anno di attività e grazie alla collaborazione con l’organizzazione Music For Love, Pathways To Jazz ha raggiunto anche l’Italia. Nel 2024, oltre ai vincitori statunitensi, ha finanziato sei straordinari artisti italiani. Badrya Razem è risultata vincitrice, nel 2024, tra gli Award Winners.

Ad eccezione del primo ed ultimo brano (il bis) del concerto, sono state eseguite composizioni originali. Il concerto è stato aperto da un brano di Jan Garbarek, dal titolo “Blue Sky” (un artista che ha molto influenzato la carriera e l’attività professionale di Balducci), ed è stato chiuso da un delicato bis di “Preayer” di Keith Jarrett, una vera e propria preghiera all’universo intero. Sono seguiti i brani “My favorite wings” (che ovviamente si rifà allo satandard americano “My favorite things”, divenuto un cavallo di battaglia di John Coltrane), “Breathing”, “Il suono dell’universo”, ma non poteva mancare come ultimo brano (prima del bis), “Kaos & Chosmos”, che dà il titolo all’intero album.
Tutti brani che rendono pienamente il desiderio di tutti i musicisti di voler far parte di questo universo, ascoltarne il respiro e sentirrsi parte integrante. Due i momenti davvero emozionanti per tutti: musicisti e pubblico. Il brano “Fado” è stato introdotto dalla lettura di uno scritto indirizzato ad un bambino di Gaza, che ripercorre tutti gli orrori della guerra che è costretto a subire, quasi a chiedere scusa per quello che un’intera umanità, nel suo silenzio, diventa complice di chi bombarda un intero popolo. “…Perché uccidono i bambini? Che cosa hai fatto? Perchè nessuno può protteggerti? Crescerai? Sarai mai felice?”
E l’altro momento particolare è stato quello che ha introdotto il brano “Antonio e il mare”, dedicato da Pierluigi a suo nipote che non cè più, una persona solare, spensierata, a cui piaceva raccontare in modo scherzoso quello che accadeva attorno a lui, ed ovviamente amante del mare.

Una bella rassegna, un quintetto davvero straordinario che ha saputo captare l’attenzione del numeroso pubblico presente. All’inizio era previsto che tutti e quattro gli appuntamenti dovessero svolgersi nel Chiostro del Palazzo comunale di Corato, ma per vari motivi (maltempo, campagna elettorale) i precedenti appuntamenti si sono svolti tutti presso il Teatro Comunale. E questa volta, imperterrita, ogni mezz’ora, la campana dell’orologio ha fatto sentire i suoi rintocchi, a volte andando a tempo, altre volte suscitando un po’ di ilarità da parte di tutti. Ma anche questo è il bello del concerto dal vivo.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro