Le irresistibili contaminazioni di Shajara Ensemble e di Wukyr Suryadi + DéjaVu hanno sconvolto ogni paradigma per il Festival “Experimenta” al Castello di Sannicandro di Bari

Ci sono sere in cui il bisogno di musica buona assume delle sembianze ben precise nell’obiettivo, seppure la curiosità e la fiducia in certune organizzazioni rendano il percorso inaspettato, per chi non conosce di preciso cosa sta andando ad ascoltare. Il risultato è sempre all’altezza di tale fiducia.

È in quelle sere che si piazza Experimenta, un festival che seleziona come ciliegie la migliore musica sperimentale al mondo, e la porta nei posti più belli delle nostre città. In collaborazione con Stand Alone Complex, e parente stretto del Time Zones Festival, Experimenta è organizzato dalla cooperativa Herostrato.

Il concerto di chiusura della tre giorni di giugno 2026 presso il Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari promette due formazioni di altissima qualità. La prima è Shajara Ensemble, un trio che da Ivrea porta un mix di elettronica, world music, cinematica. Capitanato dal chitarrista italo-siriano Giorgio Nejme Debernardi, il trio, che prevede Matteo Cigna alla batteria e alle percussioni e Marco Bellafiore al contrabbasso, propone alcuni pezzi dell’album di esordio “Shajara”, che in arabo significa albero, e dell’EP “Al Yam”, che sempre in arabo è uno dei modi per definire il mare. La ricerca musicale del trio riporta jazz e world music a collaborare per farsi frontiera di ascolto, i ritmi dei grembi che possono essere mediterranei, ma anche provenire dal bacino del Mississippi o da qualsiasi altro crocevia culturale, spingono a ballare. L’evasione geografica non inganni: tutta la composizione degli Shajara Ensemble ha una componente politica fortemente orientata, verso tutto ciò che accade nel Mar Mediterraneo, non a caso uno dei brani più intensi e incalzanti si chiama “Cutro”, dedicata alla strage di 94 persone avvenuta tra il 25 e il 26 febbraio 2023 a pochi metri dalla costa della località crotonese. I piedi scalzi dei musicisti sul palco calpestano una pedaliera molto gustosa, che porta le suggestioni su un’indiscussa contemporaneità, che non ha reference conosciute nel panorama musicale attuale e pregresso.

Non ha reference popolari né una googlabilità patinata Wukyr Suryadi, già una star in Indonesia specialmente nel duo Senyawa, conosciuto per gli strumenti autocostruiti, che a Sannicandro giunge infatti con uno strumento mai presentato prima, fatto di bambù, cavi metallici, archetti su corde che vibrano e si sfregano, bacchette idiofone. Il pubblico, giunto in una buona numerosità visto il richiamo delle performance in cartellone, si sistema nell’area in cui la musica è amplificata in quadrifonia (prima esecuzione in quadrifonia per il festival), con déjaVu alla console. Sembra tutto rassicurante e sotto controllo, prima che emergano davidX, un mix mostruoso tra un danzatore e un beatboxer, un’intera enciclopedia musicale di (de)composizioni nascosta nella sua mente e nelle sue incredibili capacità, coadiuvate da creazioni led che danzano con lui. C’è molto altro, di strabiliante: nel pubblico e in tutti i meandri del cortile del castello si aggira MadameMacario, cantante e DJ che fa cose pazzesche con la voce: vagisce, garrisce, raggiunge profondità demoniache, rappa, canta in almeno tre registri diversi, tira urla lancinanti. L’effetto è quello di uno spettacolo totale e totalizzante, in cui ballare, stupirsi e essere risucchiati, senza fretta di emergere.

Experimenta si conferma la scelta giusta per chi vuole ritrovarsi e ritrovare un’intera comunità musicale, perdendo i riferimenti culturali cui ci vogliono abituare.

Beatrice Zippo
Foto di Lello Iacovazzi, Dario Nigredo e Beatrice Zippo

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