
Ogni anno, con l’arrivo di giugno, Kantun Winka torna a farsi spazio nel cuore della comunità come un appuntamento atteso, necessario, vivo. Giunto alla sua ventunesima edizione, il viaggio interculturale promosso dall’Associazione Alma Terra continua a rinnovare il proprio senso e la propria forza, confermandosi non solo come festival, ma come luogo di incontro, ascolto e responsabilità.
Oggi più che mai, in un tempo segnato da guerre, distruzioni, massacri e migrazioni forzate, Kantun Winka assume un significato ancora più profondo. Le tragedie che attraversano il mondo non restano lontane: arrivano fino a noi, interrogano le nostre coscienze, mettono alla prova la nostra capacità di comprendere, accogliere, reagire.
Da una parte ci sono i conflitti che devastano interi popoli e costringono migliaia di persone a lasciare la propria terra. Dall’altra, crescono politiche di chiusura, respingimento e paura, che troppo spesso negano dignità e diritti, alimentando nuove forme di sfruttamento e schiavitù.
In questo scenario, parlare di pace non è un gesto retorico. Parlare di apertura alle altre culture non è un esercizio astratto. Parlare di diritti umani non è una formula da ripetere. È, piuttosto, una necessità concreta. È un modo per non restare immobili davanti agli eventi, per non lasciarsi vincere dallo smarrimento, dalla paura, dall’indifferenza. È una scelta: quella di continuare a credere nella conoscenza, nella solidarietà, nell’incontro.
È da questa consapevolezza che nasce e si rinnova ogni anno Kantun Winka, momento centrale del percorso che Alma Terra porta avanti durante tutto l’anno. Il Festival diventa così uno spazio in cui culture, linguaggi, suoni, parole e storie si intrecciano, restituendo alla comunità la possibilità di guardare il mondo con occhi più aperti e più umani.
Anche quest’anno il Festival è realizzato con il patrocinio e il contributo del Comune di Mola di Bari.
Saranno sette gli appuntamenti in programma. La musica avrà un ruolo centrale, come suggerisce lo stesso nome del Festival: nella lingua quechua, infatti, Kantun Winka significa “la musica degli altri”. Ma accanto ai concerti ci saranno anche proiezioni, presentazioni di libri, laboratori e iniziative di solidarietà, in un percorso che unisce arte, riflessione e impegno civile.
Il programma di Kantun Winka
11 giugno – Maratona per la Palestina
15 giugno – Massimiliano Morabito presenta Alan Lomax. Un americano nella Valle dei Trulli
19 giugno – Presentazione del libro Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese
22 giugno – Drum Circle facilitato da Cesare Pastanella
23 giugno – Concerto Latinoamericana
26 giugno – Concerto del trio africano Jali Babou Saho Trio
30 giugno – Concerto Ra di Spina in Vocazioni
Ad aprire il Festival sarà, l’11 giugno, la Maratona per la Palestina e il Libano, in programma presso Lo Stabilimento. La serata inizierà alle 20.30 e proseguirà con musica, danza, video, cucina palestinese, dolci arabi e interventi di approfondimento sulla situazione attuale in Palestina e in Libano.
Sarà una serata di presenza, di ascolto e di solidarietà. Sei gruppi musicali hanno scelto di offrire il proprio contributo per costruire un evento che vuole essere, prima di tutto, un’occasione di conoscenza e di sostegno alla resistenza del popolo palestinese e libanese.
Interverranno Angela Partipilo, Presidente dell’Associazione Italia-Palestina; Mohammad Afaneh, Presidente della Comunità Palestinese di Puglia e Basilicata; Olga Ambrosanio, Presidente dell’Associazione Ulaia Artesud; e Rita Darbasani, psicologa rifugiata palestinese.
Ciò che accade oggi in Palestina e in Libano ci riguarda. Ci riguarda perché la violenza, la distruzione e la negazione del diritto internazionale non sono mai fatti lontani. Ci riguarda perché le conseguenze economiche e sociali dei conflitti arrivano anche nelle nostre vite. Ma, soprattutto, ci riguarda perché l’indifferenza di fronte alla sofferenza degli altri rischia di impoverire il mondo intero, cancellando poco a poco ogni residuo di umanità.
Per questo Alma Terra sceglie di aprire Kantun Winka con una serata dedicata alla Palestina e al Libano: un piccolo contributo, ma sincero e necessario, alla costruzione di una coscienza collettiva più attenta, più solidale, più capace di non voltarsi dall’altra parte.
11 giugno – Maratona per la Palestina e il Libano
Durante la serata si esibiranno:
Abbasce, con Stefano De Dominicis, Gianni Gelao, Alberto Modugno e Giuseppe Volpe
El Barrio Libertad, con Teresa Barbieri e Dario Fraccalvieri
Terrae, con Rocco Capri Chiumarulo e Paolo Mastronardi
Terrasia, con Rosalba Santoro e Michelangelo Musci
Sur, con Miguel Zepe Diaz e Anèt
Like a Jazz, con Lisa Angelillo e Paolo Daniele
Parteciperà inoltre il corso di danza L’Arte di Tersicore A.S.D. di Bari, con una propria esibizione.
Nel corso della serata saranno proiettati due cortometraggi del Nazra Short Film Festival.
What a Pattern Tells, di Bayan Abuta’ema
Aseel e Um Qusai, due donne palestinesi di generazioni diverse, sono unite dall’arte del ricamo tradizionale. Attraverso i fili, i colori e i gesti della vita quotidiana, il cortometraggio racconta come ogni punto possa trasformarsi in memoria, identità, espressione e resistenza culturale.
Logical Exit, di Mahdi Fleifel
Nel 2019 Mahdi torna nel campo profughi di Ain El Helweh, in Libano, mentre migliaia di palestinesi protestano contro le misure discriminatorie adottate dal governo libanese.
La Maratona per la Palestina e il Libano sarà dunque una serata di musica, parole, immagini, sapori e testimonianze. Un momento per stare insieme, per conoscere, per condividere, per trasformare l’emozione in consapevolezza e la consapevolezza in solidarietà.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione al numero 347 1565119.
Daniele Milillo