
Accrescere la conoscenza delle diverse forme di violenza — fisica, psicologica, sociale, sessuale ed economica — tra studenti, docenti e genitori; favorire il riconoscimento precoce di situazioni di rischio, sia in ambito familiare sia scolastico; offrire strumenti concreti per segnalare e denunciare episodi di violenza. Sono questi gli obiettivi del Progetto Provinciale “S.A.V.E. – Scudo alla Violenza Etica”, inserito nel Catalogo per la Promozione della Salute a Scuola della Regione Puglia.
Giunto al suo terzo anno consecutivo, il progetto è promosso dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari su proposta del vicepresidente Avv. Domenico D’Alessandro, ideatore e responsabile scientifico dell’iniziativa. Il percorso è realizzato in partenariato con il Gruppo Interdisciplinare Aziendale GIA ASL Bari, con il contributo di psicologhe e psichiatre della ASL Bari.
Quest’anno S.A.V.E. ha raggiunto tredici istituti scolastici di primo e secondo grado di Bari e provincia, coinvolgendo 60 docenti, circa 2.900 studenti e le loro famiglie. Al centro del percorso, tematiche particolarmente delicate e urgenti legate alla violenza giovanile, un fenomeno che in Italia registra segnali di crescita sempre più preoccupanti: bullismo e cyberbullismo, atti vandalici, aggressioni verso coetanei, docenti e persone anziane, violenza di genere, trasgressione delle regole fondamentali di convivenza e, nei casi più gravi, veri e propri reati.
L’evento conclusivo, dal titolo “Io Rispetto! Educare alla Non Violenza”, si terrà mercoledì 27 maggio nell’auditorium dell’Archivio di Stato di Bari. Saranno presenti circa 150 alunni, in rappresentanza degli istituti coinvolti, che racconteranno l’esperienza vissuta durante il progetto e ciò che hanno appreso, accompagnati dai loro dirigenti scolastici e docenti.
Gli studenti avranno inoltre l’occasione di rivolgere alcune domande a Valeria Montaruli, presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari, e a Giuseppina Lotito, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. Il confronto sarà moderato dall’Avv. Domenico D’Alessandro.
Un momento particolarmente significativo sarà affidato alla testimonianza di Don Angelo Cassano, parroco della Chiesa San Carlo Borromeo di Bari, che condividerà la propria esperienza e il proprio impegno nella promozione della legalità, dell’inclusione e della partecipazione attiva delle giovani generazioni.
A seguire, saranno presentati alcuni lavori realizzati dagli studenti, illustrati da Maria Grazia Forte, coordinatrice del Gruppo Interdisciplinare Aziendale GIA – ASL Bari, insieme a Maria Lorusso, psichiatra, e Angela Lacalamita, psicologa della ASL Bari.
All’incontro interverranno numerosi rappresentanti delle istituzioni: la vicepresidente del Consiglio regionale Elisabetta Vaccarella, che porterà il saluto del governatore Antonio Decaro; il sindaco di Bari Vito Leccese; il viceprefetto Stefania Fornaro; il questore di Bari Annino Gargano; il maggiore Giacomo Conte, comandante della Compagnia Carabinieri Bari Centro, che porterà i saluti del colonnello Alessandro Puel; il presidente della Prima Sezione Civile del Tribunale di Bari Giuseppe Disabato; il direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio; il direttore dell’Archivio di Stato Adriano Buzzanca; il direttore del Dipartimento di Prevenzione Nicolò Vincenzo De Pasquale; Nehludoff Albano, dirigente del Servizio Promozione della Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro della Regione Puglia; e Pasquale Pedote, coordinatore regionale GTI e rapporti con USR.
Inserito nel Catalogo “Scuola e Salute” del Piano Strategico regionale per la Promozione della Salute nella Scuola per l’anno scolastico 2025-2026, il progetto si è sviluppato durante tutto l’anno scolastico partendo da una consapevolezza fondamentale: famiglia e scuola sono presìdi essenziali nella prevenzione della violenza giovanile e nel riconoscimento dei primi segnali di disagio.
Il percorso si è articolato in tre fasi. La prima è stata dedicata alla conoscenza delle diverse forme di violenza, con attività di comunicazione e informazione rivolte ai genitori. La seconda ha coinvolto i docenti in incontri formativi sui temi dell’epidemiologia, dei segnali precoci di riconoscimento degli atti violenti, delle varie forme di violenza — di genere, fisica, psicologica, sociale, sessuale ed economica — dei reati connessi, del Codice Rosso, dei numeri utili e delle app da utilizzare in caso di necessità.
La terza fase, infine, è stata dedicata agli studenti, con incontri organizzati per fasce d’età o classi, alla presenza dei docenti formati. A condurli sono stati gli avvocati del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari, insieme a psicologi, psichiatri e medici del Dipartimento di Prevenzione.
Un percorso corale, dunque, che mette al centro la prevenzione, l’ascolto e la responsabilità condivisa, con un messaggio semplice ma decisivo: educare al rispetto significa costruire comunità più consapevoli, più sicure e più umane.
Daniele Milillo