Divertimento assicurato e grande musica: il live di Carla Bavaro & Soul Vaccination ha elettrizzato il pubblico del Duke Jazz Club di Bari

Una serata davvero speciale al Duke Jazz Club di Bari con un nutrito “ensemble” guidato dalla bravissima cantante Carla Bavaro e i suoi “Soul Vaccination”, che ha presentato un progetto dal titolo “Detroit City & The Motown Sound”. Una serata densa di ritmo, funk and soul, e che si rifà ad un genere musicale portato in auge proprio dall’etichetta discografica Motown Records, fondata nel 1959; la prima etichetta a produrre e vendere dischi di artisti afroamericani al pubblico di tutto il mondo. Il nome “Motown” deriva da “Motor Town” (o “Motor City”), il noto soprannome della città di Detroit, capitale dell’industria automobilistica statunitense. La Motown è nota per l’immediato successo che ottenne negli anni sessanta e per il ruolo che ebbe nella diffusione del genere R&B e nell’integrazione razziale nella musica pop, fu pioniera di un sound riconoscibile e noto con lo slogan di “Motown Sound”. Tra gli artisti più noti rappresentati dalla Motown Record Corporation possiamo ricordare, tra i tanti, i Temptations, Diana Ross and The Supremes, Stevie Wonder, Marvin Gaye e i Jackson 5.

Ad accompagnare Carla Bavaro, una sezione di fiati straordinaria con Vito Andrea Morra al trombone, Francesco Lomangino al sax tenore e Alberto Di Leone alla tromba. Alla chitarra, Alberto Parmegiani, al pianoforte e alle tastiere elettriche Peppe Fortunato, al basso elettrico Giampaolo Laurentaci, alla batteria Antonio Ninni e per finire, Francesca Cattedra anche lei alla voce. Tutti insegnanti della scuola di musica del Pentagramma, ad eccezione di Peppe Fortunato, tastierista, arrangiatore e compositore, che può vantare collaborazioni che vanno dal jazz al funk, dal pop al rhythm & blues, e alla giovanissima (27 anni) corista Francesca Cattedra.

Gli arrangiamenti di tutti i brani sono stati realizzati da Vito Andrea Morra. Diplomato in Chitarra e in Jazz presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari; ha anche compiuto studi di Composizione e Trombone. Ha studiato arrangiamento e composizione per jazz orchestra con i maestri Giancarlo Gazzani e Bruno Tommaso presso i Seminari “Siena Jazz” diventandone poi assistente. Dopo essersi classificato terzo per due anni consecutivi, ha  vinto nel 1990 il primo premio al concorso internazionale di  composizione  e arrangiamento per big band “Barga Jazz”  con il brano originale “Shamango Night” e, nel 1992,  il primo premio al concorso internazionale di arrangiamento per  big band “Scrivere in Jazz” di Sassari con un arrangiamento del brano  “Nel Blu Dipinto di Blu”. 

Ha collaborato e collabora come arrangiatore  con la “Italian Big Band”, diretta dal M. Marco Renzi, con l’Orchestra Sinfonica dell’Amministrazione Provinciale di Bari, che ha più volte  diretto eseguendo interi programmi di suoi arrangiamenti appositamente scritti, e con varie altre formazioni di jazz e pop in produzioni live e discografiche. È titolare della cattedra di Composizione Jazz presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari.

La voce di Carla Bavaro è impastata con il soul, il blues, il rhythm and blues. Ha iniziato a studiare Canto e Pianoforte al “Pentagramma” prima e successivamente al Conservatorio Piccinni di Bari. Può vantare un master in Vocologia artistica all’Università di Bologna, una poliedrica attività musico-teatrale in Italia e all’estero, e dal 2019 si dedica allo studio della didattica della voce e dell’applicazione dell’intelligenza artificiale alle attività performative artistiche. Oltre una voce straordinaria, è subito evidente la sua straordinaria padronanza nel saper tenere la scena come poche sanno fare.

E cosa possiamo aggiungere sui singoli musicisti presenti sul palco? Sono tutti straordinari e affidabili. E’ facile poterli ascoltare sul palco del Duke, ma quello che più sorprende è la capacità di presentarsi con progetti sempre nuovi e interessanti, senza mai cadere nella banalità. Davvero un piacere poterli ascoltare,

Tanti i brani presentati, che ovviamente fanno riferimento agli anni ‘60 e ‘70. Il progetto non voleva essere un omaggio alla casa discografica, ma a quel genere musicale che essa ha rappresentato in quegli anni, quando per la prima volta, anche i bianchi accettavano di ascoltare la musica dei neri. Un fenomeno che non ha coinvolto solo gli Stati uniti, ma che ha avuto ripercussioni anche nel vecchio continente.

Il concerto si è aperto con “Trouble” di Josè James, per proseguire con tanti altri brani: degli Incognito ( “1975” e “Talkin’ loud”), dei Blood, Sweat & Tears (Spinning wheels), Marvin Gaye (What’s going on), Donny Hataway (Love, love, love), Bill Whiters (kissing my love), ecc. Non sono mancati anche standard quali “I heard it through the grapevine” (portata al successo prima da Marvin Gaye e poi dai Creedence Clearwather Revival), o il brano scritto da Paul McCartney (Go to get you into my life, inserito nell’Album “Revolver” dei Beatles) e reinciso dagli “Earth, Wind and Fire”.

Per il bis finale è stato scelto il brano “So I got to groove” del gruppo “Tower of Power”. Ci è stato spiegato che il nome del gruppo, “Soul Vaccination” prende spunto da un Album omonimo di questo gruppo californiano, attivo sin dalla fine degli anni ‘60.

Di certo una serata divertente, densa di ritmo e di pathos, restando sempre ad altissimi livelli. Con musicisti di questo calibro è impossibile restare indifferenti e fermi sulla propria sedia. E’ una musica accattivante, che ti travolge e ti diverte. E Carla Bavaro, in questo, è davvero Maestra.

Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro

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