Valerio Binasco porta in scena le fragilità dell’animo umano: “Circle Mirror Transformation” chiude la Stagione dell’Arena del Sole di Bologna

A chiudere la Stagione 2025/26 del Teatro Arena del Sole sarà uno spettacolo capace di emozionare con la forza delle cose semplici e profondamente umane: Circle Mirror Transformation della drammaturga americana Annie Baker, Premio Pulitzer 2013, qui nella traduzione di Monica Capuani e Cristina Spina. Dal 14 al 17 maggio la sala Leo de Berardinis ospiterà la regia di Valerio Binasco, anche interprete in scena insieme a Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta. Le scene sono di Guido Fiorato, i costumi di Alessio Rosati, le luci di Alessandro Verazzi, il suono di Filippo Conti e i video di Simone Rosset.

Acclamato dal New York Times come «coinvolgente, implacabile, acuto e divertente», Circle Mirror Transformation è uno dei testi più amati della drammaturgia contemporanea americana: un’opera delicata e spiazzante, capace di trasformare la quotidianità in qualcosa di poetico e universale. Annie Baker osserva i suoi personaggi con straordinaria sensibilità, dando voce alle fragilità, ai silenzi e ai desideri nascosti che abitano ciascuno di noi.

La storia prende vita in una qualunque sala di periferia, dove cinque sconosciuti decidono di iscriversi a un corso di teatro per dilettanti. Non ci sono grandi eventi, colpi di scena o gesti eroici. Eppure, accade qualcosa di profondissimo. Tra esercizi apparentemente banali, pause imbarazzate, confessioni involontarie e piccoli giochi teatrali, i protagonisti iniziano lentamente a spogliarsi delle proprie difese, lasciando emergere solitudini, paure, sogni dimenticati e inattesi bisogni di contatto umano.

Sono persone comuni, sospese in vite che sembrano aver perso slancio, accomunate da un senso di vuoto difficile da definire. Un vuoto che però, nella visione di Binasco, può diventare uno spazio fertile, il punto da cui ripartire. «Forse sono arrivati lì perché manca loro qualcuno», scrive il regista. Ed è proprio in quel fragile tentativo di stare insieme, di mettersi in gioco, che il teatro diventa occasione di trasformazione autentica.

La forza dello spettacolo risiede nella sua apparente semplicità. La regia si ritrae, lascia spazio agli attori, ai dettagli minimi, alle emozioni trattenute. Il teatro di Annie Baker vive infatti di sfumature: di ciò che non viene detto, dei silenzi che parlano più delle parole, di gesti impercettibili che rivelano interi mondi interiori. «Vediamo soltanto i sintomi», spiega Binasco. Le ferite, gli amori, le inquietudini dei personaggi restano sotto la superficie, come la parte sommersa di un iceberg.

Ne nasce uno spettacolo intenso e profondamente umano, capace di raccontare con ironia e delicatezza il bisogno universale di essere ascoltati, riconosciuti, accolti. Un teatro che non cerca effetti, ma verità. E proprio per questo arriva diritto al cuore.

Personaggi e interpreti
Marty – Pamela Villoresi
James – Valerio Binasco
Schultz – Andrea Di Casa
Theresa – Alessia Giuliani
Lauren – Maria Trenta.

Daniele Milillo

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