
“Il poeta del silenzio e della melodia – Charlie Chaplin e le sue colonne sonore” è una delicatissima dedica a Charlie Chaplin e alla sua ricchissima carriera artistica che Livio Costarella e il Collegium Musicum hanno realizzato mettendolo in scena in un gremito Teatro Abeliano di Bari.
Livio Costarella, giornalista per la Gazzetta del Mezzogiorno e per la rivista di settore L’opera, scrittore, docente e musicologo appassionato ha tessuto un racconto fittissimo delineando un ritratto di questa figura poliedrica, protagonista indiscusso della storia del cinema e non solo della prima metà del novecento.
Chaplin non fu solo attore per la neonata settimana arte, ma anche produttore, sceneggiatore, compositore, testimoniando una visione unica e totalizzante del cinema, intesa come rappresentazione della realtà in ogni suo aspetto e strumento di racconto e di denuncia.

Durante la serata i racconti pieni di aneddoti e dettagli di Livio Costarella si sono intervallati alle immagini dei cortometraggi selezionati in quanto rappresentativi della poetica di Chaplin e agli intervalli musicali del Collegium Musicum che ha eseguito dal vivo alcune delle colonne sonore del periodo, tra cui pezzi composti dallo stesso Chaplin, come Smile.
Chaplin fu figlio d’arte, poiché nacque in una famiglia d’artisti, ma in rovina, per cui la sua infanzia fu segnata dalla povertà, ma anche dal disagio di una madre affetta da problemi mentali, per cui lui e il fratello furono spesso ospiti in orfanotrofi. La sua carriera cominciò prestissimo: a sette anni cantava sul palco e pochi anni dopo aveva già parti teatrali.

Il racconto ha preso avvio dall’emblematico Vagabondo, personaggio che ha fatto sognare e ridere generazioni e il cui fascino non è mai stato intaccato dal tempo. La meravigliosa danza dei panini è esempio di come Chaplin concepisse l’elemento musicale consustanziale al racconto e reso attraverso una sincronicità perfetta non solo del suono, ma soprattutto del mood pensato intenzionalmente, perché divenisse strumento narrativo, dicesse e agisse il racconto al posto delle parole, muovendo l’emozione dello spettatore.
Costarella ha sottolineato come questo sia esplicitamente ravvisabile nella scelta di Wagner e di “Falling Star” per “il grande dittatore”, nella delicatezza di Smile, in “Tempi moderni”, ancora più ne ritmo incalzante della colonna sonora nella scena dell’inceppamento della catena di montaggio , ma anche “Beautiful, Wonderful Eyes” e “La Violetera” che raccontano dell’innamoramento e del disvelamento tra il Monello e la fiorista in Luci della città. All’arrivo del sonoro Chaplin non arretra, anzi. I testi di cui spesso è sceneggiatore e il piglio fattoriale rivelano un forza d’animo e una preziosità di sentimenti che ancora oggi insegnano, come la follia della guerra, il bisogno di ribellione rispetto alle oppressioni, la fatuità di vite consumate sui palcoscenici dei teatri e del quotidiano scimmiottando sentimenti fasulli e lasciandosene sfuggire quelli reali. “Il Grande dittatore”, “Un re a New York”, “Luci della ribalta”, entrano nella definizione di capolavori a pieno titolo, poiché portatori di messaggi universali, altre a rappresentare vere gemme cinematografiche.

I solisti del Collegium Musicum con Antonio PIccialli al pianoforte, Giambattista Ciliberti al clarinetto, Paolo Debenedetto al sassofono e Stefano Baldoni alle percussioni hanno quindi dato voce con maestria e suscitando emozioni vibranti nel pubblico anche a “Sing a song” nel film in cui il Vagabondo compare per la prima volta, “La febbre dell’oro”, “Non That It’s Ended” e “The Spring Song”, brani tratti da “Un re a New York” , “Eternally” e “The Terry Theme” in “Luci della ribalta”.

Una serata bellissima che ha incantato il pubblico, densa di emozioni e ricchissima nei contenuti, sebbene, come ha sottolineato Costarella, non abbia di certo potuto esaurire tutto quanto c’è da dire e da raccontare di Charlie Chaplin, tardivamente insignito dell’Oscar, ma ormai riconosciuto come genio indiscusso.
Alma Tigre
Foto dalla pagina Facebook del Collegium