
“Camminare insieme significa generare una dimensione parallela in cui racconti e vicissitudini si fondono come note di una stessa sinfonia”.
Ero già barese da 39 anni quando ho deciso di incontrare i pellegrini di San Nicola.
I loro canti e le loro litanie avevano reso speciali le mie feste patronali bambine, ma come spesso accade crescendo, alcuni ricordi si erano allontanati talmente tanto da diventare tradizioni, quasi leggende. Mi sono chiesta se ci fossero ancora compagnie che arrivavano a Bari a piedi e da riscoprire una tradizione mi sono ritrovata a riflettere sul romanzo dell’ordinario; a riflettere sul cammino quale metafora della vita e sulle vite dei singoli come dinamiche interscambiabili di un unico schema universale. Ho camminato con la compagnia di San Salvo per sette anni, scoprendo che camminare insieme significa generare una dimensione parallela in cui racconti e vicissitudini si fondono come note di una stessa sinfonia in un’unica grande opera cadenzata dallo stesso ritmo. (Nicla Sisto)
Mentre Bari si risveglia nel fermento della sua festa più grande, San Nicola, questa mostra invita a misurare il mondo con un ritmo diverso. A Passo d’Uomo non è una cronaca del sacro, ma un’immersione nel “romanzo dell’ordinario”.
L’allestimento riflette l’andamento del pellegrinaggio: un’alternanza costante tra la vastità del cammino collettivo e l’intimità del dettaglio personale. Lo sguardo del visitatore è chiamato a oscillare tra l’orizzonte aperto delle strade percorse insieme e i frammenti più silenziosi — quelle “cicatrici” fisiche ed emotive che ogni pellegrino porta con sé. È un invito a rallentare, a sintonizzare il proprio respiro su quello di chi ha camminato per giorni.
Al cuore di questa indagine risiede una ferita personale dell’autrice: una cicatrice d’infanzia sospesa tra trauma e prodigio che ha segnato il suo percorso “dentro e fuori la fede”. In questo spazio, la fede non è dogma, ma un piccolo spazio di resistenza fatto di gesti minimi. La fotografia diventa così lo strumento per ricomporre una frattura, trovando nel camminare insieme la cura e la risposta.
Restituire questo racconto alla città durante i giorni di San Nicola significa onorare l’umanità che cammina. Significa riconoscere che dietro ogni pellegrino c’è una figura dritta, signora di se stessa, che avanza verso una nuova alba.
NICLA SISTO
Ho 46 anni, sono nata e cresciuta a Bari, città nella quale vivo e lavoro come operatore funebre. Ho iniziato ad amare la fotografia, imparando a realizzare con photoshop i ricordini lutto. Erano altri tempi e le foto che mi arrivavano erano sempre mondi da esplorare, posture da matrimonio da estrapolare, abbracci di feste da sottrarre. Così ho iniziato a studiare, appassionandomi alla fotografia documentaria. Per me la fotografia è principalmente legata al concetto di viaggio, interiore ed esteriore. Trovare l’esotico nell’ordinario e l’ordinario nell’esotico, relazionare soggetti a storie più ampie, contesti sociali, culturali e di fede, mirare alle uguaglianze piuttosto che alle differenze.
Luogo: AncheCinema, Bari
Periodo: dal 5 al 16 maggio 2026
Ingresso libero