Un passato di trent’anni e un futuro da mettere in musica: i Radicanto hanno festeggiato al Teatro Piccinni di Bari il loro importante traguardo

30 anni di radici, di musica, di terra, di poesia, di passione, di tenacia: Radicanto! Una festa da Bari e nel mondo, quella della compagine musicale pugliese che ha coinvolto vecchi amici e nuovi sodali, e che si è tradotta in due magnifiche serate al Teatro Piccinni di Bari.

Serata inaugurale dedicata a Domenico Modugno con la riproposizione delle sue meravigliose canzoni riarrangiate dai Radicanto e affidate a Maria Giaquinto, voce, Giuseppe De Trizio chitarra, classica e mandolino, Adolfo La Volpe, chitarra elettrica, Vito Mannarini, chitarra classica, Giovanni Chiapparino, fisarmonica, Claudio Carboni, sax, Paolo Pace, voce, sax, flauto traverso, Francesco De Palma, batteria, e Giorgio Vendola al basso.

Ad aprire la serata Paola Romano, assessora alla cultura del Comune di Bari, che ha sottolineato come i Radicanto siano per Bari un patrimonio prezioso. Giuseppe De Trizio, ha accolto il pubblico ringraziando tutti quelli che in questi anni li hanno accompagnati, hanno creduto nella loro musica e nel loro impegno, e magari c’erano dal primo giorno, quando il nome Radicanto nacque nel tinello di casa, durante una sessione di sogni a chiacchierare su musica e progetti futuri.

Da allora trent’anni fatti di successi e insuccessi, di fatiche, riconoscimenti, impastati di quel pensiero meridiano di Franco Cassano, costruiti grazie a una relazione aperta, che ha nella musica e in Bari le sue radici e proietta i suoi rami in cielo e nel mondo.

La serata è stato un fresco racconto tessuto con le parole di Modugno, la sua musica teatrale e immaginifica dal “pisci spada”, interrogandosi su “Cosa sono le nuvole”, la nostalgia de “La lontananza” e de “l’uomo in frac”, fino ai sogni affidati a “Nel blu dipinto di blu”.

Un racconto emozionante e suggestivo, arricchito dal richiamo sul palco di grandi nomi con cui i Radicanto in questi anni hanno collaborato. E’ stata la volta di Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli, accolti sul palco dagli applausi entusiastici del pubblico. Si sono presentati nel loro splendore,  travolgenti e carismatici e hanno raccontato un po’ non solo il presente, ma anche il passato dei CCCP e l’imminente futuro di una reunion e hanno regalato alcuni cammei come “Amarti”, nell’immaginario collettivo associato a Gianna Nannini, ma che Magnelli ha composto e porta in repertorio. Entusiasmo quando sul palco, avvicendandosi con Maria Giaquinto, ha fatto il suo ingresso Raiz, ora volto noto di “Mare fuori”, ma già più noto come cantante, che ha scherzato proprio sul fatto che ormai “Mare Fuori” ha offuscato la sua carriera musicale, anche se gli è rimasta la voce. E la canzone resta il suo grande amore.

La festa è continuata nell’evento successivo con un’antologia di brani della band e la preziosa partecipazione di Vito Signorile, anch’egli ormai riconosciuto patrimonio della baresità.

Alma Tigre

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